Cocapitale: anche Reggio (e Piacenza) a fare da traino a Parma nell’anno che ci vede sul podio della cultura

Ci siamo quasi, il nuovo anno è vicino, la Capitale italiana della cultura è stata designata. Sarà Parma la città della cultura del prossimo anno ma, eccezionalmente, non sale sul podio da sola: anche Reggio Emilia e Piacenza saranno coprotagoniste di un programma culturale biennale che vede questa triade presentarsi al calendario di “Emilia 2020” per trasformare la vittoria di Parma in una grande opportunità di promozione, visibilità e crescita turistica per tutti i partner coinvolti. “Emilia 2020”, che nasce dalla volontà di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Comune di Reggio Emilia e Comune di Piacenza, tre dei comuni finalisti alla nomina a Capitale italiana della cultura 2020 e Destinazione Turistica Emilia, offrirà un ricchissimo calendario, realizzato con il sostegno di Iren in qualità di special sponsor, mostrando un’attenzione a tutti gli ambiti di espressione artistica e intellettuale: dal teatro alla danza, dalla musica al cinema, dalla fotografia al design, dalle rassegne storiografiche alle mostre, dalle celebrazioni dei centenari alle piattaforme digitali. Un’offerta culturale ricca, varia, sorprendente, in una programmazione che aggrega la valorizzazione dei talenti e dei luoghi alla creatività, educazione e attrazione tra antico e contemporaneo, nella migliore tradizione della Città del Tricolore.

Reggio Emilia si presenta all’appuntamento di Emilia 2020, con una programmazione praticamente biennale e con oltre sessanta eventi tra incontri e titoli previsti in città, alcuni dei quali già in corso a partire da inizio autunno con prestigiose iniziative dall’arte al teatro. Il titolo del programma è “la cultura non starà al suo posto”, proprio perché si parla di danza, musica e altre Muse: una cultura che non sta al suo posto, e proprio per questo è al posto giusto.

Serviranno strategie per raggiungere gli obiettivi di questo progetto e per poter valorizzare questo sistema culturale con le sue eccellenze distintive, il patrimonio storico-artistico, la promozione turistica e il marketing del territorio, che possono essere riassunte in quattro assi: nella prima si parla di rigenerazione urbana e nuove funzioni culturali (Area nord e Parco innovazione alle Reggiane, Progetto Ducato Estense, nuova ala del Palazzo dei Musei, Centro storico e Arena eventi Campovolo); nella seconda asse di educazione, arti, tecnologie (progetti di Reggio Children e Fondazione Reggio Children, Reggionarra, Festival Fotografia Europea, Reggio Film Festival, Stagione teatrale, concertistica, lirica, di danza, programmazione della Fondazione Nazionale della Danza, mostre e attività promosse dalla Biblioteca Panizzi, da Palazzo Magnani e dall’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Peri – Merulo”, ecc.); nella terza asse si trovano creatività e innovazione sociale (Giovane Fotografia Italiana, Spazio Gerra, Remixing Cities, Archivio storico delle Officine Reggiane, Clab – Musei Civici); nella quarta, infine, promozione turistica e culturale della città e Internazionalizzazione (Fondazione E35, Reggio Emilia Città senza barriere, Turismo scolastico, Cultura del cibo e delle qualità gastronomiche). Il programma è già in corso: tra settembre e ottobre sono stati avviati importanti eventi di portata nazionale e internazionale, tra cui “Festival Aperto”, “NID – New Italian Dance Platform”, il “ritratto di Dama” del Correggio, esposizione ai Chiostri di San Pietro del capolavoro del grande pittore emiliano, in prestito dal Museo Ermitage di San Pietroburgo, uno dei primi eventi che affollerà questo luogo storico fino al prossimo autunno, “Giovanni Battista Venturi e Leonardo”, mostra alla biblioteca Panizzi, “Chierici 200”, programma di celebrazioni di un anno promosso da un Comitato dedicato. Tra gli altri appuntamenti che costelleranno il calendario di Reggio Emilia 2020: dalla Stagione di Danza dei teatri Valli, Ariosto e Cavallerizza, alla Stagione di Opera; da “What a Wonderful World. La lunga storia dell’Ornamento tra arte e natura”, al Festival Fotografia Europea; dalla mostra dedicata alle celebrazioni del quarto centenario della traslazione dell’immagine miracolosa della Madonna della Ghiara nell’omonima Basilica, a MicroDanze, grande mostra sulla danza; poi ancora Reggio Film Festival e “Il trentennale / Cesare Zavattini”, progetto espositivo per l’anniversario della sua morte, e altro ancora. Non mancano interventi su aree di particolare interesse come quella delle Ex Officine Reggiane a cui verrà dedicata una serie di eventi, tra cui “La fabbrica della città / Archivio Officine Reggiane”. In particolare, nuova centralità verrà ad assumere il complesso di Palazzo dei Musei che può vantare le nuove realizzazioni affidate all’architetto Italo Rota. Saranno protagonisti anche alcuni fra i prodotti enogastronomici tipici rinomati in tutto il mondo attraverso itinerari e iniziative alla scoperta di cantine, acetaie e caseifici, tra cui l’apertura del Cirfood District, un centro di innovazione umanistica e sociale dedicato alla cultura del cibo e alla nutrizione.

