HomeAttualitàAcqua pubblica: utente vince battaglia legale contro Iren

Acqua pubblica: utente vince battaglia legale contro Iren

Acqua pubblica: per il giudice Iren ha tortoCome Davide contro Golia. Si chiama Elisabetta Del Signore ed è ligure la prima utente ad aver praticato l’autoriduzione della bolletta in seguito ai risultati dei referendum per l’ acqua pubblica del 2011. E il giudice le ha dato ragione. La donna, infatti, ha trascinato in tribunale Idrotigullio, ovvero la società del colosso Iren, che gestisce il servizio idrico nel levante ligure. E il giudice di pace di Chiavari ha accolto il suo ricorso contro l’azienda che minacciava di tagliarle il servizio se non avesse versato 8 euro, ovvero la somma calcolata dalla cittadina come l’ indebita “remunerazione del capitale” abolita da uno dei quesiti del referendum. “Sia chiaro che sono arrivata a questa fase dopo aver compiuto i passi formali necessari, ossia raccomandate con cui informavo Idrotigullio dei miei motivi – spiega all’edizione genovese di Repubblica – , non vorrei che tutti pensassero da oggi di non pagare più la bolletta senza conseguenze. E n aturalmente l’ ho fatto per principio, come apripista”.

Esulta il Comitato Acqua Pubblica che ha organizzato davanti alla sede del Giudice di Pace un presidio di solidarietà. “Dopo una lunga battaglia legale durata un anno al giudice di pace di Chiavari – scrive possiamo finalmente gioire della vittoria di Elisabetta, che ha preteso da Idrotigullio la restituzione del 22% della sua bolletta, la quota di profitto che attualmente (e illecitamente) ancora paghiamo a valle del referendum del 2011, contestata anche dalla campagna nazionale di Obbedienza civile del Forum dei Movimenti per l’Acqua. La sentenza oltre a ribadire più volte il valore legislativo – troppo spesso dimenticato- dell’istituto referendario riconosce anche all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, autorità che ha prodotto il nuovo sistema tariffario che subdolamente aggira il referendum (per questo denominato “taruffa”, cioè tariffa-truffa), un limitato potere amministrativo, comunque subordinato all’esito referendario. Se ne ricordino anche i nostri sindaci che da tempo oppongono al Forum dei Movimenti per l’Acqua le scuse più impensabili per non riconoscere l’esito referendario, in un gioco delle tre carte tra Conferenza dei Sindaci, gestore e Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas che a più di due anni dal referendum ha davvero passato ogni limite”.

 

Ultimo commento

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    ma andate affanculo voi e i cialtroni che dicono che l acqua deve essere pubblica, come se giá non la fosse.