Gardner dixit: “blitz” dello psicologo di Harvard nei luoghi del Reggio Approach. Con marzulliana sentenza

“I sogni a volte possono non essere realizzati o diventare incubi. E a volte pretendiamo, nel nostro tempo, che non esista il passato: è complesso, richiede di essere colto e capito, tendiamo a cancellarlo, un atteggiamento pericoloso. Ebbene, vedo con piacere, a distanza di alcuni anni dalle prime riflessioni e progettazioni, che qui i sogni si realizzano e sono fondati su concretezza, mentre mi pare evidente che non vi sia volontà di cancellare il passato, ma anzi di conservarlo e reimmetterlo nel flusso della conoscenza e delle idee, così come di tenerne traccia fisica ad esempio sui muri di questi affascinanti edifici. Questi sono aspetti molto importanti nei percorsi di diffusione del sapere e di vita delle comunità”.

E’ il commento di Howard Gardner, illustre psicologo e teorico delle Intelligenze multiple, docente alla Harvard Graduate School of Education e alla Harvard University, membro del Comitato scientifico della Fondazione Reggio Children-Centro internazionale Malaguzzi e, tra 2011 e 2012, uno dei saggi (advisor) internazionali amici di Reggio Emilia, che contribuirono alla definizione delle strategie di sviluppo dell’Area nord della città, in particolare il Parco Innovazione, con il Centro internazionale Loris Malaguzzi ed il Tecnopolo, primi due nuclei oggi realizzati e attivati nel Parco stesso, sull’area Reggiane.

Il professor Gardner è in questi giorni a Reggio Emilia – assieme agli altri membri del Comitato Gunilla Dahlberg, professore emerito dell’Università di Stoccolma, Susanna Mantovani, professore ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università degli studi di Milano Bicocca, Peter Moss, professore emerito all’Institute of Education – University College di Londra – per partecipare al meeting annuale della Fondazione Reggio Children-Centro internazionale Malaguzzi.

Accompagnati dal sindaco Luca Vecchi e dalla presidente della stessa Fondazione Carla Rinaldi, dal direttore dell’Area competitività e innovazione del Comune, Massimo Magnani e dal direttore dell’Istituzione Nidi e Scuole dell’infanzia Paola Cagliari oltre che dagli assessori Serena Foracchia (Città internazionale) e Daniele Marchi (Sviluppo economico e Società partecipate) e dall’amministratore delegato di Stu Reggiane spa Luca Torri, il professor Gardner e gli altri membri del Comitato scientifico hanno visitato la scuola dell’infanzia interna al Centro internazionale, di recente ampliata; la sede del Tecnopolo e, in parte, il cantiere della riqualificazione del capannone 18.

La filosofia del Reggio Approach, hanno sottolineato il sindaco Luca Vecchi e il direttore Massimo Magnani nei loro interventi, è alla radice del Parco Innovazione, che è il primo Parco tecnologico e umanistico in Europa, in quanto associa e ‘contamina’ sapere umanistico (Educazione) e saperi scientifico-tecnologici (Ricerca e Trasferimento tecnologico nelle altre competenze distintive del territorio): dai 100 linguaggi creativi dei bambini all’Innovazione in Meccanica-Meccatronica, Energie rinnovabili, Bioedilizia, Agrifood. Unicità del prodotto e cultura manifatturiera da una parte e nuova conoscenza dall’altra sono quindi destinati a dialogare, grazie anche a una prossimità fisica evidente determinata dal Parco, con la prospettiva di generare un’economia nuova, nuova impresa, professioni e lavoro.

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