HomeAttualitàCpl, ipotesi commissariamento per salvare i lavoratori

Cpl, ipotesi commissariamento per salvare i lavoratori

Si ipotizza il “commissariamento generalizzato di tutti gli appalti pubblici detenuti dalla cooperativa Cpl Concordia, in modo tale da garantire sia la prosecuzione dei lavori che, soprattutto, i livelli occupazionali
Lo rendono noto il prefetto di Modena, Michele di Bari, e il presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), Raffaele Cantone, che si sono incontrati a Roma per discutere delle questioni relative al colosso cooperativo del modenese coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti per la metanizzazione di Ischia ed escluso dalla white list della prefettura di Modena delle aziende non a rischio di infiltrazioni malavitose.

“L’incontro – si legge in una nota – si è svolto nel segno dei contenuti delle linee guida sottoscritte nel gennaio scorso tra il ministro dell’Interno Alfano ed il presidente Cantone, che prevedono uno stretto rapporto di sinergia e di apporto cooperativo tra l’Anac ed i prefetti, con riguardo particolare all’applicazione più appropriata delle misure di sostegno alle imprese colpite da provvedimenti cautelari antimafia”.

Cantone e di Bari si sono concentrati in particolare sulle “iniziative fino ad oggi intraprese per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della situazione economica del gruppo, temi rispetto ai quali sono state manifestate diffuse preoccupazioni da parte di organi istituzionali, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e degli stessi lavoratori”.

Il presidente di Anac e il prefetto di Modena precisano che “per quanto riguarda l’appalto relativo alla metanizzazione dell’Isola d’Ischia, lo stesso sarà oggetto di una valutazione separata”.

La Cpl ha espresso “fiducia in merito alle prime indicazioni” emerse dall’incontro, richiamando “l’importanza di rapide misure attuative per scongiurare ulteriori ripercussioni negative sulla cooperativa”.

IL FRONTE GIUDIZIARIO
Dopo il trasferimento in carcere a Modena, l’autorizzazione data dal giudice Romito per trasformare la reclusione in arresti domiciliari e la volontà di collaborare emersa durante il primo interrogatorio con la procura, Francesco Simone è stato rimesso in libertà. Lo ha deciso il gip, recependo l’istanza di scarcerazione da parte del legale del manager. E sulla scelta incide anche l’atteggiamento dei magistrati, che già avevano deciso di non opporsi ai domiciliari e anzi avevano avallato una forma di domiciliari “soft” in cui Simone avrebbe avuto la possibilità di uscire di casa in momenti precisi della giornata per accudire i figli.

Al tribunale del Riesame di Bologna deve ancora essere valutata la posizione di Maurizio Rinaldi. Il suo avvocato ha infatti inoltrato richiesta di scarcerazione a causa di un vizio di forma legato al dispositivo del Riesame di Napoli, che aveva disposto il trasferimento dell’inchiesta a Modena fuori tempo massimo nel tentativo di rimediare all’errore di attribuzione alla Dda.

Carcere confermato sino a data da destinarsi invece per l’ex presidente Roberto Casari.I suoi legali hanno proposto un’attenuazione delle misure cautelari, ma per il momento secondo il gip non sussistono le condizioni per la remissione in libertà.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.