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Comune di Bologna, Tasi al massimo sulla prima casa

Tasi al massimo sulla prima casa per aiutare i meno abbienti, senza gravare sugli inquilini. E’ il progetto del  Comune di Bologna in materia di tassazione sulla casa: portare la Tasi sulla prima casa al 3,3 per mille per finanziare le detrazioni sulle abitazioni di minor valore catastale. L’amministrazione ha scelto di utilizzare la leva dello 0,8 per mille interamente sull’abitazione principale, e i sindacati cui ha sottoposto l’idea ieri a Palazzo d’Accursio hanno condiviso questa decisione per diverse ragioni.

La prima è che probabilmente solo il gettito derivante dalle prime case consentirà poi di procedere con le detrazioni per i meno abbienti. Il timore era che una tassazione eccessiva della seconda casa (che prevede già un Imu al massimo al 10,6 per mille) avrebbe penalizzato gli inquilini perché i proprietari avrebbero dovuto alzare gli affitti di conseguenza. Inoltre la legge prevede che una piccola quota della Tasi sulle seconde case (dal 10 al 30% a discrezione dei Comuni) sia pagata dagli inquilini un aumento avrebbe colpito anche loro.
La legge prevede che la somma di Imu e Tasi sulle seconde case non possa superare il 10,6 per mille. E siccome la sola Imu è già al 10,6 per mille e il Comune non userà la leva dello 0,8 per mille di Tasi si può concludere che gli inquilini non pagheranno un euro di tasse.

La stragrande maggioranza dei cittadini pagherà quindi una Tasi del 3,3 per mille anziché del 2,5 per mille per finanziare le detrazioni per le famiglie più bisognose. Le detrazioni andranno non in base al reddito bensì alla rendita catastale dell’immobile.

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