Prosa civile e di regìa

Un teatro di Prosa che punta sulla regìa, sull’impegno civile, sui grandi classici, sia nelle versioni più tradizionali, sia in quella rivisitate, ma sempre senza stravolgerne il senso, la Stagione 2018 – 2019 della Fondazione I Teatri è un grande affresco di quanto accade nel teatro di parola in Italia, con alcuni importanti ritorni, con spettacoli tra loro molto diversi e con un finale internazionale e inatteso, che farà sognare tutti.

Teatro di regìa, si diceva, per la presenza di nomi del calibro di Mario Martone, Valerio Binasco, Arturo Cirillo e Alessandro Serra. Martone porta quel rivoluzionario Tango Glaciale (15, 16,17 e 18 novembre) che lo aveva visto nel 1982 con gli esponenti di Falso Movimento, il collettivo di artisti che in quegli anni cambiava la storia della sperimentazione teatrale italiana. Valerio Binasco conduce gli spettatori all’assalto della grande tradizione comica italiana, affidata a un’inedita coppia di interpreti: Natalino Balasso e Michele Di Mauro in Arlecchino di Carlo Goldoni (4 e 5 dicembre), Arturo Cirillo porta La Scuola delle Mogli di Molière (15, 16 e 17 febbraio), una commedia che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Alessandro Serra è un regista già affermato e con Macbettu (6, 7, 8 e 9 marzo – miglior spettacolo UBU 2017 – Premio ANCT 2017 (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro) – s’incunea in un crocevia: da un lato le intuizioni geniali del Macbeth di Shakespeare, dall’altra l’ispirazione del regista di fronte al Carnevale barbaricino. Macbettu, in sardo con sottotitoli in italiano, valica i confini della Scozia medievale per riprodurre un orizzonte ancestrale: la Sardegna come terreno di archetipi, orizzonte di pulsioni dionisiache.

Quella di portare I Miserabili (18,19,20 gennaio) sulle tavole di un teatro di prosa – scrive Luca Doninelli, che cura l’adattamento del romanzo per lo spettacolo diretto da Franco Però e interpretato dal grandissimo Franco Branciaroli – è un’impresa sicuramente temeraria: millecinquecento pagine che appartengono alla storia non solo della letteratura, ma del genere umano”. Un’altra grandissima è Maddalena Crippa in MATILDE e il tram per San Vittore (29 e 30 gennaio), dal libro di Giuseppe Valota Dalla fabbrica ai lager, una storia di donne e di Resistenza, che andrà in scena a pochi giorni dalla ricorrenza della Giornata della Memoria; arriva la compagnia di Luca De Filippo (5 e 6 febbraio) con Questi Fantasmi, il capolavoro di Eduardo, nella regìa di Marco Tullio Giordana.

Il teatro civile è quello di Marco Martinelli e Ermanna Montanari con Va Pensiero (22, 23 e 24 marzo), testo ispirato ad un fatto di cronaca accaduto in provincia di Reggio Emilia: un vigile urbano di che si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa. Torna Davide Enia con L’Abisso, in un cui attinge ai suoi Appunti per un naufragio (Premio Mondello 2018) per raccontare la grande tragedia contemporanea degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo. E poi il grandissimo ritorno di Alessandro Bergonzoni (14 e 15 marzo) con il suo ultimo Trascendi e Sali e il nuovo spettacolo di Angela Finocchiaro, che con Ho perso il filo, inaugura la Stagione (2,3 e 4 novembre). Due fuori abbonamento da segnarsi fin da ora: Fratto_X del geniale performer Flavio Rezza (9 novembre) e Bells&Spells (3 e 4 maggio), con cui Victoria Chaplin e Aurelia Thierree, figlia e nipote di Charlie Chaplin, con il loro circo sognato concludono la Stagione.

Nuovi abbonamenti da sabato 30 giugno

Biglietti in vendita online dal 4 settembre e dal 19 settembre in biglietteria.

Share This Post

GoogleRedditBloggerRSS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *