HomeAttualitàCalcionavirus: l’infezione covidica ha ulteriormente aggredito i luoghi comuni che affliggono il pallone

Calcionavirus: l’infezione covidica ha ulteriormente aggredito i luoghi comuni che affliggono il pallone

Il calcio fondamentalmente ha due problemi: spesso fa venire sonno – non siamo ancora ai livelli della Formula 1, ma ormai nelle sintesi mettono anche i calci d’angolo che attraversano “pericolosamente” l’area – e non si può fare a meno di parlarne per luoghi comuni. L’emergenza Covid non ha migliorato le cose, anzi.

A proposito di Covid: motivo per cui i giocatori indossano le mascherine in panchina? Motivo per cui le squadre entrano in campo “scaglionate”? Motivo per cui arbitri e capitani si salutano di gomito? Tanto poi i giocatori in campo si marcano stretti – tutti sudati – e se devono protestare con l’arbitro non stanno certo a distanza di sicurezza. Quindi?
Motivo per cui in uno stadio da 60mila spettatori non possono entrare almeno 20 o 30mila persone? Ormai da tempo si può fare qualsiasi cosa (con la mascherina e/o la distanza di sicurezza), si fanno selfie per i social smascherati e abbracciati agli amici al ristorante o in spiaggia (siete dei geni, complimenti, peccato le forze dell’ordine abbiano altro a cui pensare), si può andare ovunque…tranne che allo stadio? Perché?

E la deriva linguistica? Vogliamo parlarne? Viene voglia di invocare l’italica autarchia del Ventennio. E il culing brek, e il sailent cek, e l’extra taim, e il var reviu, e il pleymeker, e il corner, e l’off said. E basta, dai. Perché tutta questa esterofilia gergale? Non vi si può sentire, come lo juventino Antonio Conte quando si erge a paladino delle ingiustizie subite dall’Inter.

Capitolo luoghi comuni, eccone alcuni.
La Juve gioca male. Però vincerà il 120esimo scudetto consecutivo senza nemmeno sudare.
Il Sassuolo gioca benissimo. Allora è sfortunatissimo, visto che ha un tot di squadre davanti. Anche le squadre di Zeman giocavano benissimo ma stavano dietro.
Il Lecce tra le squadre in lotta salvezza è quella che gioca meglio. Ma se oggi come oggi è in B, un motivo ci sarà.
L’Atalanta gioca il miglior calcio d’Italia, forse anche d’Europa, del mondo e dell’universo. Infatti è prima con 20 punti di vantaggio sulla seconda. Ah no, scusate.
Il Verona è una piccola Atalanta. Infatti ha davanti un tot di squadre (Sassuolo incluso) e ha segnato gli stessi gol del Lecce.
Eriksen è un fuoriclasse ma non rientra nel progetto tattico di Conte, per questo non è titolare. Infatti Sarri tiene Cristiano Ronaldo in panca, Gasperini fa lo stesso col Papu Gomez, idem il Milan con Ibrahimovic. Come no.
In generale: se una squadra gioca bene si vede la mano del tecnico, se gioca male il mister non ha saputo dare l’impronta. Le opzioni “squadra scarsa da star male”, “squadra bella e anarchica” e “onesto gestore di risorse in panchina” non vengono mai prese in considerazione. Chissà perché.

#andràtuttobene
#neusciremomigliori
#maancheno

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