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Cavaliere decaduto: il Senato espelle Berlusconi

Cavaliere decaduto: il Senato espelle BerlusconiSilvio Berlusconi fuori dal Senato. Il verdetto dell’assemblea di Palazzo Madama è arrivato al termine di una giornata tesa fuori e dentro l’aula. Non approvando i nove ordini del giorno presentati contro le conclusioni della giunta per le elezioni del Senato, il Senato ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere che perde pertanto lo status di parlamentare.  La battaglia in aula ha riguardato soprattutto il voto segreto, ma l’istanza del centrodestra (sostenuta anche dagli alfaniani) è stata respinta dal presidente Grasso. Tutti respinti anche le 6 questioni pregiudiziali e 7 ordini del giorno in difformità della relazione della Giunta per le Immunità. Bocciata anche proposta di Pierferdinando Casini di una sospensiva e il rinvio alla decisione della Corte di Cassazione sul riconteggio dell’interdizione.

Ma Berlusconi, da via del Plebiscito dove si è svolta la manifestazione con comizio del Cavaliere, ha annunciato che non uscirà dalla scena politica. “Anche altri leader non sono parlamentari. Come Grillo, o Renzi”. “Ogni appartenente ai club di Forza Silvio – ha detto – sarà un soldato della democrazia. Per le nostre prossime campagne elettorali dovremo insegnare ai moderati, che sono la maggioranza, a votare”.Il Cavaliere ha preso la parola alle 16.30,davanti a qualche migliaio di sostenitori radunati di fronte a Palazzo Grazioli: “È una giornata di lutto per la democrazia – ha detto -. A partire dal 1994, una magistratura di estrema sinistra si è data come missione la via giudiziaria al socialismo”. E ancora: “Sono 52 i processi che mi hanno gettato addosso”, ha detto. “Abbiamo lottato, ci siamo difesi, abbiamo impiegato tante risorse economiche cercando di non perdere la serenità. Da 41 processi siamo venuti fuori senza nessuna condanna”. L’ex premier si è scagliato ancora una volta contro i pm: “Hanno cambiato strategia: dopo aver militarizzato l’accusa, hanno occupato i collegi giudicanti. Sono allora fioccate le condanne: Ruby, Mediaset, la condanna per la frase “abbiamo una banca”.

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