HomeAttualitàDalle teorie fisiche alla bomba atomica. Dalla mobilitazione antinucleare ai rischi che ancora si corrono

Dalle teorie fisiche alla bomba atomica. Dalla mobilitazione antinucleare ai rischi che ancora si corrono

Alle 08:14 e 45 secondi il bombardiere statunitense battezzato Enola Gay sganciò, da una quota di 9600 metri, la bomba atomica nota come “Little Boy” sul centro di Hiroshima. Il sensore altimetrico era tarato per effettuare lo scoppio alla quota di 600 metri dal suolo, dopo 43 secondi di caduta libera, in modo da massimizzare gli effetti distruttivi dell’esplosione. Immediatamente dopo lo sgancio, l’aereo fece un’inversione di 180°, allontanandosi alla massima velocità possibile per evitare di essere raggiunto dall’onda d’urto. L’esplosione si verificò a 580 metri dal suolo, con una detonazione equivalente a circa tredici chilotoni (13000 tonnellate di tritolo); i morti furono circa 140.000, i feriti 80.000.

L’avvelenamento da radiazione e le necrosi provocarono malattie e morti successive al bombardamento per circa il 20% di coloro che erano sopravvissuti all’esplosione iniziale. Alla fine del 1945, ulteriori migliaia di persone morirono per via della malattia acuta causata dalle radiazioni ionizzanti, portando il numero di vittime a circa 200.000 unità
Il 90% degli edifici su una superficie di 13 km2, venne completamente raso al suolo dalla forza dell’esplosione.
Ricordiamo che nel 1945 sessanta città giapponesi vennero pesantemente bombardate; il bombardamento di Tokyo del marzo del 1945 causò più di 100 000 vittime (includendo i morti nei mesi immediatamente successivi) e danni enormi.

Prima della guerra Hiroshima era una tranquilla e bella città. Un filmato del 1935 ci mostra una primavera in cui splendevano gli alberi di sakura, la vita era febbrile ma tutto appariva ordinato: i tram, le rare automobili, i ciclisti, la gente che attraversa e che attende agli affari. Le donne sono in kimono che il bianco e nero fa immaginare dai colori assai belli, mentre fra gli uomini prevale la moda occidentale.
Nel 1945 era una città di grande importanza militare e industriale; nei suoi pressi erano presenti alcune basi militari, dedite al rifornimento e all’appoggio per le forze armate. La città era soprattutto un centro per le comunicazioni, per lo stoccaggio delle merci e un punto di smistamento delle truppe.

Vediamo schematicamente le tappe principali della fisica per giungere al processo alla base della potenza delle armi nucleari; la “fissione” del nucleo degli atomi di uranio e di plutonio.
All’inizio del ‘900 si conosceva una sola particella elementare, l’elettrone.

1905 – Albert Einstein formula le leggi della Relatività Ristretta (oltre a interpretare l’effetto fotoelettrico, dando vita al fotone, dimostrando così che la luce ha anche una natura corpuscolare). La nuova teoria prevede l’equivalenza di massa ed energia, espressa nella famosa formula E = mc2; questo significa che se in una reazione si ha una diminuzione della massa, si genera una enorme quantità di energia.
1911 – Ernst Rutherford scopre il nucleo atomico.
1932 – James Chadwick scopre il neutrone, la particella che anni dopo verrà impiegata per ottenere la fissione nucleare.1934 – Fermi e i sui allievi di Via Panisperna studiano le reazioni nucleari indotte dai neutroni, in particolare dai neutroni rallentati rallentati..
1938, dicembre – Otto Hahn e  Fritz Strassmann scoprono la fissione dell’uranio; Lise Meitner e Otto Frisch la interpretano.
1939 – Molti fisici si rendono immediatamente conto che, se dalla fissione di un nucleo di uranio escono più di due neutroni, è possibile realizzare una reazione a catena con un enorme rilascio di energia; esperimenti subito avviati in vari laboratori dimostrano che così è. Quindi che è possibile realizzare un’arma di tremenda potenza,

Vediamo come si è giunti alla decisione di sganciare la bomba atomica.

1939, 2 agosto – Lettera di Einstein a Roosevelt per sollecitare attenzione alla possibilità di sviluppare un’arma nucleare
Negli stati Uniti viene avviato Il Progetto Manhattan, originariamente concepito per contrastare il supposto programma atomico della Germania nazista; alla fine della guerra si scoprirà che non esisteva un concreto programma di questo genere.
25 aprile2945 – Il nuovo Presidente Harry Truman, succeduto a Roosevelt deceduto improvvisamente il 12 aprile, viene informato sul programma atomico..
16 luglio – La prima bomba atomica viene sperimentata con successo nel deserto del Nuovo Messico (Test Trinity).
24 luglio – Il generale Groves compila la direttiva formale di autorizzazione all’impiego della nuova bomba; il documento viene approvato dal ministro della Guerra e dal capo di Stato maggiore quindi visionato da Truman che a sua volta dà il suo consenso: si stabilisce che il 509º Gruppo aereo avrebbe dovuto sganciare la “prima bomba speciale” in un giorno, successivo al 3 agosto, scelto in relazioni alle condizioni meteorologiche. Nel documento si indicano quattro possibili obiettivi, Hiroshima, Kokura, Niigata e Nagasaki. La priorità fu infine data proprio a Hiroshima dopo la segnalazione che essa era l’unico tra gli obiettivi che non avesse campi per i prigionieri di guerra.

