Reggiana adieu. Il commosso sfogo del presidente Piazza: “Anche noi siamo tristi e arrabbiati”

“Dopo che il presunto incontro con il sindaco e gli imprenditori è stato cancellato, dallo stesso gruppo di imprenditori e non da me, ufficializzo che la famiglia Piazza non parteciperà al finanziamento della squadra il prossimo anno. Ci sono stati solamente discorsi o rumors di collaborazioni, deve ancora esserci qualcuno che ha fatto un passo avanti”.

Con un comunicato stampa il presidente della Reggiana Mike Piazza, di fatto, dice addio alla Reggiana e alla città e consegna la società granata alla ripartenza da una serie inferiore rispetto alla C. Quale ancora, al momento, non è dato sapere.

Continua Piazza: “Ci sono molti oneri che soffocano la società. Il problema dello stadio non è stato risolto ed io mi rifiuto di accettare le loro condizioni. Dal mio arrivo non abbiamo mai avuto partners in grado di capitalizzare le perdite. Non abbiamo mai costretto nessun socio a lasciare la società. Si sono semplicemente rifiutati di contribuire alle responsabilità finanziarie della squadra sotto la loro gestione”.

Scrive il presidente granata: “La conclusione di tutto questo è, che abbiamo delle grandi difficoltà, che sono fatte di continue cause e contenziosi. Inoltre il problema dello stadio, l’aumento dei prezzi, nessun aiuto dal Comune, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la partita di Siena. È impossibile portare avanti una società con queste difficoltà. Malgrado questi abusi abbiamo continuato a spingere e abbiamo assemblato una squadra competitiva per due stagioni consecutive. Siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto ci auguravamo di poter continuare ad elevare il valore del marchio Reggiana. Questo era il nostro obiettivo. Mi dispiace per quelli che si sentono feriti e infastiditi. Sappiate che ci sentiamo estremamente tristi, commossi, arrabbiati e sconfitti, che il nostro sogno di portare la squadra in Serie B non sia diventato realtà. Ci siamo spesso domandati se tutto fosse già scritto che dovessimo avere così tanti ostacoli non necessari. Non lo sapremo mai”.

Conclude Piazza: “Spero che nel tempo voi possiate capire quanto abbiamo sacrificato. Questo è stato un impegno dovuto all’amore, un’avventura che è stata guidata dalle emozioni in un tutt’uno con la città. I tifosi sono stati spesso una luce che ci ha guidati attraverso i periodi più duri, quando ci siamo sentiti attaccati e da soli. Saremo sempre vicini alla squadra come fosse una parte delle nostre vite per sempre”.

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3 Responses to Reggiana adieu. Il commosso sfogo del presidente Piazza: “Anche noi siamo tristi e arrabbiati”

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    Lanfranco De Franco 27 Giugno 2018 at 11:27

    Abbiamo sempre detto oltre la categoria e così sarà. Un altro episodio del Truman Show “Reggiana”, il più doloroso possibile. Personalmente ho fatto un passo indietro un anno fa da accompagnatore delle giovanili quando avevo visto il trattamento riservato a tanti bravi professionisti cacciati da un giorno all’altro e un clima che non mi piaceva, ma il tifo e l’abbonamento sono rimasti e rimarranno. Un pensiero speciale a tutti i dipendenti e ai ragazzi del settore giovanile, vero tesoro della società. Torneremo dove ci compete

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    Giacomo Giovannini 27 Giugno 2018 at 11:30

    AC Reggiana.
    Anni 98.
    Viene fatta fallire senza concedere a terzi di salvarla.
    Soprattutto salvare la categoria.
    Da un campione dello sport non ce lo saremmo aspettati.
    Nonostante tutte le difficoltà affrontate, le cose belle e gli errori commessi.
    Sedotti e abbandonati.
    Ma il “muoia Sansone e tutti i Filistei” non ci sta.
    No.
    Per niente.
    Una figuraccia.
    Indegna verso i dipendenti, i calciatori, gli sponsor, i 5mila abbonati, i tifosi.
    Ripartiremo.
    Certo come sempre.
    Con la nostra dignità.
    Bisognerebbe però che questa città sapesse fare anche un salto di qualità’.
    Se vuole veramente essere centro politico dell’area mediopadana di un mondo globalizzato dove la competizione è territoriale ed anche lo sport, il calcio in particolare, è veicolo di rappresentanza, appartenenza, identità

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    Alessandro Gandino 27 Giugno 2018 at 11:33

    Che io, come tanti, l’abbonamento lo avevo fatto il primo anno. Perché aldilà di tutto in società c’era gente che a mio avviso valeva. Poi, nel silenzio generale, li hanno fatti fuori. Poi i gegni hanno cominciato ad attaccare i giornalisti. Poi quella là parlava parlava parlava… e di solito quando parli parli parli è perché non hai niente da dire, ma tanto da nascondere. E allora mi son detto “ ma te sei solo della Juve, sa t’in scagasa???” Ecco. Solidarietà ai veri, Alessandro Menozzi uno per tutti. Ma gli altri merli…no . Proprio no. In bocca al lupo. Comunque