Serie tv: tutto sul grande Josh Schwartz, cantore dei drammi adolescenziali

Nato a Providence nel Rhode Island negli Stati Uniti il 6 agosto 1976 da genitori ebrei (entrambi progettatori di giocattoli per l’azienda “Hasbro”, finchè aprirono una propria azienda), Joshua Ian Schwartz, meglio noto come Josh Schwartz, a partire dai primi anni 2000 si è imposto all’attenzione di pubblico e di critica come ideatore di moderni teen-drama, di storie con protagonisti adolescenti alle prese con i tipici problemi di quegli anni, i quali si trovano però spesso ad affrontare vicende pericolose ed intricate che vanno al di là delle loro capacità. Lo stile dell’autore consiste nel descrivere questi personaggi ed il relativo contesto con uno sguardo ironico e disincantato, mostrandoli spesso coinvolti in relazioni sentimentali problematiche o intenti ad affrontare problemi che sembrano essere privi di soluzione (essendo talvolta situazioni inusuali per l’età dei personaggi); quindi egli delinea costantemente situazioni divertenti, intrise di sarcasmo e talvolta degradanti per un determinato personaggio, le quali sono alternate a vicende caratterizzate da un registro più serio, da toni gravi e talvolta disperati, e che sono permeate da situazioni di conflitto verbale e spesso fisico che possono più volte sfociare in vere e proprie tragedie. Schwartz è sposato e ha due figlie.

Dopo avere trascorso la giovinezza a Providence coltivando fin da ragazzo il sogno di diventare scrittore per la televisione e per il cinema, nel 1995 Josh Schwartz si iscrive all’Università della California del Sud (“USC”, “University of Southern California”), dove al secondo anno scrive una sceneggiatura autobiografica intitolata Providence, e con essa partecipa ad un concorso per vincere il prestigioso premio Nicholson Award per la scrittura di una sceneggiatura. Il giovane scrittore vince la competizione ma, sfortunatamente, il giorno dopo che gli è stata comunicata la vittoria egli viene informato del fatto che si è verificata un’irregolarità: infatti essendo iscritto al secondo anno di università egli non avrebbe potuto partecipare al concorso, perché riservato agli studenti del terzo anno; pertanto la sua vittoria viene purtroppo annullata, così come il premio di 500 dollari. Ma la vicenda non è vana: infatti quando frequenta ancora il terzo anno dell’università attraverso alcuni contatti la sua opera suscita l’interesse di Hollywood, così che la casa di produzione TriStar Pictures di proprietà della Sony acquista la sua sceneggiatura per un milione di dollari, cosa che prima di allora non era mai accaduta. Successivamente Schwartz assume un agente e, mentre è ancora all’università, nel 1999 scrive l’episodio pilota di un teen-drama per la televisione intitolato Brookfield per il network ABC, la storia di un gruppo di ragazzi del New England, ma non viene mai mandato in onda; a questo punto il giovane autore lascia definitivamente l’università per dedicarsi completamente alla scrittura, e l’anno successivo scrive così il tv-movie Wall to Wall Records per il network The WB, una storia drammatica ambientata all’interno di un negozio di musica, ma nemmeno questo viene mandato in onda.