26 luglio – Arriva alla base di Tinian l’incrociatore Indianapolis con a bordo i componenti fondamentali della bomba atomica Little Boy.
Dalla base di Kirtland decollarono tre aerei con altri elementi fondamentali dell’ordigno e due con a bordo il nocciolo di plutonio della bomba Fat Man che verrà sganciata su Nagasaki: una massa di 6 kg, delle dimensioni di un pompelmo,
Il 31 luglio, dopo l’assemblaggio finale dei diversi componenti, inclusi 60 kg di uranio 235,
la bomba Little Boy è pronta per l’impiego; l’ordigno, in acciaio,è lungo 3 metri e con diametro di 0,71metri, e pesa circa 4 000 chilogrammi.

Ricostruzione post-bellica di “Little Boy”.

La missione, al comando del colonnello Paul Tibbets, (che battezza il suo B-29  Enola Gay, il nome di sua madre) avrebbe potuto essere effettuata dal 1º agosto, ma un peggioramento del meteo impose un rinvio.
6 agosto – Alle 2,45 parte Enola Gay e partono anche gli altri B-59 che accompagnano la missione.

Alle 7.14 l’aereo da ricognizione inviato sopra Hiroshima comunica che il cielo era libero da nuvole per sette decimi; il colonnello Tibbets dirige il suo aereo sulla città; la bomba è ancora disinnescata, verrà innescata alle 7,30.

Alle 08:14 e 45 secondi Enola Gay sgancia “Little Boy” sul centro di Hiroshima.

A Tokio giunsero notizie ufficiose e confuse di una terribile esplosione a Hiroshima.
Un ufficiale giapponese fu incaricato di rilevare i danni. Quando mancavano ancora 160 km a Hiroshima, l’ufficiale e il suo copilota scorsero la grande nuvola di fumo provocata dalla bomba: nel chiaro pomeriggio stavano bruciando le macerie di Hiroshima. Il loro aereo raggiunse la città, attorno alla quale volarono increduli: tutto ciò che era rimasto era una grande cicatrice sul terreno ancora ardente, coperta da una spessa nuvola di fumo.
Il 7 agosto il grande fisico Yoshio Nishina, insieme ad altri fisici, è mandato a Hiroshima, in modo da constatare i danni: i fisici riconoscono che la città è stata distrutta da un bombardamento atomico.
Il Giappone rifiuta di arrendersi.
9 agosto – la seconda bomba è sganciata su Nagasaki
15 agosto – il Giappone accetta la resa incondizionata.
Nel dopoguerra sorsero vari movimenti e organizzazioni contro le armi nucleari.
Tra il 1949 e il 1956 si sviluppò in Italia il Movimento dei Partigiani della Pace che coinvolse ampi settori dell’opinione pubblica.
Anch’io partecipai con impegno alla raccolta di firme di adesione ai documenti del Movimento.
Nel 1955 venne presentato il più importante documento di denuncia mai scritto sulla minaccia rappresentata dalle armi nucleari per il genere umano: il Manifesto Russell‐Einstein.
“In considerazione del fatto che in una futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi sono una minaccia alla sopravvivenza del genere umano, ci appelliamo con forza a tutti i governi del mondo affinché prendano atto e riconoscano pubblicamente che i loro obbiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e di conseguenza li invitiamo invitiamo a trovare mezzi pacifici per la risoluzione di tutte le loro controversie.”

Importante l’iniziativa, nel 1961, di  Aldo Capitini , la  “Marcia della Pace e la fratellanza dei popoli”; la marcia si è svolta ogni anno e dura tuttora.
Qualche anno dopo partecipai anch’io alla marcia, con mia figlia Elena di dodici anni; camminammo sotto una leggera pioggia da Parma a Reggio Emilia; c’erano anche personaggi noti, come Padre Gaggero e il pittore Ernesto Treccani.
Oggi abbiamo, in Italia, la “Rete Italiana Disarmo”, composta da molte associazioni, dalle Acli  a Amnesty International, all’Arci, al Gruppo Abele, la Rete Italiana Pace e Disarmo, Senzatomica, l’Unione Scienziati Per Il Disarmo.
Da quel tempo mi sono sempre impegnato pubblicamente a denunciare il pericolo delle armi nucleari, attraverso articoli sulla stampa e innumerevoli conferenze nelle scuole e alle feste dell’Unità.
Nei passati decenni molti furono i trattati per la limitazione e per la riduzione degli arsenali nucleari, ma non si giunse mai a un accordo per metterle definitivamente al bando. Eppure, per le armi chimiche e biologiche, armi di distruzione di massa, un accordo internazionale fu raggiunto.

Ricordiamo che il 23 dicembre 2016 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato un Trattato per la proibizione delle attività connesse con le armi nucleari, produzione, sviluppo, test, impiego diretto di tali armi o minaccia di impiego, con 122 voti favorevoli e un solo contrario. Purtroppo Stati Uniti, UK e Francia non parteciparono e si affrettarono a dichiarare che non intendono ratificare il trattato. Il 20 settembre all’ONU si svolse la cerimonia della firma del Trattato.
Per la prima volta nella storia, dunque, le armi nucleari vengono dichiarate fuori legge.

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