Tra (sop)palco e (sur)realtà: stasera ai Musei Civici il non-evento culturale dell’anno. Con CAP e thedotcompany

In programma un assortito e assorto potpourri di silenzi e assenze (si discuterà di nulla, di senso del nulla e di nulla senza più senso), ma anche letture poetiche, non-sense musicali, performance art, videoproiezioni teatrali e interviste telefoniche: oggi (dalle ore 21.30) nella struttura comunale di via Spallanzani 1, centro di Reggio Emilia. Cartellone “Restìo 2018”, circuito Off-shore, rassegna Vola Alta Parabola. Con la partecipazione della cooperativa asociale “La Dimora di Abramović”, del collettivo “Rochi ma buoni”, della factory 7.0 “Speriamo che piova” e dell’associazione “Reading che ti passa”

Non un sabato qualunque, non un sabato italiano. Questa sera (sabato 21 luglio – ndr), ore 21.30, nel cortile interno dei Musei Civici di Reggio Emilia, nell’àmbito di “Restate 2018 – Museo sotto le stelle”, andrà in scena lo spettacolo cosmicomico “Gorgia on my mind” (rassegna Vola Alta Parabola), ossia un’arruffata abbuffata di sofismi, solecismi, silenzi e assenze.

Per celebrare il 50° di “Super-Eliogabalo” di Arbasino, il 100° de “Il ritorno di Casanova” di Schnitzler e il 150° de “L’idiota” di Dostoevskij. A mezzanotte, poi, ricorderemo i due mesi esatti dalla scomparsa di Philip Roth, con un narr-attore che reciterà alcuni passaggi del “Lamento di Portnoy”. Ma anche per festeggiare il 3° compleanno della casa editrice reggiana Thedotcompany, torta e brindisino inclusi offerti dalla compagnia di colporteurs itineranti “Reading che ti passa”.

Momento clou della serata, l’installazione vivente (performance art) dal titolo “Marina non c’è, ma non serba rancore”, a cura della cooperativa asociale “La Dimora di Abramović”.

Una serata di letture dal buco della narratura (a cura del collettivo afono “Rochi ma buoni”), monologhi (CAP Conference di 5 minuti ciascuna: attenersi perditempo) e strumenti in azione dal vivo (pianoforti a muro in onore dell’a-mur di Lacan, tappeti di violini per nascondervi sotto la polvere, flauti magici che si son messi di traverso, sax dritti e zitti, chitarre a 7 corde e 9 vite, batterie di pentole al litio, kazoo nostri e didgeridoo loro), con letture scelte a caos e presentazione impassibile di idee impossibili, di prosopopee improponibili e di ospiti impresentabili ma tutto sommato sobri.

Inoltre ci saranno collegamenti telefonici in diretta con alcune personalità incomprese della cultura, movida e torcida reggiana (in collaborazione con la neonata factory “Inchiostri della domenica nei chiostri di San Domenico”).

In più, la proiezione “integrale” (maxi-scherno al Plasmon offerto dall’Academiuta d’la Crusca) dell’opera teatrale “Pinocchio” di Carmelo Bene, a quattro mesi dalla pubblicazione della legacy edition di “Burattino senza fili”, storico concept album di Bennato.

Funzionerà un nutrito bookstop e un parco aperidopocena a seguire.
Ingresso libero, uscita obbligatoria (a spinta).
Ideazione, areazione e allestimento by CAP The Captain.

PALCO “OSCENICO” è l’anagramma di PSICO-CENACOLO

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