Ritorno alle origini? Tra Prampolini e Smith, la seconda vita di Sicrea e Boorea. Intervista a Luca Bosi

Un Luca Bosi podista alla Dieci km di Radio Deejay

Una nuova generazione di cooperatori di cui Luca Bosi, presidente di Sicrea e Boorea, è tra i capofila (e non a caso ha approfondito gli studi di etica filosofica in quel di Parma) si è affacciata da tempo all’orizzonte della presuntamente nuova cooperazione. Che ha di certo voltato pagina e cerca di riprendersi un ruolo da protagonista nei numeri, a partire dai fatturati e dai soci.

Non sappiamo se “nuova” nei metodi ma certamente negli uomini anche perché la crisi dal 2008 ad oggi ha falcidiato una raffica di coop edili che avevano fatto la storia e l’economia non solo della loro provincia originaria, quella reggiana; parliamo ad esempio di Unieco, Coopsette e Coop Muratori Reggiolo, ed i vertici di allora in qualche modo, ammesso e non concesso avessero la maggior parte delle responsabilità dovevano pagare per tutti.

Ed infatti da una parte nasce Boorea, 19 anni fa, per promuovere i valori della cooperazione internazionale ma anche della cultura e della giustizia sociale, dall’altra la storia di Sicrea, iniziata ai primi del ‘900, si è oggi trasformata in una realtà articolata in diverse società che affronta il mercato dell’edilizia non più e non solo sul piano meramente costruttivo ma gestisce anche un “tesoretto” spesso utilizzato per le cugine minori in difficoltà.

Ecco la video-intervista a Luca Bosi:

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