Parma, molti cittadini disertano la “Giornata della democrazia”

Uno slogan più roboante, “La Giornata della Democrazia”, non lo si poteva proprio trovare. Ma il rischio che la montagna ideologica preparata dalla giunta a 5 stelle di Parma partorisse un topolino in termini di risultati concreti era già insito nelle premesse.

L’assemblea andata in scena ieri al PalaRaschi doveva essere, nelle intenzioni, il primo passo verso una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica della città e alle decisioni dell’amministrazione comunale. Cinquecento parmigiani, metà dei quali sorteggiati (non pubblicamente) dai registri dell’anagrafe, l’altra metà scelti (sempre a sorteggio) tra 383 auto convocati, hanno discusso per una giornata intera intorno ad alcuni temi proposti dall’amministrazione. Sulla scorta, va precisato, di quanto emerso nel corso dell’ultimo anno in una lunga serie di assemblee di quartiere e di un sondaggio (duemila i cittadini votanti) sulle forme di partecipazione attiva alla politica locale.

Il primo problema riguarda i numeri, il secondo la sostanza. Dovevano essere 500, si sono presentati in 317 ai quali sono stati aggiunti dieci cittadini “osservatori”. Al termine della giornata, che ha visto la suddivisione in 34 gruppi per discutere di decentramento, nuovo statuto comunale e referendum, la votazione delle proposte finali è stata fatta da 193 persone.

Ma al di là della scarsa partecipazione, come si può definire “diretta” la democrazia relativa a un’assemblea di sorteggiati e autoconvocati che, fossero anche stati 500, non rappresenterebbero nemmeno il 3% dei cittadini di Parma? Senza dimenticare che il termine “democrazia” comprende anche la “forza”, la capacità di governo del “demos”. Però ieri non si è deciso nulla di vincolante per il Comune (e ci mancherebbe), sono state solo discusse e votate delle proposte. Sarà il consiglio comunale, unico organo elettivo e realmente rappresentativo, a vagliare e votare.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, come ha fatto dall’inizio alla fine della giornata il sindaco Pizzarotti, quello di ieri è stato un primo esperimento di coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica, peraltro pesantemente connotato politicamente vista la presenza massiccia di grillini in sala. I prossimi consigli comunali diranno molto sul significato dell’evento. Se le proposte selezionate da 193 parmigiani saranno giudicate intangibili dalla maggioranza a 5 stelle e vestite con il dogma della “volontà popolare” vorrà dire che l’esperimento è fallito prima ancora di iniziare.

Diversamente, questo potrebbe essere l’embrione di una gestione rivista del decentramento amministrativo, con il probabile e auspicabile ausilio del web visto che la giornata di ieri è costata dai 10 ai 15mila euro.

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2 Responses to Parma, molti cittadini disertano la “Giornata della democrazia”

  1. Pier 30 Settembre 2013 at 17:39

    Sarebbe utile conoscere chi ha pagato gli oneri della giornata

  2. Tesoretto 30 Settembre 2013 at 22:13

    Non saprei, possibile.
    Qui in Emilia spesso queste cose le pagano i cittadini.
    Vedi la segretaria di Bersani.