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Che musica Maestro!

La recente riconferma del direttore dell’Istituto Musicale di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Peri-Merulo”, maestro Marco Fiorini, alla guida del conservatorio è l’occasione per una conversazione con lui su temi di forte attualità. Questo articolo necessita di alcune premesse che forse non a tutti sono note. Il “Peri-Merulo” è una struttura dalle caratteristiche molto particolari: ai suoi corsi si accede già dai sei anni di età e, dopo un iter fatto di passione e costanza, si può conseguire una laurea specialistica in strumento, canto lirico e Composizione. Ciò significa che questa scuola riunisce tutti gli aspetti della formazione musicale che vanno dall’età elementare fino a conferire un titolo accademico specialistico di II livello ed è di fatto quindi “un’altra università” di Reggio Emilia (a rete di sedi, essendo attiva anche nel comprensorio montano). Ai percorsi educativi si aggiunge poi tutto ciò che concerne quelli produttivi, con un’attività concertistica incessante che va dai saggi degli studenti più giovani a innumerevoli eventi di alto livello interpretativo offerti dai migliori allievi già avviati alla carriera professionale. Dalle presenze in Restate alla Summer School estiva con annessi concerti pubblici e altri innumerevoli eventi per dodici mesi all’anno. È una struttura dai numeri rilevantissimi rispetto alle analoghe del panorama nazionale e sforna talenti che continuamente si aggiudicano prestigiosi riconoscimenti nei concorsi più importanti e si “piazzano” in orchestre italiane ed estere superandone le impervie audizioni. Stiamo quindi parlando di uno dei più vitali gangli della vita artistico-culturale reggiana, un’eccellenza di rilevanza nazionale grazie alle competenze che vi operano e alla vicinanza dell’Amministrazione locale che si esprime anche in questi anni di grandi difficoltà e carenza di risorse.

Direttore Fiorini, una riconferma a pieni voti. A cosa attribuisce questo successo?

Credo che i docenti abbiano apprezzato il lavoro fatto in questi tre anni. Sono stati portati a compimento progetti molto importanti. Penso al “Polo delle arti”, che unisce in un unico progetto Il “Peri-Merulo”, I Teatri e la Fondazione Nazionale della Danza. Nell’anno della mia prima nomina, sono stati nominati anche i nuovi vertici delle altre due istituzioni e s’è creato subito un clima di forte collaborazione e comunità di obiettivi. Ora è una realtà. Il “Polo delle Arti” crea una condizione di collaborazione, di condivisione di idee, di progettualità e di visione fra i soggetti firmatari del protocollo che non ha precedenti nella vita culturale della città.

Relazioni sul territorio provinciale, ma anche oltre i confini…

Ci tengo a ricordare il protocollo d’intesa stilato con i conservatori di Parma, Modena e Piacenza; un documento che va a consolidare una collaborazione già esistente che si era espressa già anche con la nascita dell’Orchestra Giovanile della via Emilia, formata dai migliori studenti dei quattro conservatori (con una significativa presenza dei nostri allievi) e che si è già esibita al Festival Verdi, al Teatro Regio, da tre anni a Modena nella giornata dedicata a Luciano Pavarotti, al Teatro Valli… Uno sbocco professionale offerto agli allievi quando ancora devono concludere gli studi, un’opportunità invidiabile che dà un valore aggiunto alle nostre realtà educative. A ciò dobbiamo aggiungere anche l’Orchestra professionale “Bruno Bartoletti”, che ha preso sede proprio al “Peri-Merulo” e costituisce un’ulteriore opportunità: i nostri ragazzi hanno infatti un accesso privilegiato alle audizioni periodiche per selezionare i componenti dell’organico.

Quindi con i conservatori vicini c’è sinergia e non competizione. Una garanzia per il futuro?

La formalizzazione del protocollo d’intesa e il fatto che ci siano esiti concreti di attività così importanti creano presupposti e tutele non trascurabili per il “Peri-Merulo” rispetto a futuri scenari nei quali la realtà dei conservatori italiani dovesse subire rimodulazioni, accorpamenti, ottimizzazioni nella sua articolazione sul territorio.
Se procederà l’idea di razionalizzare la distribuzione delle strutture della formazione musicale in Italia, il Ministero dovrà prendere atto che qui in Emilia esistono già e si sviluppano meccanismi sinergici efficaci, che la razionalizzazione c’è già e che la nostra scuola presenta numeri e aspetti di qualità e radicamento sul territorio di cui non si potrà non tenere conto. Ci sono molti conservatori in Italia che hanno numeri inferiori ai nostri. Noi addirittura siamo in crescita (dalla mia nomina siamo passati da 540 a 620 iscritti); siamo legati alle principali associazioni ed enti culturali della città, abbiamo una ventina di convenzioni con scuole di musica e licei, i nostri allievi conseguono successi professionali di alto livello. Tutto questo dà una rilevanza oggettiva e un’autorevolezza alla nostra struttura di cui si dovrà tenere conto.

