HomeAttualitàCommercio in brodo: negozianti pacificamente sotto il Palazzo (municipale) contro le chiusure previste dall’ultimo decreto

Commercio in brodo: negozianti pacificamente sotto il Palazzo (municipale) contro le chiusure previste dall’ultimo decreto

E’ arrivata anche a Reggio Emilia la protesta, che sta attraversando tutta Italia, contro le chiusure previste dall’ultimo Dpcm che ha imposto, tra l’altro, lo stop alle 18 a bar e ristoranti. Chiamati a raccolta da Rete Imprese Italia (che unisce Confcommercio, Confesercenti, Cna, Lapam), baristi e ristoratori si sono radunati in piazza Prampolini, sotto le finestre del Municipio, per lanciare il loro grido di dolore. Una protesta, va detto, pacifica e composta, andata in scena sotto gli occhi delle forze dell’ordine presenti in piazza.

“Abbiamo voluto manifestare in maniera pacifica e ordinata il disagio della categoria. Dopo il lungo lockdown molte nostre imprese sono in ginocchio, la chiusura alle 18 è svantaggiosa e non è utile”, ha spiegato a 7per24.it Roger Ganassi, direttore di Confesercenti. Che ha proseguito: “I nostri associati hanno rispettato con serietà i protocolli e i controlli fatti nei loro locali lo hanno dimostrato. Quelli non sono luoghi in cui si diffonde il virus”. Il timore è che dopo le misure previste dall’ultimo Dpcm possano arrivarne altre ancora più stringenti.

I rappresentanti delle associazioni sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco Luca Vecchi cui hanno chiesto di farsi portavoce presso il Governo delle istanze di Rete Imprese. “La strada maestra è quella del ristoro immediato delle difficoltà economiche, a cui gli operatori vanno incontro; un ristoro intelligente, mirato, motivato e per questo realmente praticabile ed efficace – ha detto il primo cittadino -. L’importante è che il Governo faccia presto. In questo senso come Amministrazione faremo quanto nelle nostre possibilità, per costruire un dialogo efficace e per rappresentare l’urgenza di queste misure. Questa credo sia la strada più probabile e meglio praticabile, nel confronto. Il dialogo col Comune, così come durante il lockdown, è sempre aperto”.

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