HomeAttualitàEx Reggiane: Capannone (18) fa rima con Innovazione. Le video-interviste!

Ex Reggiane: Capannone (18) fa rima con Innovazione. Le video-interviste!

Bema Elettric 80, la Ask del gruppo Jvc Kenwood, Iren rinnovabili la Ghg Grasselli: queste le prime aziende che sposteranno al Capannone 18 delle ex Reggiane uffici e laboratori per costruire l’economia del futuro della città. Lo ha annunciato il presidente della Stu Reggiane Luca Torri, proprio nel giorno della posa della ‘prima pietra’ del cantiere che tra meno di un anno consegnerà alla città il Capannone 18 completamente ristrutturato.

Innovazione, eco sostenibilità, flessibilità sono le linee guida dei lavori di riqualificazione architettonica e funzionale, parte di un più ampio piano di riqualificazione, quello della trasformazione dell’area Reggiane nel Parco Innovazione e della rigenerazione urbana del quartiere Santa Croce a Reggio Emilia.

La posa della prima pietra

I lavori riguardano un’area che ospiterà 7 aziende innovative, 300 persone tra tecnici, professionisti e ricercatori in 8.600 metri quadrati tra uffici, laboratori e aree di relazione, per una spesa totale di 11,9 milioni di euro.

“Una nuova città prende forma e concretezza, sulla base di una visione e di un disegno coerente di sviluppo sostenibile e conoscenza che comprende, insieme con il Parco Innovazione alle Reggiane, il Parco Industriale di Mancasale che sta attraendo nuovi insediamenti produttivi, il progetto Arena Campovolo, il realizzato Campus universitario San Lazzaro, la stazione Av Mediopadana che ha superato il milione di passeggeri l’anno”, ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi durante la presentazione del progetto e la posa della prima pietra del Capannone 18.

“Prossimamente a Roma firmeremo con il governo la convenzione che darà corso, attraverso il Bando aree urbane e periferie, all’ulteriore finanziamento di circa 18 milioni di euro per questa importante parte della nostra città. Si tratta di ingenti risorse pubbliche che hanno innescato importanti investimenti privati, costituendo una partnership fondata non sulla rendita fondiaria, bensì su innovazione, crescita e sostenibilità, sul ‘fare insieme’ per il futuro della città”. Su tutto il comparto arriveranno tra risorse pubbliche e private circa 50 milioni di euro: e tra i privati fa la parte del leone Iren Rinnovabili.

“L’avvio di questa nuova fase di lavori, passaggio importante nella realizzazione del Parco Innovazione quale sede congeniale di ricerca e imprese innovative – ha detto Ettore Rocchi, presidente di Iren Rinnovabili – renderà ulteriormente attrattiva quest’area per risorse e investimenti, nell’ambito di un percorso complesso e strategico per la città, definito e iniziato nel 2012 durante il secondo mandato Delrio. Si attua una buona operazione di carattere industriale e di riqualificazione urbana ed ambientale a cui Iren, aperta a scambi e contaminazioni virtuose con altre imprese innovative, partecipa nel segno della propria mission e nell’ambito del proprio piano industriale”.

“Recuperiamo un edificio storico, per farne una fabbrica del sapere, un luogo dove sarà semplicemente bello lavorare e vivere, un bene per chi qui lavorerà, per il quartiere e per la città”, è il commento dell’amministratore delegato di Reggiane Spa, Società di Trasformazione Urbana, Luca Torri.

L’intervento gestito da Reggiane Spa, Società di Trasformazione, partecipata da Comune di Reggio Emilia (70%) e Iren Rinnovabili (30%), prevede, a compimento dello sviluppo del Parco Innovazione, quale primo polo europeo a carattere scientifico-tecnologico-umanistico, oltre alla riqualificazione del Capannone 18, anche la ristrutturazione dell’adiacente Capannone 17, la riqualificazione di piazzale Europa (in fase di realizzazione), che diventerà un’area verde e multifunzionale di 37.000 metri quadrati a servizio del quartiere e della città, la riqualificazione del braccio storico di viale Ramazzini, un tempo inglobato nell’area delle Officine Reggiane e presto di nuovo aperto al traffico cittadino.

Stu Reggiane prosegue dunque sulla strada degli impegni assunti, portando a nuova vita il Capannone 18 che, in continuità con il “concept” adottato nel Tecnopolo, prevede la conservazione della struttura storica, mediante il recupero e consolidamento delle mura perimetrali e delle strutture di ferro. Il progetto dell’architetto Andrea Oliva, realizzato da Impresa Allodi di Parma, prevede un layout interno a moduli indipendenti, in modo da adattarsi alle diverse esigenze dei soggetti insediati.

Il nuovo Capannone 18 sorge in viale Ramazzini accanto al Tecnopolo e al Capannone 17 (che sarà integrato e connesso con la nuova struttura). Al suo interno ci saranno spazi di alta qualità, realizzati con tecniche costruttive ad alta sostenibilità e dotati di tecnologie smart, disegnati su misura delle necessità delle imprese che già hanno aderito e scelto di collocarsi in un contesto di relazioni e connessioni in grado di favorire il trasferimento tecnologico e l'”open innovation”, attraverso la contaminazione tra saperi d’impresa e mondo della ricerca.

La riqualificazione prevede, inoltre, la realizzazione di spazi di relazione e viabilità integrati ad un sistema di verde in grado di avvicinare le polarità presenti (stazione FS storica, Centro Internazionale Loris Malaguzzi, Tecnopolo, Quartiere Santa Croce) e stimolare ulteriori sinergie con i futuri interventi di riqualificazione.

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