HomeAttualitàBologna, quando la lotta all’evasione funziona davvero

Bologna, quando la lotta all’evasione funziona davvero

Bologna è fra le prime città in Italia per le segnalazioni e il contrasto all’evasione fiscale. Nel complesso, a partire dal 2009 dal capoluogo emiliano sono arrivate al fisco 1.705 segnalazioni, che hanno fatto emergere ad oggi una maggiore imposta accertata di 5,4 milioni di euro. Negli ultimi tre anni, da quando cioè il Comune ha siglato un patto anti-evasione con Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, solo sul fronte dei tributi locali (come Imu e Tarsu) Palazzo d’Accursio ha recuperato oltre 40 milioni di euro. Per quanto riguarda invece l’erario (ad esempio l’Irpef) dal 2012 il Comune ha fatto 569 segnalazioni qualificate, che hanno portato Palazzo D’Accursio a incassare finora 1,4 milioni di euro (ma gli accertamenti sono ancora in corso).

Il gettito recuperato, spiega la vice sindaco Silvia Giannini, «è servito in questi anni di tagli a mantenere i servizi educativi e socio-assistenziali, quindi quel welfare che vogliamo mantenere in una città come Bologna». L’intesa contro gli evasori è stata rinnovata in questi giorni, unificando anche il patto siglato sempre nel 2012 con l’allora Agenzia del Territorio. Il patto prevede l’attività di segnalazione da parte del Comune, l’incrocio delle banche dati, la collaborazione nelle indagini e piani di controllo mirati.

«L’obiettivo non è solo quello di reprimere l’evasione – spiega Gianninima sempre di più prevenirla, diffondendo la cultura della regolarità fiscale». Poi, ovviamente, il contrasto all’evasione «ha anche una funzione deterrente».
Uno dei filoni principali è la lotta agli affitti in nero: nel triennio 2013-2015 sono stati fatti circa 200 controlli che hanno fatto emergere un’evasione per tre milioni di euro. Sullo stesso fronte, dalla collaborazione tra Comune, Ateneo, Gdf e Agenzia delle Entrate, nel 2010 è nato lo Sportello di registrazione affitti, che finora ha totalizzato 2.743 contatti, di cui 402 contratti registrati. L’attività è andata crescendo negli anni, tanto che tra il 2013 e il 2014 i contatti sono quasi raddoppiati. Altri filoni che hanno dato buoni risultati, grazie alle segnalazioni del Comune, sono stati i controlli sulle plusvalenze «nascoste» da imprese (gli accertamenti su un tassista hanno portato a recuperare circa 70mila euro), sulle attività alberghiere abusive (in particolare bed and breakfast) e sui terreni dati in affitto (senza dichiararlo) per l’installazione di impianti di telefonia.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.