Dunque nel 2003 Schwartz scrive la sceneggiatura di un episodio pilota per una serie televisiva (prodotta da The WB) intitolato The O.C. del quale è anche produttore esecutivo: così a 26 anni egli diviene il più giovane creatore di una serie televisiva di sempre. Ambientata nell’immaginaria e ridente città di Newport Beach ad Orange County, in California negli Stati Uniti, la storia narra di Ryan Atwood, un giovane che vive con la propria famiglia in condizioni disagiate il quale, durante l’episodio pilota, viene arrestato insieme al fratello maggiore Trey per il furto di un’automobile. È a questo punto che gli si presenta l’avvocato Sandy Cohen, il suo difensore d’ufficio il quale, preso atto che non può fare niente per il fratello perché maggiorenne e vedendo un potenziale sprecato in Ryan, vuole aiutare il ragazzo in ogni modo possibile, e dopo averlo fatto uscire dal carcere gli lascia il suo biglietto da visita, dicendogli di chiamarlo per ogni evenienza. Quindi dopo essere stato cacciato di casa dalla madre alcolizzata, Ryan telefona a Sandy che si offre di ospitarlo a casa sua a Newport Beach: qui egli conosce così Kirsten, la moglie di Sandy e una donna d’affari che lavora nell’azienda di proprietà del padre, e Seth, il figlio della coppia, con il quale instaura subito un rapporto di vera amicizia. Da questo momento Ryan si trova immerso in una realtà a lui ignota, in cui deve affrontare problemi di diverso genere nel tentativo di farsi accettare dalla comunità perbenista e un po’ bigotta. Forse la serie che rappresenta più chiaramente lo stile di Josh Schwartz, poiché mostra con una continua alternanza di toni temi come, tra gli altri, il conflitto generazionale, la difficoltà di inserimento da parte del singolo nel gruppo, la diversità, la difficoltà nel condurre una relazione e la risoluzione di problemi apparentemente insormontabili, The O.C. diventa immediatamente un grande successo di pubblico: oltre che per i personaggi e per il contesto della soleggiata Orange County, essa diventa famosa per le musiche, scelte personalmente da Schwartz sulla base delle sue preferenze musicali, che vanno dai Death Cab for Cutie ai Bloc Party e ai Rooney. Mentre era in onda (fu trasmessa dal 2003 al 2007 per quattro stagioni), la serie ha vinto 15 premi di diverso genere, ottenendo nel complesso 21 nomination.

Quindi nel 2007 lo sceneggiatore avvia due nuove produzioni: Gossip Girl e Chuck. La prima, creata per il network The CW con la sceneggiatrice Stephanie Savage ed ispirata all’omonima saga di libri della scrittrice americana Cecily von Ziegesar, racconta di un gruppo di ricchi ragazzi dell’“Upper East Side” di New York negli Stati Uniti e delle loro vicende sentimentali e professionali, i cui segreti sono rivelati su Internet da una misteriosa blogger che si fa chiamare appunto “Gossip Girl”. La serie, trasmessa dal 2007 al 2012, è costituita da sei stagioni ed ha vinto venti diversi premi su 35 nomination. La seconda, creata per il network NBC con lo sceneggiatore Chris Fedak, narra di Charles “Chuck” Bartowski, un normale ragazzo che vive a Burbank nella Contea di Los Angeles, in California negli Stati Uniti, e che lavora in un negozio di elettronica come tecnico informatico. Durante l’episodio pilota, Chuck riceve una strana mail da un ex compagno di college: una volta aperta la mail, egli viene investito da una fulminea sequenza di immagini apparentemente priva di significato, per poi crollare a terra addormentato. Nei giorni successivi egli incontra due agenti speciali, Sarah Walker della “CIA” e John Casey dell’“NSA”, ed è allora che gli viene rivelato ciò che gli è accaduto: nella sua mente è stato scaricato l’“Intersect”, un futuristico e immenso database governativo contenente centinaia di informazioni su terroristi ed organizzazioni criminali ricercati in tutto il mondo. Da questo momento, vista l’impossibilità di rimuovere il database dalla sua mente, viene stabilito che Chuck rappresenta una fondamentale risorsa per il governo, e i due agenti sono quindi assegnati alla sua protezione. Negli episodi successivi Chuck collaborerà con essi alle svariate missioni che dovranno affrontare, aiutandoli a risolvere i casi e riscattandosi nella vita personale. Sono presenti anche in questa peculiare storia, immersi nella continua variazione di toni, alcuni dei temi ricorrenti dell’autore come, tra gli altri, la diversità, la relazione tormentata e la risoluzione di problemi in apparenza irrisolvibili. La serie, trasmessa dal 2007 al 2012, è costituita da cinque stagioni ed ha ottenuto nove diversi premi, tra i quali due Emmy, su 28 nomination. Nel 2009 realizza quindi per il network The WB Rockville CA, un altro teen-drama la cui storia è ambientata nella città di Rockville, in California, e segue le vicende di un gruppo di amici ventenni che gestiscono un bar, mentre sono alle prese con i problemi di tutti i giorni. Vista l’insufficienza di audience, la serie è stata conclusa con la prima stagione, senza ottenere alcun premio.

