Albertina Soliani all’attacco del “salvinismo” alla presentazione del Festival di Resistenza

Salvini desnudo

“Si stanno confrontando cultura ed ignoranza”, per fortuna almeno non siamo ancora allo scontro aperto. Così risponde a 7per24 l’ex senatrice Dem Albertina Soliani, oggi presidente dell’Istituto Cervi, durante la conferenza stampa di presentazione della 17° edizione del Festival teatrale di resistenza (sotto, il programma), alla domanda se il progressivo passaggio dal buonismo piddino al cattivismo salviniano rischiasse di racchiudere in sé i germi di un clima lasciato alle spalle oltre 70 anni fa.

“Il punto è come siamo arrivati fin qua, prima ancora di rappresentare un’atmosfera lontana nei tempi – dice ancora la presidente – come sia stato cioè possibile che il linguaggio politico sia solo quello mirato a controllare le percentuali di elettorato e non più quello rivolto a risolvere i problemi. Quando non si riescono o non si vogliono dare risposte, in questo sì la memoria corre indietro nel tempo, si cerca di schedare e controllare”.

“Ciò che però colpisce ancora di più – continua la Soliani – è l’assoluto silenzio che c’è attorno a quanto sta avvenendo. E in questo ci sono le responsabilità attuali dei colleghi di maggioranza dei 5stelle, che stanno per essere fagocitati dalla Lega Nord e quelle storiche della sinistra e recenti del Pd che non hanno trovato adeguate risposte alle richieste del Paese consegnandolo nelle mani di questo Governo”.

Albertina Soliani

Giunge alla diciassettesima edizione il Festival Teatrale di Resistenza, rassegna di teatro civile contemporaneo che anche quest’anno porterà in scena, dal 7 al 25 luglio 2018 nel parco del Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), sette compagnie di rilievo nazionale individuate sulla base del Bando di Concorso uscito a febbraio, che ha visto la partecipazione di oltre 100 produzioni da tutta Italia.

Come nelle passate edizioni, il debutto coincide con la storica data del 7 luglio, 58° anniversario dei Caduti del 7 luglio 1960, mentre la premiazione delle Compagnie vincitrici ha luogo il 25 luglio, nella serata di rievocazione della storica pastasciutta antifascista della famiglia Cervi. Due date storiche che definiscono il perimetro e i rimandi del Festival di Resistenza, nato ed ispirato dal legame tra i Cervi e i Sarzi, teatranti girovaghi, la cui permanenza nella casa dei Campirossi contribuì ad avviare l’antifascismo alla Resistenza.

All’interno di questa cornice storica, le serate del cartellone mettono in scena sul palco di Casa Cervi 7 spettacoli di Teatro Civile attenti alle questioni del tempo presente e all’attualizzazione dei temi e dei valori fondanti della Resistenza. L’Istituto Cervi rinnova anche così, attraverso il Teatro, la sua intensa progettualità, sia di ricerca, che educativa: particolare attenzione è rivolta alle giovani generazioni, guardando al tema centrale della memoria e ai valori di libertà, democrazia, uguaglianza che hanno animato la famiglia Cervi e che sono elementi essenziali di ogni forma di vita civile, solidale, da ricordare e difendere ancora oggi.

Se è vero che il Teatro oggi svolge un ruolo nodale e spesso anche di ‘supplenza’ nel parlare dei grandi temi sociali e civili, mettendone in evidenza gli aspetti più nascosti e le contraddizioni, pensiamo che il Festival di Resistenza continui a dare un contributo importante a questo tipo di riflessione, mettendo in scena e valorizzando alcune tra le più interessanti espressioni del teatro civile italiano contemporaneo.

Anche in questa nuova edizione, si avvicenderanno 7 Compagnie, individuate fra le numerose che ogni anno partecipano da tutta Italia alla selezione. Saranno, tra gli altri, il Teatro dell’Elfo, Scena Verticale con Saverio La Ruina, Alice Conti di Ortika Teatro, a mettere in scena incontri di mondi, dialoghi difficili ma inevitabili fra culture diverse, lotte per il lavoro e i diritti, delle donne e delle popolazioni colpite dal terremoto, fino agli effetti della globalizzazione sulle piccole storie di cui sono ricchi i territori. In molti casi si tratta di micro-storie che riflettono i tempi che viviamo, restituendoci uno spaccato del presente, ma anche di sogni, ideali, desideri, tensioni verso possibili mondi migliori. Sono dunque spunti di riflessione quelli che nascono dal Teatro e dal Festival, che anche quest’anno si ripropone come luogo di elaborazione, di incontro, e anche – non va dimenticato – di intrattenimento e convivialità.

Un taglio nuovo avranno i momenti del dopo-spettacolo con le degustazioni di prodotti tipici offerti dalle aziende del territorio: questi momenti consolidati dall’incontro informale tra pubblico e artisti, si strutturano quest’anno come vere e proprie conversazioni con le compagnie al termine degli spettacoli, attraverso la conduzione di ‘voci autorevoli’, e cioè di esperti del teatro, della ricerca e della cultura, in un intreccio costante con il pubblico, nell’ambito degli incontri conviviali dal titolo: “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano le Compagnie”.

