HomeAttualitàAghios Giovan Lindo Cirillo Ferretti: l’ultima del Metropolita del Cerreto è un’incredibile sviolinata (anzi balalaikata) a favore della Grande Madre Russia

Aghios Giovan Lindo Cirillo Ferretti: l’ultima del Metropolita del Cerreto è un’incredibile sviolinata (anzi balalaikata) a favore della Grande Madre Russia

Prima di lui, ci fu un altro vero Papa che di cognome faceva Ferretti: Giovanni Maria Battista Pietro Pellegrino Isidoro Mastai Ferretti appunto, ovvero Pio IX, Pontefice per 31 anni e mezzo (255esimo Vescovo di Roma), dal 1846 al 1878. Oggi però al cardinal Giovan Lindo la cattochitarra non basta più e preferisce di gran lunga una ben più ortodossa balalaika (pura satira)

                                                                                  “Odio gli occidentali, voglio farli sparire”

                                                                                             Dmitry Medvedev

E’ tutto un peana per la Grande Maria Russia, terra gelida ma dalla calda ortodossia dove il sedicesimo patriarca di Mosca, l’arcivescovo Kirill, ha finalmente detto quello che tutti i veri antioccidentali pensano. Ovvero che la decadenza dei nostri costumi ci farà implodere, se già non è avvenuto, prima spiritualmente poi socialmente. Tutta quest’omosessualità in giro ne sarebbe la prova provata (a detta del simpatico, vagamente antimodernista Cirillo appunto).

L’ultima sparata di Giovan Lindo Ferretti, che torna almeno parzialmente fedele alla linea, quella sovietica delle origini perché i contenuti sono leggermente mutati, dall’estrema sinistra si sono affacciati alla destra radicale (la madre dei rossobruni è sempre in stato interessante), è datata marzo 2022. Ed è riportata sulla ristampa de “Il Libretto Rozzo dei CCCP e CSI”, testo di culto dei feticisti del settore datato 1998, tornato alla luce un po’ alla chetichella grazie all’impegno di GOG Edizioni. E ri-fresco di libreria. 

“So come era la Russia prima di Putin. Come piacerebbe all’Occidente, alle Pussy Riot, alla Nato, atanta bella/buona/brava gente. Eccomi nelle liste di proscrizione democratica”, così confessa il Ferretti trasmutatosi cirillico per l’ultima (in ordine cronologico) trasmutazione (lui la chiamerebbe forse transumanza antropologica) spiritual-esistenziale. E così, mentre il suo cuore batte sempre più ad oriente ma lui resta saldamente ancorato alla freschezza dell’Appennino tosco-emiliano (e ci mancherebbe altro), alla causa sempre più impopolare filorussa, si aggiunge un pezzo da novanta del pensiero trasmigrante locale e padano.

Fedele alla linea? Quale? Tiè!

Ed i rossobruni nostrani, tutti lotta di classe, pacifismi a corrente alternata, rivoluzioni rimandate, antidemocrazia di fondo, sinistri da circolo e da pub, destri da salotto e da sagrestia di chiesetta periferica montanara, che scendono dalle vette delle più svariate esperienze di partito per confluire nella valle dove si adora la tesi cospiratoria del Grande Complotto ordito dalla malefica Aquila Spennata (gli Usa) contro l’ingenuo orsacchiotto russo, hanno finalmente, senza averlo mai richiesto peraltro, un sonoro leader spirituale.

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