“Reggio Emilia, Parma e Piacenza erano tra le dieci città finaliste per la candidatura a Capitale della cultura – ha affermato il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, durante la conferenza stampa di presentazione del programma di Reggio Emilia per Emilia 2020 svolto presso lo Spazio Agorà dei Musei Civici di Reggio -. L’accordo prevedeva che qualora una delle tre città emiliane avesse vinto, la designazione sarebbe stata accolta come una grande opportunità di promozione e crescita tanto per il Comune di Parma quanto per quello di Piacenza e Reggio Emilia. Si parla di tre città con colori politici diversi che collaborano per rendere tangibile il concetto che vede nella cooperazione tra territorio uno strumento straordinario per aumentare la competitività degli stessi favorendo visibilità e per incrementare i flussi turistici verso l’area: un’offerta altissima, dove la città si presenta all’Italia e al mondo”.

“Centoquindici i comuni coinvolti dall’ente pubblico Destinazione Turistica Emilia – ha continuato Natalia Maramotti, presidente Destinazione Turistica Emilia – perché promuovere anche le piccole città è azione quotidiana, non retorica. Destinazione Turistica, fondato per volontà della Regione Emilia-Romagna, sta lavorando per raggiungere nuovi luoghi in cui portare il messaggio: siamo a Milano, siamo all’aeroporto di Linate, sulle radio più significative tra cui Radio 3 e Radio 24, e siamo pronti ad arrivare ancora più in là. Da Reggio, poi, passa la famosa Via Matildica del Volto Santo tra i cammini più importanti, offriamo cultura, castelli, eventi. E’ necessario capire che il turismo funziona su aree vaste e una competizione tra Parma, Reggio e Piacenza può essere deleteria: insieme siamo una potenza”.

“Un progetto corale dove ‘la cultura non starà al suo posto’ – ha proseguito Annalisa Rabitti, assessore comunale a Cultura, Marketing territoriale e Pari opportunità -. In questa alleanza a tre è necessario che Reggio si sappia differenziare e valorizzare. Un anno fa il Comune di Reggio ha firmato il Manifesto del Diritto alla Bellezza come chiave di coesione sociale per esercitare i cittadini alla bellezza come un diritto che ha radici nel passato ma che guarda ad un futuro dove abitano dignità, uguaglianza e dialogo tra culture diverse, in un momento dove uno dei diritti più calpestati è quello alla bellezza”.

“Abbiamo redatto un opuscolo che serve come ‘istruzione per l’uso’ – ha aggiunto Giordano Gasparini, dirigente Area Servizi alla Persona del Comune di Reggio Emilia e direttore della biblioteca Panizzi – e la programmazione è ‘in progress’. Il prossimo 3 dicembre ci sarà la prima uscita pubblica a Milano per la presentazione alla stampa nazionale dei tre territori dove l’intento comune è quello di raggiungere un protocollo d’intesa per l’avvio del programma che si svilupperà nel 2020. Il programma Reggio Emilia per Emilia 2020 coniuga insieme un progetto di rigenerazione urbana, di nuove funzioni culturali, di programmi di innovazione tecnologica e sociale come ordine del giorno della città: in particolare l’area delle ex Officine reggiane non sarà solo sede del Parco innovazione, ma anche luogo adibito a nuove funzioni culturali, grazie ad esempio alla società di produzione televisiva e cinematografica Palomar, ad accordi con l’università degli studi di Modena e Reggio Emilia e alla collocazione in questi spazi dell’Archivio storico delle Officine Reggiane. Le attività sono già avviate, le proposte saranno implementate e largo spazio sarà dedicato all’internazionalizzazione”.

“La peculiarità di Reggio è il modo in cui la cultura sta aiutando la cittadinanza a confrontarsi con la contemporaneità – ha concluso Vecchi -. Più che essere la città della danza, dell’opera o di altri media artistici presi singolarmente, Reggio Emilia è la ‘città dei 100 linguaggi’, che dialogano tra di loro, si mescolano e fanno crescere la realtà cittadina dal punto di vista economico, dell’innovazione e della coesione sociale. I ‘cento linguaggi’ rappresentano l’espressione di un modo di concepire la cultura fatto dal protagonismo civico quotidiano. È una scelta politica non scontata di questi tempi: siamo una città che parte dalla cultura, dalla conoscenza e dall’educazione prima ancora che da qualsiasi altro approccio. Non è la volontà di una singola figura politica, ma del ‘noi’ che ha sempre caratterizzato la società reggiana”.

Tutto il programma sarà consultabile sui siti www.eventi.comune.re.it e www.comune.re.it/cultura.

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