Laica devozione
La Ghiara? 400 anni e non sentirli

La Basilica della Ghiara in Reggio Emilia
I 400 anni di un tesoro del Seicento nato da un miracolo
Un anno di celebrazioni ed un nuovo impianto di illuminazione artistica.

L’edificio, con i suoi capolavori, è tratto distintivo di Reggio Emilia e compie quattro secoli di storia, con un fascino unico e una forza intatta che non cessano di attrarre pellegrinaggi di fede e viaggi d’arte. Il prossimo anno sarà celebrato il IV Centenario dell’inaugurazione del Tempio, la consacrazione e l’apertura al Culto, che coincise con la traslazione al suo interno dell’immagine miracolosa: la Vergine in adorazione del Bambino. In programma, accanto alle celebrazioni liturgiche, una grande mostra, un ciclo di convegni e conferenze, video e produzioni per diffondere conoscenza, interesse e nuova attrattività di questo luogo splendido e della sua città.

Basterebbe il numero – 400 anni – per dire che si tratta di un bel cammino fatto insieme. Le cifre dicono tanto, ma non tutto. Per comprendere al meglio il significato, che per Reggio Emilia hanno la Madonna della Ghiara e la Basilica che ne custodisce la sacra immagine, serve prima di tutto visitare questo magnifico Tempio e sostare in raccoglimento nel suo inarrivabile silenzio, nella sua atmosfera quieta e intima, nonostante la grandiosità del luogo. E poi guardare e vedere: lasciarsi portare in alto dalla meraviglia, dalla potenza degli affreschi delle volte e delle cupole, sorrette dagli archi e dai pilastri nell’armonia perfetta della croce greca in cui l’edificio è ordinato. Ancora guardare e vedere intorno, le pale d’altare anch’esse stupende, anch’esse – paiono – “impegnate a sorreggere” la grande narrazione biblica che si dipana lassù. Opere irripetibili di maestri inimitabili: Guercino, Carracci, Tiarini, Luca da Reggio, Spada, Gavassetti, Talami, Orsi-Bertone…

La Ghiara è un unicum.

Luca Vecchi sul palco di FestaReggio rivela in anteprima a Dario Vergassola il ricco e fitto calendario mariano

In questa chiesa c’è tutta la meraviglia del Seicento. Federico Zeri, in occasione dei restauri di fine Novecento svolti con la sua consulenza scientifica, la definì la Cappella Sistina del Barocco emiliano. Quanto basta, a chi viaggia per lavoro o turismo, per scendere alla Stazione Av Mediopadana e fare visita a questo incanto, magari dopo aver ammirato la cupola del Duomo di Parma affrescata un secolo prima dal nostro Correggio o le volte gotiche vertiginose della Basilica di San Petronio a Bologna, il Romanico del Duomo di Modena e di quello di Piacenza.
La Ghiara è un tassello fondamentale, nel mosaico dell’arte e dell’architettura emiliane e italiane. Ma non solo questo.
In Ghiara c’è Reggio Emilia. La sua storia, la sua vita quotidiana, la sua comunità, il suo modo di essere, trovarsi e fare festa, potremmo dire il suo modo di pregare ed esprimere la fede, la sua umanità che si incontra con il soprannaturale, accanto ai frati Servi di Maria che, chiamati dalla Comunità reggiana, si insediarono nel 1313 e qui sono ancora oggi.

La Ghiara – che si fregia del titolo di Basilica minore ed è legata alla Basilica papale di Santa Maria Maggiore in Roma, dove spesso si reca Papa Francesco – è anche un Tempio civico, uno status anch’esso importante, rafforzato dal fatto che la titolarità della proprietà dell’edificio è del Comune. E’ cioè un tempio di tutta la città, di ogni reggiano che, credente o non credente, qui può trovare un luogo che lo accoglie, lo ascolta, lo aiuta a ritrovare se stesso.
Questo luogo è storia e identità dei reggiani, che si sono formate nei secoli senza perdere un’anima profonda e, nel tempo senza soluzione di continuità, hanno stratificato il nostro profilo antropologico di popolo umile e allo stesso tempo unico nella capacità, con la propria forza collettiva, di imprese fuori scala: la Ghiara, poi il teatro Municipale e in epoca contemporanea la Stazione dell’Alta velocità, imprese pubbliche realizzate, in epoche diverse, con lo straordinario protagonismo del popolo reggiano.
Con convinzione e impegno, il Comune di Reggio Emilia è parte del Comitato promotore delle Celebrazioni del IV Centenario della traslazione dell’immagine miracolosa della Madonna della Ghiara e della consacrazione della Basilica, avvenuti nel 1619.

Desidero ringraziare gli altri membri del Comitato promotore, con le istituzioni cittadine ed il Comitato scientifico, la Fabbriceria laica del Tempio e l’Ordine dei Servi di Maria per il lavoro in favore delle Celebrazioni e l’operato quotidiano nel segno della Ghiara.
Proponiamo un programma di eventi di significativo valore, che lega approfondimento culturale, storico, artistico e religioso ad azioni divulgative e ad altri eventi culturali di Reggio Emilia, oltre che all’esplorazione delle potenzialità attrattive della Ghiara verso nuovi visitatori; e con la Ghiara, la città intera con le altre sue emergenze storico-artistiche e culturali, ed il suo territorio. In questo anche l’ente Destinazione Turistica Emilia, che unisce Reggio a Parma e Piacenza, potrà assere d’aiuto. La mostra dedicata alle Pale d’altare ispirate alla Madonna della Ghiara e il nuovo impianto di illuminazione della Basilica saranno fra le azioni più rilevanti.

Le Celebrazioni richiedono una forte partecipazione della città. Perciò, sin da ora, invitiamo tutti a costruire insieme questo evento, che durerà quasi tutto il prossimo anno, ci chiama in causa e ci aiuta a riflettere sul nostro passato per guardare con maggiore consapevolezza e speranza al nostro futuro.

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