“Mr. Robot”, il singolo in lotta contro il potere delle multinazionali

Creato da Sam Esmail e trasmesso dal 2015 sull’emittente USA Network (mentre in Italia esso è in onda in chiaro dal 2016 su Italia1 e sul satellite su Premium Stories di Mediaset Premium), il serial di genere drammatico “Mr. Robot” è giunto negli Stati Uniti alla terza stagione, mentre in Italia essa è attesa per il 2018.

Ambientata nello Stato di New York negli Stati Uniti, la storia narra di Elliot Alderson, un giovane ingegnere informatico che si occupa di sicurezza informatica per l’azienda Allsafe Cybersecurity insieme alla sua amica d’infanzia Angela Moss. Tra i principali clienti dell’azienda vi è la E Corp, una potente multinazionale che si occupa di una grande varietà di prodotti di consumo: Elliot la ritiene colpevole di avere causato in passato la morte di suo padre (anch’egli un ingegnere informatico) e della madre di Angela, oltre che di altre persone, con un disastro ambientale dovuto allo scaricamento di rifiuti chimici, e per questo la ribattezza Evil Corp, cioè Multinazionale del Male. Benchè sia eccellente nella propria professione, Elliot soffre tuttavia di depressione e di disturbi da ansia sociale (è infatti in cura da una psicanalista, Krista Gordon), e assume periodicamente morfina per evitare crisi di panico, dopo averla acquistata dalla sua amica spacciatrice Shayla Nico. Il protagonista ha inoltre una sorta di doppia identità. Infatti se durante il giorno è un comune dipendente di un’azienda informatica, nelle ore notturne agisce da hacker, violando i computer di diverse persone che ha incontrato o che hanno una relazione di qualche genere con qualcuno di sua conoscenza: questo allo scopo di scoprire se il soggetto in questione è onesto o se al contrario attua un comportamento ritenuto negativo (ad esempio se ha commesso un crimine ancora ignoto o se tradisce il proprio partner).

Di conseguenza raccoglie le informazioni necessarie allo smascheramento del colpevole e lo costringe a confessare la verità alle persone interessate, quando non è egli stesso a chiamare la polizia.
Anche per la sua attività da hacker, egli ha talvolta allucinazioni che lo portano a pensare di essere spiato e seguito, e vive spesso in uno stato di paranoia e di tensione: ciò è reso esplicito dal pensiero del protagonista che, fungendo da voce narrante di episodio in episodio e rivolgendosi talvolta idealmente allo spettatore, giudica la persona con cui sta parlando (o che sta osservando) oppure espone con un tono allarmato e preciso quelli che ritiene siano i più gravi problemi della società, come ad esempio il potere colossale e stratificato delle multinazionali.

Durante l’episodio pilota, dopo avere ricevuto la visita in azienda di una delegazione della “E Corp” capeggiata da Terry Colby, il presidente della sede di New York, e da Tyrell Wellick, il suo ambizioso vicepresidente, e dopo avere tempestivamente salvato i server della multinazionale dall’essere cancellati da un virus, in metropolitana Elliot viene avvicinato da uno strano individuo che identifica come “Mr. Robot” (da qui il titolo), il quale sostiene di volere rivelargli importanti informazioni e di avere bisogno del suo aiuto per attuare importanti cambiamenti. Arriva così a fare la conoscenza della misteriosa fsociety (nome ispirato a quello dell’edificio in cui si trova, cioè Fun Society Arcade), un gruppo di hacker che ha la propria base operativa in una sala giochi abbandonata a Coney Island, nel distretto di Brooklyn. Gli viene quindi rivelato il loro rivoluzionario piano: attaccare e distruggere tutti i database della E Corp per annientare la multinazionale e per mettere in atto la totale cancellazione dei debiti della maggioranza delle persone con le banche. Dapprima riluttante, il protagonista è poi convinto ad unirsi alla causa quando apprende dell’arresto di Colby da parte dell’F.B.I., accusato (con false prove, secondo il piano degli hacker) di stare lavorando con gli stessi criminali che hanno attaccato la sua azienda.