In quali fasce di età crescono gli iscritti?

Prima che assumessi la direzione della scuola, venivamo da alcuni anni di sofferenza nella fascia propedeutica, la crisi economica già mordeva i bilanci delle famiglie e quello è a mio parere un importante bacino per assicurare alla scuola continuità. Ho ottenuto di abbassare le rette, istituito un “Open day” rivolto alle famiglie, incentivato ulteriormente la comunicazione anche grazie alla collaborazione delle scuole con cui siamo convenzionati. In due anni siamo passati da 70 a 115 bambini (+61%) e abbiamo un + 25% di iscrizioni negli anni universitari.
Di fatto, questi e tutti gli altri obiettivi che mi ero dato nel 2017 sono stati tutti raggiunti.

Veniamo a un argomento purtroppo preoccupante: la pandemia e le conseguenze sulle attività scolastiche.

Siamo stati fra i primi a riaprire il 20 di maggio, all’interno delle normative, con un’apertura operativa totale dal 15 luglio, svolgendo lezioni, esami e lauree. Al momento abbiamo una modalità mista: le materie teoriche si tengono online, mentre quelle di strumento sono in presenza. Per gli anni universitari facciamo riferimento ai “dpcm”, mentre per i corsi tenuti agli studenti più giovani alle ordinanze regionali. Dobbiamo utilizzare organici orchestrali ridotti di non oltre 20-25 persone. Avremmo una capienza riconosciuta di circa quaranta posti in auditorium, ma per cautela preferiamo non arrivare a questi numeri.

È in arrivo un ulteriore Dpcm…

Tornare a un lockdown totale ci metterebbe davvero in difficoltà. La didattica a distanza è una condizione di insegnamento penalizzante. Per i più giovani lo è in tutte le materie; i più grandi hanno una maturità diversa e si riesce in parte a surrogare la qualità dei contenuti. Ma nelle lezioni di strumento la “Dat” è un serio problema per tutti; il docente deve intervenire su aspetti molteplici e complessi, sul suono, sulla postura, sulle minuzie interpretative, sui dettagli tecnici, anche sulla psicologia dell’allievo, su particolari sensibili e sfuggenti che solo la presenza fisica e la relazione umana diretta consentono. Attraverso uno smartphone o un tablet è impossibile svolgere un percorso di lezioni di strumento di qualità.

Desidera esprimersi sulle decisioni del Governo di chiudere cinema e teatri?

Sono molto amareggiato. Si va a colpire un settore fra i più penalizzati fin dall’inizio della pandemia davanti a dati oggettivi che testimoniano che le sale spettacolo (e, aggiungo, anche le scuole) sono fra i luoghi più sicuri. Dalla riapertura, gli spettatori erano già contingentati in modo severo rispetto alle capienze; le sale hanno messo in opera costosi accorgimenti per mettersi a norma con i “dpcm”; la maggior parte delle persone alla sera si muove con mezzi propri per recarsi a un concerto… i problemi stanno altrove secondo me, nei trasporti giornalieri, negli assembramenti fuori dalle scuole e che si creano in altri contesti meno controllabili. Inoltre, anche ci fossero casi di contagio in un teatro, sarebbero tracciabili e circoscrivibili rapidamente. Capisco comunque le difficoltà della gestione di questa situazione da parte di chi deve prendere tali decisioni, in un quadro di contagi che stanno aumentando velocemente.

La progettualità complessiva della Scuola in questo momento risente dei problemi legati alla pandemia?

Tutto ciò che sta all’interno dei percorsi formativi continua nel rispetto delle norme, naturalmente siamo bloccati sul fronte delle esibizioni in pubblico e di quelle attività che coinvolgano grossi gruppi di studenti, come l’annuale produzione di “Corpi sonanti”, che da quest’anno avrebbe avuto grazie al Polo delle arti anche un ampliamento con l’aggiunta a musica e danza della recitazione. In questo momento dovremmo già lavorare alla prossima stagione dell’Ora della musica, a quella dello Scrigno dei Suoni, all’Orecchio del Sabato, ma la situazione ci impedisce di articolarne i cartelloni. Siamo sospesi anche rispetto a idee di iniziative congressuali per le scuole che stavano nascendo, a un progetto specifico per gli allievi di Canto da svolgere in sinergia con la Fondazione danza dedicato alla corporeità in scena per i cantanti lirici. Avremmo molta altra carne da mettere al fuoco al momento, ma ci è impossibile farlo. Da lunedì è comunque partito il nuovo Anno accademico e siamo pronti a vincere la sfida che ci viene da questa fase storica così difficile. Speriamo che possa presto diventare solo un brutto ricordo.

Ultim’ora: 

La redazione di 7per24 è vicina al maestro Marco Fiorini, direttore dell’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “A.Peri – C.Merulo” e desidera esprimere le proprie condoglianze a lui e a tutti i suoi familiari, per la scomparsa del padre avvenuta in queste ore.

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