Pd, saltano le primarie per scegliere il segretario regionale

Nel Pd saltano le primarie in programma il 19 aprile prossimo per scegliere il nuovo segretario regionale. Pochi giorni fa l’incontro degli sfidanti al ruolo di numero uno regionale del partito si è concluso a favore di Paolo Calvano: “Nel Pd dell’Emilia Romagna si riparte tutti insieme. È stato un confronto molto proficuo – assicura l’interessato – utilizzando il metodo giusto c’è la possibilità di tenere insieme sensibilità diverse, a partire dalla valorizzazione delle forze più giovani”.

Calvano, classe 1978, già sindaco di Ostellato e segretario provinciale del Pd di Ferrara prima di essere eletto in consiglio regionale con 5.853 preferenze, ha messo d’accordo quindi i civatiani che avevano presentato Antonio Mumolo, i giovani turchi che guardavano alla modenese Giuditta Pini, i sostenitori dell’ex sindaco di Carpi Enrico Campedelli, ma soprattutto l’ala sinistra del partito a cominciare da bersaniani e cuperliani. “Nei prossimi giorni ci sono tutte le condizioni per la confluenza sulla candidatura di Calvano – hanno scritto Stefano Caliandro, Andrea De Maria e Enzo Lattuca – un congresso unitario sottolineerà le specificità del Pd dell’Emilia Romagna perché qui ci sono condizioni favorevoli a un lavoro di condivisione e di impegno unitario”.

Anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, festeggia un’unità che “può far bene anche a Roma. Tutti sanno quale sia la stima che ho per Paolo – dice Bonaccini. Ora tocca a lui per primo costruire le condizioni affinché un nuovo gruppo dirigente, anche generazionale, apra una nuova stagione di rilancio del Pd emiliano. Non c’è bisogno di contarsi ogni tre mesi”.
Sarà sicuramente un caso, ma da quando è arrivato Matteo Renzi alla guida del partito – proprio grazie ad una vittoria alle primarie – questo strumento di scelta degli organismi dirigenti o dei candidati è sempre meno in auge. I paradossi della “rottamazione”.

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