Dunque nel corso degli episodi, iniziano ad apparire in televisione messaggi della fsociety, in cui un individuo mascherato con la voce alterata (presumibilmente lo stesso “Mr. Robot”, leader del gruppo) lancia diverse accuse contro l’E Corp e ne annuncia l’imminente fallimento; in seguito Elliot e il gruppo di programmatori arrivano a penetrare all’interno della Steel Mountain Corporation, un’enorme struttura di New York che ospita al suo interno i backup dei dati di molte aziende, compresa l’E Corp, con l’intento di farli collassare, ma sebbene il piano abbia funzionato si vedono poi costretti a rinunciare quando il cosiddetto Dark Army (Esercito Oscuro), il gruppo segreto di hacker più organizzato al mondo che avrebbe dovuto collaborare all’impresa, si ritira senza fornire spiegazioni, lasciandoli frustrati e delusi a riflettere sulla prossima mossa. Nel frattempo Angela ha iniziato a raccogliere informazioni sullo scandalo relativo all’insabbiamento di rifiuti chimici della E Corp e a collaborare con un avvocato, per riuscire a stabilire definitivamente la verità sulla tragica vicenda; oltre a ciò, si assiste anche ai continui tentativi di scalata sociale da parte di Wellick il quale, in seguito all’arresto di Colby, desidera ossessivamente essere eletto presidente della sede locale dell’azienda; e vi sarà, alla fine della prima stagione, uno spiazzante colpo di scena riguardante il misterioso personaggio di “Mr. Robot”.

Il serial affronta diversi temi. Il tema principale è forse quello costituito dalla “lotta contro il sistema”. In una società dominata dall’ossessione di denaro e di potere, dove le multinazionali come la E Corp pongono il proprio logo su ogni genere di prodotto, le persone sono ipnotizzate dalle marche e dagli spot pubblicitari, e scambiano per beni di primaria necessità oggetti e servizi che in realtà non lo sono affatto, affannandosi a spendere sempre più denaro per il desiderio di possederli e di fruirli, e arrivando ad accumulare debiti. Questa è la feroce critica che il protagonista enuncia a più riprese dall’inizio, attraverso i suoi monologhi interiori, e il motivo per cui egli arriva a perseguire l’obiettivo dell’abbattimento del debito dei cittadini con le banche. Gli altri temi ricorrenti, cioè la “diversità”, l’“incapacità di comunicare” e la “rivelazione della verità”, sono relativi al protagonista.
Per sua stessa ammissione, Elliot non vuole farsi notare, ma preferisce confondersi nella massa, anche perché consapevole della propria diversità rispetto alla maggioranza delle persone. Egli è diverso in particolare per il fatto di riuscire ad interagire meglio con le macchine piuttosto che con le persone, che preferisce trattare come computer che viola per portare alla luce gli eventuali “scheletri nell’armadio” che molti individui nascondono. Infine si può riscontrare come ultimo tema quello relativo alla dicotomia “povertà/ricchezza”, che emerge nel confronto tra gli hacker nel loro ambiente spoglio e i dipendenti della multinazionale all’interno della lussuosa azienda, e in particolare nel confronto tra il protagonista e il personaggio di Tyrell Wellick.

Personaggio speculare rispetto al protagonista perché sua perfetta antitesi, Wellick viene mostrato dall’inizio in contrapposizione con Elliot. Ambizioso, arrogante e privo di scrupoli, il giovane manager brama il potere ad ogni costo per sé e per la moglie incinta Joanna, la quale in più di una scena tra i due dà l’impressione di essere anche più astuta e più manipolatrice del marito. Se da un lato Elliot opera per il bene altrui e quindi della società, dall’altro lato Wellick, d’accordo con la compagna, attua una serie di perfidi e squallidi espedienti per manipolare le persone che si frappongono tra lui e il ruolo di presidente, arrivando perfino a commettere un omicidio.

