HomeAttualitàA causa del Fisco un’impresa su otto chiude in rosso

A causa del Fisco un’impresa su otto chiude in rosso

Un’impresa su otto ha chiuso il bilancio in negativo solo per colpa della pressione fiscale. La rivelazione di un’analisi commissionata allo studio Cribis D&B che comprende  un campione di 300mila bilanci, equivalenti ad un terzo delle società attive in Italia tra gli anni 2007 e 2012. I dati rivelano che nel 2012 ben 40,9% delle imprese ha chiuso in perdita, di queste il 12,33% aveva un risultato ante imposte positivo; senza la pressione fiscale queste imprese avrebbero chiuso il bilancio in positivo. Nel 2013 la situazione potrebbe anche peggiorare  se consideriamo l’aumento del tax rate medio ovvero il tasso di incidenza delle imposte sul reddito delle imprese che dal 2007 ha registrato un aumento di 21 punti percentuale arrivando oggi al 59.8%.

Le analisi inoltre rivelano che dal 2008 al 2012 ben 11,07% delle imprese ha sempre chiuso il bilancio in negativo senza mai raggiungere il punto di pareggio. Analizzando la situazione relativa ai settori che più hanno risentito della crisi scopriamo che il più danneggiato è stato quello delle attività immobiliari con il 50,24% di attività in rosso seguito dai servizi alberghieri e di ristorazione con il 49,81%. Il settore che più ha risentito invece dell’aumento della pressione fiscale è quello della comunicazione, ben il 17,49% delle imprese ha registrato un bilancio ante imposte positivo.

Un primo miglioramento dovrebbe però arrivare già nel 2014 con una riduzione per le imprese è di 1,2 miliardi. Tra gli interventi previsti dal ddl Stabilità la deduzione dall’Irap del costo del personale per i nuovi assunti a tempo indeterminato a partire dall’anno di imposta 2014 per un massimo di 15mila euro all’anno per ciascun nuovo assunto (solo per le assunzioni che aumentano il numero totale dei dipendenti, considerando anche il personale delle società controllate). Secondo la relazione tecnica, con questa soluzione 135mila persone potranno ottenere la trasformazione del proprio contratto in tempo indeterminato. Un miliardo viene stanziato per la riduzione dei contributi Inail versate dalle aziende. Viene poi prevista la restituzione completa del contributo addizionale Aspi dell’1,4% nel caso di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Per quanto riguarda la riduzione delle tasse per le imprese, oltre agli 1,2 miliardi nel 2014 vengono previsti due miliardi di tagli nel 2015, 2,1 nel 2016.

 

Ultimi commenti

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    Credo che siano come sempre tutte balle.

    Nel 2014 resteranno statali e parastatali a prendere quello che resta dei nostri conti in banca e magari degli immobili.

    Quelli furbi e che possono, saranno già emigrati.

    Nel 2015 resteranno gli statali ed i parastatali a scannersi tra di loro.

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    Solita roba all’italiana…