Countdown

Dalla liberazione dal nazifascismo alla liberazione progressiva e con le dovute precauzioni dalle restrizioni imposte dalla diffusione del coronavirus. Si volta immediatamente pagina ma si resta nell’ambito di una resistenza che, se ieri fu armata, oggi è più che altro psicologica dopo due mesi di semi-arresti domiciliari pur in assenza di sentenze. Innanzitutto l’ordinanza regionale firmata da Stefano Bonaccini che prevede da lunedì 27 aprile la riapertura della ristorazione take-away, un vasto comparto con centinaia di attività nel Bolognese che, secondo una stima Ascom Confcommercio, sarebbero già pronto per la riapertura con le novità del caso all’80% circa.

Non è da escludere che sempre in settimana, se Bonaccini riuscirà a convincere il Governo e soprattutto vincere le burocrazie ministeriali, che in Emilia Romagna possano riaprire alcuni cantieri, specie riguardanti l’edilizia stradale e quella scolastica. Allargando lo sguardo al Paese intero, nelle prossime ore il premier Giuseppe Conte ha garantito che saranno resi noti i dettagli della cosiddetta fase 2, quella della riapertura su cui per ora si rincorrono solo voci.

Il cui capitolo più consistente e problematico riguarderà i trasporti pubblici. Dal 4 maggio comunque la data ufficiale d’inizio del de-lockdown a partire dalle attività individuate a più basso rischio col pressing singolo di alcune imprese che hanno chiesto al Prefetto di poter già riaprire da domani garantendo la messa in sicurezza da covid 19 di tutto il personale. Anche perché ogni giorno che passa con l’azienda chiusa, sono posti di lavoro a rischio e attività che difficilmente riusciranno a riaprire con un calo del pil a livello locale già previsto tra il 6 ed il 7 per cento

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