Inoltre la storia presenta almeno due particolari scelte stilistiche. La prima concerne la prospettiva del protagonista. Poiché, come detto all’inizio, è dipendente dalla morfina e soffre talvolta di allucinazioni, ne consegue che il punto di vista di Elliot è quantomeno discutibile, se non inaffidabile.
Basti pensare al fatto che, quando nel primo episodio rinomina la multinazionale in Evil Corp, da questo momento tutti gli altri personaggi la chiameranno in questo modo, e questo nome apparirà su ogni giornale e su ogni schermo: perché è questo che pensa e che percepisce, e dunque insieme a lui anche lo spettatore. La seconda riguarda la regia. Si nota infatti che in molte inquadrature i personaggi non si trovano al centro come accade di solito, ma sono relegati nell’angolo in basso a sinistra o a destra: una possibile interpretazione consiste nel fatto che tutti i personaggi, quelli poveri come quelli ricchi, sono allo stesso modo insignificanti in confronto con la società, o meglio con il sistema a cui, volenti o nolenti, appartengono. Da notare oltre a questo che i titoli degli episodi sono scritti nella forma del nome dei files del computer.

È evidente infine come questa storia sia stata influenzata (intenzionalmente o no) da diverse opere della cultura di massa. Si può pensare per esempio ad un film come Taxi Driver di Martin Scorsese del 1976 (la storia di Travis Bickle, un reduce del Vietnam che lavora a New York come tassista di notte e che, stanco delle ingiustizie e del degrado morale, finisce per trasformarsi in uno spietato giustiziere per aiutare una giovane ragazza costretta a prostituirsi), per il fatto che Elliot sia psicologicamente fragile e che abbia a volte allucinazioni, e che sia a modo suo un giustiziere privato (benchè non uccida nessuno); ad una serie televisiva come Dexter di James Manos Jr., trasmessa dal 2006 al 2013 (la storia di Dexter Morgan, un tecnico forense esperto nell’analisi delle tracce di sangue che di giorno lavora per la polizia di Miami e che di notte agisce come serial killer, eliminando però soltanto assassini sfuggiti alla giustizia, dei quali conserva poi una goccia di sangue tra due vetrini all’interno di una scatola), per il fatto che il protagonista cataloghi i dischi contenenti le prove della colpevolezza delle sue vittime in una scatola che tiene nascosta; ad un romanzo (e all’omonimo film del 2000, co-sceneggiato e diretto da Mary Harron) come American Psycho di Bret Easton Ellis del 1991 (la storia di Patrick Bateman, un rampante uomo d’affari che lavora nel 1987 a New York nella zona di Wall Street come dirigente di una società finanziaria, e che mentre di giorno partecipa a riunioni e a pranzi di lavoro, di notte si mostra come un violento psicopatico che aggredisce e uccide diverse persone per sfogare la rabbia e la frustrazione), per il fatto che Wellick sia descritto come un ricco uomo d’affari ossessionato dal successo e disposto a ricorrere anche alla violenza per ottenere ciò che vuole.

E infine a una graphic novel (e all’omonimo film del 2005, diretto da James McTeigue) come V for Vendetta di Alan Moore del 1982 (la storia di “V”, un misterioso giustiziere mascherato che, nell’Inghilterra di un futuro distopico, porta avanti un ingegnoso piano per annientare il governo totalitario che sta opprimendo il paese), per il fatto che, durante i suoi messaggi televisivi, il bizzarro “Mr. Robot” indossi una maschera simile a quella del protagonista del fumetto e del film. Oltre a tutto ciò, si possono rilevare da un episodio all’altro citazioni, più o meno esplicite, di altre opere celebri della cultura di massa. Il serial ha vinto finora diversi premi. Tra i più importanti vi sono due Golden Globe, due Emmy, un AFI Award (“American Film Institute”) come programma televisivo dell’anno, un WGA Award (“Writers Guild of America”) ed un TCA Award (“Television Critics Association”).

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