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Agricoltura: in regione salgono produzione ed export

Buone notizie dall’agricoltura nel territorio regionale. Si consolida infatti il valore della produzione agricola in Emilia-Romagna, che per il secondo anno consecutivo mette a segno un risultato positivo e si attesta a quota 4,3 miliardi (+3%). Prosegue anche la corsa dell’export agroalimentare, che supera i 5,9 miliardi (+2,4%), con un ritmo di crescita più sostenuto dell’andamento complessivo delle esportazioni regionali.

Si rafforzano poi i segnali di miglioramento dell’occupazione, con gli addetti agricoli che salgono complessivamente a quota 76mila tra lavoratori autonomi e dipendenti, con un balzo in avanti del 15%. Bene anche l’industria alimentare, che chiude l’anno con il fatturato in crescita (+0,8%) e fa registrare una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali.
Sono alcune delle tendenze che emergono dal Rapporto 2016 sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna, frutto della collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Unioncamere regionale, presentato oggi a Bologna.

Nel 2016 è proseguito il trend positivo dell’export agroalimentare emiliano-romagnolo. Il controvalore complessivo di oltre 5,9 miliardi di euro è il risultato di una vistosa accelerazione delle esportazioni agricole (oltre 890 milioni, + 6,4%), a fronte di un incremento più contenuto delle vendite oltreconfine dei prodotti dell’industria alimentare (circa 4,6 miliardi, +1,7%), bevande escluse. Grazie alla contestuale riduzione delle importazioni (-2%), si è così registrato un netto miglioramento della bilancia commerciale di settore, che per la prima volta si è avvicinata al pareggio.

I cinque principali Paesi di destinazione dei prodotti made in Emilia-Romagna si confermano in ordine di importanza Germania (19% del totale), Francia (13,7%) eStati Uniti (7%), seguiti da Regno Unito (6,8%) e Spagna (4,5). Tra i mercati più ricettivi nel 2016 si segnala la galassia dei Paesi dell’ex Europa dell’est, Russia in testa (+11,4%), poi Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong tra gli asiatici, mentre a sorpresa arretrano Cina (-28,4%) e Giappone (-8,6%).Quelli più gettonati sui mercati esteri sono i derivati del latte (663 milioni, 11,2%), che precedono le specialità a base di carne(647 milioni, 10,9%), i prodotti della macellazione, esclusi i volatili (482 milioni, 8,1%), frutta e ortaggi lavorati e conservati (458, 7,7%), condimenti e spezie (450 milioni, 7,6%).

La crescita dell’export è dovuta anche all’aumentata presenza delle aziende emiliano-romagnole sui mercati esteri, che sfiora ormai quota tremila (+6,2%). La provincia con il più elevato numero di imprese che esportano è Modena (682), seguita da Bologna (619) e Parma (506). Nella classifica per valore dell’export il gradino più alto del podio è appannaggio di Parma (circa 1,6 miliardi, 27,2% di quota), davanti a Modena (1,3 miliardi, 22,5%) e Reggio Emilia (597 milioni, 10,1%).

Tra i numerosi primati dell’agricoltura regionale c’è quello che riguarda l’incidenza delle cosiddette attività secondarie e di supporto che consentono di diversificare e integrare il reddito agricolo. È il caso degli agriturismi, del contoterzismo, della produzione di energia rinnovabile e della prima lavorazione dei prodotti: un business stimato di 1,3 miliardi di euro che vede l’Emilia-Romagna prima nella classifica nazionale dedicata, davanti alla Lombardia.

Per quanto riguarda lo stato di attuazione del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, che ha una dotazione finanziaria di circa 1,2 miliardi di euro, nell’ultimo anno c’è stata una forte accelerazione sul fronte dell’utilizzo dei fondi: da metà 2015 a fine 2016 sono stati emanati 78 bandi, per un plafond di 611 milioni di euro, oltre la metà del budget complessiva, con quasi 44.000 domande di finanziamento. I contributi concessi ammontano a 455 milioni. Le due principali macro-aree interessate dagli stanziamenti riguardano competitività (204 milioni), ambiente e clima (372 milioni).

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