C’è Lingua e lingua

Dante, il padre della…lingua italiana

A Ravenna il festival dedicato al Divino Alighieri, padre di un’Eloquenza Volgare che usava per menar fendenti metaforici e lessicali, parafrastici ma anche paradisiaci (a seconda dei cieli) ai fetenti e non solo dei suoi tempi. Verso il settimo centenario della morte del Sommo Poeta, ironia della sorte, oggi impera il terminologicamente corretto o il dialetticamente scorrettissimo. Nella grigia terra di mezzo, o dei silenzi che gridano, la “Romanza” (o neolatina) sta cedendo ai neo-idiomi del web. E la lingua (intesa come muscolo) utilizzata a fini meno nobili. Crusca, se ci sei batti un colpo; torna a casa Lessi-co

Dante2021, il festival dedicato al padre della lingua italiana promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, torna a Ravenna dal 12 al 16 settembre (guarda il programma) con cinque giorni di incontri, spettacoli, concerti – tutti a ingresso libero – nei luoghi danteschi della città. Sul percorso verso il settimo centenario della morte del Poeta, il motto 2018 è “con l’animo che vince ogne battaglia” (Inferno XXIV, v. 53).

Con questo spirito l’ottava edizione della manifestazione rinnova il proprio impegno chiamando a raccolta studiosi, artisti, attori, musicisti e rappresentanti delle istituzioni, per coinvolgere un pubblico sempre più ampio e consapevole dell’influenza del lascito dantesco sulla lingua, sulla letteratura e sulle arti, non solo in Italia ma anche nel mondo.
Particolarmente significativa in questa chiave la partecipazione alla giornata inaugurale del professor Wen Zheng, dell’Università di Pechino, con una relazione sul ruolo dell’Alighieri nella crescente attenzione che la cultura e la lingua italiana stanno conquistando in Cina. Sul fronte musicale, giovedì 13 concerto-lezione di Michele Campanella ‘Il Dante di Liszt’. Il pianista sarà protagonista non solo di un concerto ma anche di un percorso alla scoperta, nelle note, del rapporto profondo fra Liszt e la Commedia (e altri autori della letteratura italiana), fonte d’ispirazione delle composizioni in programma a partire dalla Dante-Symphonie.

Il Festival, che alterna incontri e conversazioni a spettacoli a sfondo dantesco, presenta venerdì 14, in prima nazionale, ‘L’ultimo incontro (Dante e Francesca)’, pièce firmata dallo scrittore fiorentino Marco Vichi per la regia di Antonio Frazzi, protagonista Andrea Giordana. Sempre il 14 l’incontro con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che, sotto il riferimento dantesco “Europa dolce carco” (Paradiso XXVII, v.84), sottolineerà, conversando con il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, il rilievo internazionale della figura e dell’opera dantesca, nel quadro delle attuali e complesse prospettive europee, culturali e sociali.
René de Ceccatty, traduttore della Commedia in francese, e Cristiano De André riceveranno rispettivamente i premi ‘Dante-Ravenna’ e ‘Musica e Parole 2018’. (Ansa)

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