Piano di esubero per 700 a Coop Alleanza 3.0 ma saranno tutti ricollocati

Un grande piano per ricollocare 700 lavoratori della sede e azzerare gli impatti occupazionali nel giro di due anni. Ieri mattina Coop Alleanza 3.0 ha illustrato ai rappresentanti dei sindacato il nuovo modello organizzativo della sede: l’obiettivo è aumentarne l’efficienza e l’efficacia con una revisione delle strutture centrali, l’eliminazione di doppi ruoli o attività, e la semplificazione dei processi.

“Si tratta di un intervento fisiologico dopo una fusione, avviato solo oggi proprio per la volontà di vagliare tutte le migliori soluzioni, con la massima attenzione alle persone”, spiega il colosso cooperativo della grande distribuzione, che assicura che che saranno messe “in atto tutte le misure possibili per gestire la ricollocazione dei lavoratori.

Intanto è già stato fissato il prossimo incontro con le organizzazioni sindacali, previsto per il 5 febbraio. La nuova organizzazione della sede deriva anche dalla semplificazione della governance della cooperativa, che oggi fa capo a un presidente e un direttore generale, e “segna l’inizio di una profonda trasformazione, tracciata dallo stesso direttore generale, per consentire ai punti vendita di concentrarsi al meglio sulla creazione di valore per i nostri soci”, spiega Coop Alleanza 3.0, che conta 2,3 milioni di soci, 22.000 lavoratori e quasi 400 punti vendita dislocati in nove regioni.

Si tratta di un ulteriore passo nel processo di trasformazione dell’azienda (2,3 milioni di soci e 22mila dipendenti in nove regioni), che lo scorso maggio aveva presentato sia un nuovo statuto con uno snellimento della governance, sia un piano di investimenti di 790 milioni in cinque anni, per la metà destinati al rinnovamento della rete commerciale. Il tutto non soltanto per attutire l’impatto gestionale della fusione, ma anche per raddrizzare i conti dell’azienda, che aveva chiuso il 2017 con una perdita di 37,6 milioni di euro.

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