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Parma: Ospedale Vecchio, 5 rinvii a giudizio

Parma: Ospedale Vecchio, 5 rinvii a giudizioCinque rinviati a giudizio e nove prosciolti. E’ l’esito dell’udienza preliminare sul project financing dell’Ospedale Vecchio di via D’Azeglio. Il gup Alessandro Conti ha fissato per l’8 gennaio 2014 la prima udienza del processo che vedrà sul banco degli imputati l’ex vice sindaco Paolo Buzzi, l’ex assessore ai Lavori Pubblici Giorgio Aiello, i legali rappresentanti della Pizzarotti & C. spa Paolo Pizzarotti (proprietario) e Aldo Buttini (amministratore delegato) e il responsabile del procedimento Giampaolo Monteverdi. L’accusa è di abuso d’ufficio, nell’ambito del progetto che doveva portare alla ristrutturazione dello storico complesso che oggi ospita gran parte delle biblioteche comunali e parte dell’Archivio di Stato. Caduta, dopo richiesta di non luogo a procedere da parte della stessa Procura di Parma, l’accusa di violazione del codice Urbani per la tutela dei beni architettonici. L’inchiesta è scattata in seguito a una delibera di giunta del 27 maggio 2010 che secondo gli inquirenti avrebbe favorito il colosso edile Pizzarotti. Come? All’epoca il procuratore capo Gerardo Laguardia spiegava che la normativa sul project financing “prevede che nel caso in cui alla gara partecipi un solo soggetto l’importo di aggiudicazione sia vincolante”. Ma per il progetto presentato dalla Pizzarotti (da 14,8 milioni di euro) nella delibera era stata inserita una clausola che prevedeva la “revisione delle condizioni economiche in base alla variazione delle condizioni di mercato, se risultassero tali da non rendere sostenibile il risultato atteso dal piano economico”. Una rivalutazione della spesa a tutela dell’impresa aggiudicataria e a rischio dell’amministrazione. Secondo l’accusa starebbe proprio qui l’abuso d’ufficio, in una clausola già bocciata dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici nel 2009. L’ex sindaco Pietro Vignali, al pari di due altri ex assessori (Roberto Ghiretti e Giovanni Paolo Bernini), non è stato minimamente coinvolto nell’inchiesta poiché assente dall’assemblea di giunta che approvò la delibera di affidamento dei lavori. Prosciolti invece gli ex assessori Gianluca Broglia, Davide Mora, Fabio Fecci, Paolo Zoni, Lorenzo Lasagna, Cristina Sassi, Francesco Manfredi, Luca Sommi e Giuseppe Pellacini. Motivo: il giudice ha ravvisato che nel loro caso l’assenza manifesta dell’elemento soggettivo del dolo intenzionale, necessario a sostenere un’accusa di abuso d’ufficio. Simone Aiolfi

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