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Ali al-Salvin

Non si scherza coi talebani nemmeno sui talebani. Specie se presuntamente padani. Monta così la più classica delle polemiche estive, post-ferragostane, giocata su fatti internazionali realmente drammatici ed innescata dall’assessore comunale Pd Claudio Mazzanti non nuovo ad intemerate e provocazioni iconografiche social. L’ultima in questione lo ha visto ripostare su facebook un fotomontaggio in cui il leader della Lega nonché ministro Matteo Salvini è in guisa di un mullah talebano con annessa didascalia irridente.

Fotomontaggio taleban-padano a sua volta ripostato dallo stesso Salvini per palesare il livello degli attacchi a cui la sua persona sarebbe sottoposta. “Pensa di far ridere – ha scritto sotto Salvini rivolto a Mazzanti – a me fa solo pena”. Ma è stato tutto il centrodestra ad insorgere, in primis il candidato sindaco civico Fabio Battistini: “che un assessore dell’attuale giunta di Bologna trovi il tempo di irridere in tal modo le sofferenze di un popolo – dice Battistini – e tragedie che hanno toccato tante famiglie italiane, mi pare un segno di decadenza indecente”.

E mentre il commissario della Lega in Emilia Andrea Ostellari arriva a chiedere le dimissioni di Mazzanti, lo stesso non si è lasciato travolgere dalle controcritiche. “Il paragone ci sta – giustifica Mazzanti – i talebani sono fanatici islamisti, lui e grossa parte dei suoi compari sono fanatici nazionalisti”. Parole non certo destinate a placare gli animi

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