HomeAttualitàQuasi mille gli ex soci Unieco che hanno già chiesto la restituzione del prestito sociale

Quasi mille gli ex soci Unieco che hanno già chiesto la restituzione del prestito sociale

Sono già circa un migliaio i soci della coop di costruzione che si sono rivolti ai 3 sportelli aperti da Federconsumatori il 25 agosto scorso (a Reggio Emilia, Castelnovo e Correggio) per chiedere la restituzione del prestito sociale versato nell’ambito della liquidazione coatta amministrativa del colosso cooperativo avviata in aprile.

“Stiamo lavorando a pieno ritmo – informa il presidente provinciale di Federconsumatori Giovanni Trisolini – e prevediamo che continuerà così anche per le prossime 3-4 settimane”. Intanto si è parlato di prospettive della cooperazione e prestito sociale giovedì sera alla tenda centrale di FestaReggio, con il viceministro dell’Economia Enrico Morando, il parlamentare Maino Marchi e il presidente regionale di Legacoop Giovanni Monti.

Dice Monti: “Sì sta cercando di rispondere alla crisi. Come Legacoop siamo riusciti a mettere a disposizione oltre 24 milioni di euro nel territorio reggiano. Abbiamo chiesto ora alle cooperative locali di riprendere in considerazione il prestito sociale di Unieco e Coopsette”. “La politica – afferma Maino Marchi – sta lavorando per una risposta alle esigenze del recupero del prestito sociale e dei posti di lavoro”. “C’è il problema sulle aziende che hanno avuto un fallimento – dice Marchi – e pensiamo sia nell’interesse di tutti rispondere al problema del prestito sociale. Occorre prevenire quanto sin qua accaduto, con un sistema di governance e di controllo terzi, come un’authority. O di trovare uno strumento adeguato già avviato o che possa essere inserito entro la legge di bilancio”.

Il viceministro Morando ha messo in risalto la ratio del prestito sociale cooperativo come volano per gli investimenti. “Se questi strumenti riceveranno un colpo come accaduto in questi casi, risulterà difficile creare lavoro”. Per il viceministro si devono stabilire dei limiti al prestito sociale, commisurandolo al patrimonio netto. C’è poi il vincolo di mantenere gran parte del prestito sociale in liquidità, fissando per legge (si parla di un limite del 30%) criteri e sanzioni. “Se ci fosse stato uno strumento simile – ha detto Morando – difficilmente sarebbe accaduto quel che è accaduto”. Morando in chiusura ha tratteggiato una proposta del governo sotto forma di emendamenti ad un progetto di legge già al Senato da approvare dopo la legge di bilancio e prima della fine della legislatura.

Federconsumatori da parte sua segue con attenzione l’evolversi della situazione e chiede a Legacoop un dialogo maggiore. “Le cooperative – spiega Trisolini – hanno lanciato dei ponti ed elaborato una proposta di autoriforma per la revisione delle forme di vigilanza. Anche noi abbiamo fatto una proposta: ci piacerebbe incontrarli”. Le trattative, secondo il reggiano, sono però “ancora in alto mare” e ci sarebbe anche da sciogliere il nodo di un fondo transitorio straordinario, per mettere sullo stesso piano i soci creditori di tutte le cooperative fallite italiane. Qui a Reggio Emilia, osserva però Trisolini, “sappiamo che Legacoop si è attivata per trovare le risorse necessarie per risarcire i soci”.

Monti ribadisce a sua volta: “Legacoop e le cooperative emiliano-romagnole stanno facendo quanto più è possibile per tutelare i soci che hanno perso il prestito. Lo facciamo sia raccogliendo fondi tra le cooperative (che in questi anni hanno già devoluto oltre 70 milioni per solidarietà con chi nella nostra regione ha perso il lavoro e il prestito sociale) sia, come sta facendo Legacoop Emilia-Ovest, aprendo uno sportello dedicato e mettendo a disposizione l’assistenza legale, per recuperane parte dalle procedure concordatarie”.

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