L’autore ha anche realizzato alcuni film per la televisione. Tra il 2010 e il 2011 egli si divide tra i ruoli di sceneggiatore, regista e produttore per tre produzioni: Ghost Angeles del 2010 per il network NBC, una sorta di fantasy di cui sarebbe dovuto essere sceneggiatore, regista e produttore, mai andato in onda; Hitched del 2010 per il network The WB, una commedia sulle vicende di una coppia appena sposata, di cui è uno dei due sceneggiatori e produttori; e Georgetown del 2011 per il network ABC, un film drammatico basato sulle vite delle persone che lavorano per i potenti broker di Washington, di cui è uno dei produttori. Successivamente nel 2015 crea e produce, in collaborazione con Stephanie Savage, anche il tv-movie Broad Squad, un film drammatico (ispirato ad una storia vera) che racconta la vicenda delle prime quattro donne che arrivarono a diplomarsi all’Accademia di Polizia di Boston nel 1978. Risale invece al 2012 il suo esordio alla regia di un film (di cui è anche produttore, ma su una sceneggiatura altrui) per il cinema: si tratta di Fun Size, una commedia che racconta le disavventure di Wren, una ragazza e di tre suoi amici per ritrovare il fratello più giovane (di cui è la babysitter), scomparso tra la folla nel giorno di Halloween, prima che sua madre lo scopra. Il film ha avuto critiche negative e non ha vinto nessun premio.

Josh Schwartz ha anche prodotto alcune serie televisive create da altri autori, sempre con la collega Stephanie Savage. Nel 2011 producono il medical drama Hart of Dixie creato da Leila Gerstein, la cui storia narra di Zoe Hart, una dottoressa di New York che viene assunta in una clinica privata nella fittizia città di Bluebell, in Alabama negli Stati Uniti: la protagonista si adatterà quindi a vivere e a lavorare nella nuova realtà completamente diversa da quella di New York. La serie, in onda dal 2011 al 2015 per quattro stagioni, ha vinto un premio su quattro nomination. Sempre nel 2011 c’è The Carrie Diaries, creato da Amy Harris per The CW, il prequel di Sex and the City, ispirata ai romanzi della scrittrice americana Candace Bushnell: essa racconta gli anni dell’adolescenza durante il liceo di Carrie Bradshaw (protagonista anche della serie originale) la quale riflette sulle prime esperienze sentimentali e sessuali. La serie, in onda dal 2013 al 2014 per due stagioni, ha avuto quattro nomination a diversi premi, ma senza vincerne nessuno. Nel 2013 viene prodotta la serie drammatica Cult, creata da Rockne S. O’Bannon di nuovo per The CW. La storia racconta dell’indagine personale condotta dal giornalista Jeff Sefton per scoprire chi abbia a che fare con l’improvvisa scomparsa (che si rivelerà poi essere un rapimento) di suo fratello Nate: verranno quindi alla luce inquietanti connessioni tra uno show televisivo di grande successo, dal titolo “Cult”, ed una sorta di misteriosa setta che sembra essere formata da fan ossessionati dallo show, che rapiscono chiunque stia in qualche modo danneggiando la reputazione della serie, dimostrando di essere disposti a tutto purchè essa continui ad andare in onda. A causa degli scarsi ascolti (dovuti probabilmente alla stranezza ed alla complessità della trama), la serie ha avuto una sola stagione della durata di tredici episodi. Nel 2015 produce la serie drammatica The Astronaut Wives Club, creata dalla collega Stephanie Savage per ABC ed ispirata all’omonimo libro della scrittrice americana Lily Koppel. La storia racconta le vicende delle mogli del gruppo dei “Mercury Seven”, il gruppo formato dai sette astronauti scelti dalla “NASA” per le prime missioni spaziali. Anche questa produzione è stata conclusa con la prima stagione, formata da dieci episodi, a causa degli ascolti insoddisfacenti. La serie ha avuto una nomination ad un premio, ma senza vincerlo. Nel 2014 egli ha anche prodotto (insieme a Stephanie Savage tra gli altri) due film per il cinema con altrui regia e sceneggiatura. Il primo è il film drammatico Un amore senza fine (Endless Love), scritto e diretto da Shana Feste, ed è la storia di un ragazzo e di una ragazza di diversa estrazione sociale che s’innamorano e che cercano di avere una relazione, benchè sia osteggiata dai genitori di entrambi. L’opera ha vinto un premio. Il secondo è invece il documentario musicale No Cameras Allowed di James Marcus Haney, che mostra il lavoro e la preparazione dietro le quinte e sul palco di due band di folk rock, gli americani Edward Sharpe and The Magnetic Zeros (collaboratori in alcune produzioni televisive di Schwartz) e gli inglesi Mumford & Sons.

