Ciance da Bar Sport atto II

Il bordocampista: parliamone.
E’ uno sporco lavoro, ma non è detto che qualcuno debba pur farlo. Di fatto questa nuova figura professionale – stiamo parlando del giornalista sistemato tra le due panchine, collegato col telecronista – è la degenerazione grandefratellistica del calcio, il corrispettivo della deriva social che ormai ha rincoglionito la popolazione. Ci domandiamo e vi domandiamo: è necessario conoscere con tre secondi d’anticipo i minuti di recupero concessi dall’arbitro o sapere in anteprima mondiale quali giocatori sono stati mandati a scaldarsi? E’ utile sapere che il mister si arrabbia se il centravanti sbaglia o esulta se il centravanti fa gol? Cui prodest?
“L’allenatore ha detto che era fallo, il giocatore avversario ha risposto che non era fallo, allora l’allenatore ha detto va bene”. “Il mister si è arrabbiato molto per il gol subito”. “La panchina è letteralmente esplosa di gioia al gol del centravanti”. Il calcio vissuto così è tutta un’altra cosa. Come abbiamo fatto a fare a meno del bordocampista per tanti anni?

La squadra sfavorita, in una gara importante, non ha nulla da perdere.
Infatti è per questo che difende coi denti il pareggio, in undici nella propria area di rigore.
Ha più da perdere una squadra che arriva una volta nella sua storia in finale o quella che ci arriva un anno sì e uno no?

Vincere non è mai facile.
Anche riuscire a non perdere, garantito.

Il nuovo acquisto dichiara: “Sono qui per il progetto”.
Si sa: non per soldi, ma per il progetto. E’ quello che alla fine conta per un giocatore. Cos’è il vile denaro rispetto a una signora programmazione? Che poi il progetto è sempre e solo uno, dalla Serie A alla Terza categoria: cercare di fare più punti possibili. Fine.

(durante una telecronaca): “Condivido il tuo pensiero sul fatto che Cancelo e Quadrado, sulla destra, si muovono bene. Sei d’accordo?”.
Rileggetela due o tre volte. Semplicemente geniale.

La lotteria dei calci di rigore.
Lotteria? I calciatori e i portieri vengono forse bendati? Gli arbitri estraggono a sorte i tiratori? Spettando agli allenatori designare i rigoristi, si presume che scelgano i più bravi a calciare i rigori. O no? O scelgono i più fortunati in omaggio a Napoleone Bonaparte e alla sua predilezione per i generali baciati dalla buona sorte?

Dopo 7 secondi, telecronaca di Borussia-Juve del 18 marzo 2015: “Molto importante sarà l’atteggiamento della Juve, così a prima vista sembra aggressivo”.
Ripetiamo: sette secondi cronometrati. Fenomenale.

Gli episodi possono cambiare il corso della partita.
Perbacco. Chi se la sarebbe mai aspettata una cosa del genere?

Durante una telecronaca. “Nel secondo tempo ha completamente rinunciato a giocare, non per volontà sua”.
Eh?
(fine seconda puntata)

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