Crea et performa…nasce il Polo delle Arti: quartier generale ai Chiostri di San Domenico

Conf.stampa di presentazione

Si è costituito il Polo delle Arti, nuovo punto di riferimento istituzionale, un progetto dinamico e già operativo, della cultura cittadina, creato da Comune di Reggio Emilia, Fondazione nazionale della Danza-Aterballetto, Fondazione i Teatri e Istituto superiore di studi musicali Peri-Merulo per rafforzare ulteriormente lo sviluppo culturale del territorio e fare di Reggio Emilia un punto di riferimento per l’educazione anche nei settori musicale, artistico e dello spettacolo.

Il Protocollo d’intesa costitutivo del Polo delle Arti è stato firmato oggi nella sede municipale dai quattro soggetti promotori che si impegnano a fare delle loro esperienze di collaborazione una realtà stabile, capace di mettere a valore le sinergie tra i diversi attori. Il tutto nella convinzione che sostenere la cultura e l’economia della creatività sia un fattore strategico di sviluppo del territorio.

HANNO DETTO – “Potremmo definire la firma di oggi un momento storico per la nostra città, perché sancisce la nascita di un nuovo soggetto culturale che non estingue l’identità dei soggetti costituenti ma dà vita a un progetto originale e autonomo – ha detto il sindaco Luca Vecchi sottoscrivendo il Protocollo d’intesa – Il Polo delle Arti riunisce le nostre eccellenze artistiche intorno a significati e istituzioni fondamentali, in una città che ha sempre investito su educazione e conoscenza in tutti gli ambiti. Le istituzioni si incontrano attorno al binomio formazione-produzione, che diventa una strategia di virtuosa contaminazione di saperi anche per la crescita formativa e professionale per i nostri giovani”.

“Obiettivo del Polo delle Arti – ha aggiunto Raffaella Curioni, assessore comunale a Educazione e conoscenza – è creare nuove opportunità formative e occasioni culturali per la città, mettendo a valore le eccellenze artistiche di cui Reggio Emilia dispone. Si vogliono perciò sviluppare nuove opportunità sia dal punto di vista di spettacoli e produzioni, sia rispetto allo sviluppo dei talenti del territorio e dei mestieri delle arti. In questo vi sarà un grande protagonismo anche da parte delle scuole e dei Chiostri di San Domenico, quale luogo dedicato alla creatività giovanile e punto di riferimento del Polo stesso”.

Il Protocollo d’intesa per la nascita del Polo delle Arti è stato sottoscritto, oltre che dal sindaco Luca Vecchi, da Paolo Cantù, direttore generale e artistico della Fondazione I Teatri, Gigi Cristoforetti, direttore della Fondazione nazionale della Danza-Aterballetto, e da Marco Fiorini, direttore dell’Istituto superiore di studi musicali Peri-Merulo (in allegato il contributo dei tre direttori).

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IL NUOVO POLO – Obiettivo di questa operazione è da un lato mantenere elevata la qualità e l’attrattività di un sistema culturale consolidato nel tempo, dall’altro sviluppare le potenzialità ancora inespresse di “fare sistema” da parte di un tessuto culturale dinamico, come quello reggiano, capace di rigenerare risorse e opportunità concrete. Riuscire a garantire politiche integrate, sostenibili e inclusive, costituisce oggi una necessità, ma anche una sfida che il Polo delle Arti intende raccogliere e portare avanti.

Il nuovo Polo valorizzerà infatti le potenzialità insite nella natura degli stessi soggetti promotori, lavorando con un approccio interdisciplinare che fa tesoro della “teoria dei cento linguaggi”, uno dei cardini dell’approccio educativo di Reggio Children, e riconosce l’educazione artistica come parte integrante dello sviluppo delle facoltà cognitive della persona e la musica, la danza e il teatro come elementi fondanti della crescita intellettuale, individuale e sociale delle persone.

Il nuovo soggetto permetterà, anche in collaborazione con il servizio Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia e con le Istituzioni scolastiche cittadine, di valorizzare i differenti accessi al sapere dei ragazzi attraverso differenti linguaggi espressivi e in particolare i linguaggi performativi della danza, del teatro e della musica. Si occuperà inoltre della formazione di giovani talenti nelle diverse discipline artistiche, anche con nuove figure professionali.

L’unione tra queste diverse realtà artistiche genererà “servizi”, competenze e occasioni culturali che non saranno limitate al solo ambito delle singola istituzione o ai suoi diretti beneficiari (es. studenti, abbonati), ma anche nei confronti della città e di un più ampio pubblico, andando così ad arricchire il patrimonio culturale dei singoli e dell’intera comunità.

Quartier generale del Polo delle Arti saranno i Chiostri di San Domenico che, grazie alla recente riqualificazione di spazi sottoutilizzati (circa 3.500 metri quadrati) e all’attivazione di nuove funzioni integrate a quelle esistenti, diventerà “hub creativo” della città. I Chiostri, già sede dell’Istituto Peri-Merulo e di Istoreco, saranno uno spazio dotato delle competenze e delle infrastrutture necessarie per la sperimentazione, la formazione e la produzione culturale, grazie al coinvolgimento di giovani creativi, istituzioni e associazioni, imprese e professionisti del territorio.

Ma proprio perché la parola d’ordine del Polo delle arti sarà ‘contaminazione’, iniziative e produzioni non rimarranno all’interno dei rispettivi confini e spazi, né si limiteranno ai Chiostri di San Domenico, poiché obiettivo di questo sodalizio è anche contribuire a valorizzare i “palcoscenici naturali” della città, attraverso l’organizzazione di iniziative e performance innovative, che colgano l’attenzione e l’interesse di un ampio pubblico. Allo stesso modo iniziative cittadine già consolidate – come Reggio Narra o Fotografia europea – ospiteranno sempre più al loro interno performance e momenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro in una logica di politica culturale ampiamente intesa e concepita come un unicum rispetto alle diverse specifiche discipline.

La nascita del Polo delle Arti permetterà ai diversi soggetti di ottimizzare le rispettive risorse artistiche, umane, materiali ed economiche, in un’ottica di miglioramento della reciproca collaborazione.

 

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