Attualmente Josh Schwartz sta lavorando a diversi progetti, due dei quali sono in corso ed altri quattro soltanto annunciati, in collaborazione con la collega Savage. Le due serie in onda dal 2017 sono la serie di fantascienza Runaways (per il network ABC) e la soap opera Dynasty (per il network CW). Runaways è uno degli ultimi progetti appartenenti al cosiddetto “Marvel Cinematic Universe” (“Universo Cinematografico Marvel”), cioè l’universo finzionale costituito dai film e dalle serie della Marvel Comics, che s’intrecciano costantemente. Ispirato all’omonimo fumetto del 2003 di Brian K. Vaughan e Adrian Alphona, è la storia di un gruppo di adolescenti i quali, dopo avere scoperto che i loro genitori sono in realtà membri di una nota organizzazione criminale, definita “Orgoglio”, decidono di allearsi nel tentativo di contrastare il male provocato dai famigliari. Dynasty è invece il remake della celebre soap opera del 1981, creata da Richard ed Esther Shapiro e trasmessa all’epoca da ABC (nel 1985 ebbe anche uno spin-off, The Colbys, cancellata dopo due stagioni per ascolti insufficienti): è la storia dell’antica rivalità tra due famiglie americane benestanti per il controllo di beni e di proprietà. Per quanto riguarda gli altri quattro progetti, si tratta di due serie, Misfits e Made in LA, e di due film, Monster High e 13 Minutes (per i quali ha scritto la sceneggiatura con Stephanie Savage). Il primo, Misfits, prodotto dal network ABC, è una serie di fantascienza, remake dell’omonima serie inglese del 2009, la cui trama concerne un gruppo di giovani che, in seguito all’esposizione a particolari sostanze chimiche, sviluppano inconsapevolmente determinati poteri. Il secondo, Made in LA, è una sitcom per il network ABC, la cui storia è ambientata a Los Angeles nel mondo della moda, e descrive la collaborazione tra due amici che cercano di avere successo nell’ambiente. Il terzo, Monster High, diretto da Ari Sandel, è una sorta di commistione di fantasy e di musical, la cui trama verte su un particolare liceo, chiamato appunto “Monster High”, frequentato nientedimeno che dai figli dei mostri. Il quarto, 13 Minutes, prodotto dal network online Netflix, è un thriller ispirato all’omonimo romanzo del 2016 della scrittrice inglese Sarah Pinborough, e racconta la storia di una studentessa del liceo la quale, dopo essere rimasta svenuta per circa tredici minuti in un lago ghiacciato, successivamente al suo risveglio si accorge che strani eventi iniziano ad accadere nella sua vita. Infine, per quanto concerne i premi vinti, Schwartz finora ha ricevuto nel 2004 una nomination al WGA (“Writers Guild of America”) per l’episodio pilota di The O.C., ma senza ottenere il premio.

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One Response to Serie tv: tutto sul grande Josh Schwartz, cantore dei drammi adolescenziali

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    Valeria Manicardi 17 Dicembre 2017 at 23:01

    Articolo ricco, approfondito e interessante