Sempre presente rimane lo sguardo e l’impegno del Festival – anche questo civile ed etico – alle sinergie e alla circuitazione di progetti di carattere civile e di memoria: entrano in programma due spettacoli fuori concorso, ospitati in una rassegna del territorio curata dal Comune di Castelnovo di Sotto, ed un appuntamento successivo, ad ottobre, nell’occasione della settimana della cultura, grazie alla sinergia, ormai storica, con la Rassegna Ermo Colle.

Le tante suggestioni e stimoli che usciranno dal Festival saranno riproposte sul sito www.istitutocervi.it dove sarà possibile, seguire la rubrica, nata già nella scorsa edizione, “Sotto la Grande Quercia. Appunti dal Festival, riflessioni, interviste, approfondimenti” a cura di Raffaella Ilari.

Il Festival è ideato e promosso da Istituto Alcide Cervi insieme a Cooperativa Boorea, con il sostegno di Pro.Ges. e il patrocinio di: Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Provincia di Parma,Comune di Reggio Emilia, Comune di Parma e Comune di Casalmaggiore. Il Festival è reso possibile grazie alla collaborazione e al contributo di: Festival ErmoColle, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Arci Parma, Indiosmundo, Associazione Culturale dAi Campi Rossi, Strada dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa.

Il programma del Festival è inserito nella rassegna Restate 2018 del Comune di Reggio Emilia.

Il Programma

Ad inaugurare la 17^ edizione del Festival, nel 58° Anniversario dei Caduti di Reggio Emilia, sabato 7 luglio alle ore 21.30, la compagnia PuntoTeatroStudio con “SOTTO I GIRASOLI” per la regia di Isabella Perego, con Davide Del Grosso, Francesco Errico e Andrea Lietti.

“Sotto i girasoli” è una riflessione molto attuale sulla guerra, su tutte le guerre. Augusto, Carmine e Federico sono tre ragazzi costretti a partire per la guerra, dove insieme alle armi portano la loro amicizia e l’amore per la vita, sentimenti che resistono nonostante il procedere incessante degli eventi. È così che la fragilità che emerge dall’incontro fra i giovani protagonisti dello spettacolo e la guerra si trasforma in una piccola fiamma di umanità e di speranza, che contribuisce a motivare un popolo in difficoltà a rialzarsi, nonostante tutto, e a ridare un senso alla vita.

Al termine dello spettacolo, per il ciclo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia”, l’incontro con Gigi Dall’Aglio, regista, attore, autore teatrale. Degustazione dei prodotti dell’Azienda Agricola “I Sapori delle Vacche Rosse” (Reggio Emilia).

Mercoledì 11 luglio (ore 21.30) il secondo spettacolo in concorso: “ITALIANESI” di e con Saverio La Ruina per la compagnia Scena verticale, con le musiche originali eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco.

Quella dei soldati e civili italiani rimasti prigionieri nei campi di concentramento in Albania, vittime della dittatura insediata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, è una tragedia dimenticata. Lo spettacolo la affronta dal punto di vista del dramma vissuto dai figli di militari italiani nati in Albania dopo la guerra, e cresciuti nei campi di prigionia, fra due patrie, senza vera identità nazionale. Il protagonista di questa storia nasce e vive in uno di quei campi, sottratto alla sua patria e col sogno della sua altra patria lontana, dov’è invece tornato suo padre. Il racconto che si srotola nella rappresentazione prende spunto da fatti accaduti: è raccontato al plurale, per rendere la pluralità di altre storie uguali. “Italianesi è uno spettacolo sulla dittatura, sull’oppressione, un enorme spaccato storico, colto però in una chiave minimalista, come a esorcizzare i toni della tragedia osservandola con occhi perennemente infantili”.

Al termine dello spettacolo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Iefte Manzotti, studioso di storia contemporanea. Degustazione dei prodotti della Fattoria “Nonno Contadino” (Reggio Emilia).

Venerdì 13 luglio (ore 21.30) va in scena“LE SORELLE PROSCIUTTI. UNA STORIA VERA” di Teatri Reagenti con Francesca Grisenti ed Eva Martucci, regia di Massimo Donati e musiche originali di Davide Zilli.

Lo spettacolo mette in scena la vicenda di un paese e di una vallata del parmense, quella di Langhirano, dove una piccola azienda di produzione di prosciutti diventa nel dopoguerra il rinomato prosciuttificio Fassoni. Ma la rincorsa di lontani modelli economici, la trasformazione industriale fagocitata dalla globalizzazione, la produttività fine a se stessa trasformano gli antichi saperi in un confuso ricordo, trascinando tradizioni e rapporti interpersonali. Il prosciuttificio realizzato con sacrificio dal partigiano Leonildo seguirà cosi all’inizio del nuovo millennio il destino di molte altre piccole aziende a conduzione familiare. Quella che non si perde però è la speranza, di continuare “a fare del buon prosciutto” guardando a nuovi modi di produzione e ripensando il lavoro.

Al termine dello spettacolo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Raffaella Ilari.

Degustazione dei prodotti dell’Azienda Vitivinicola Ferretti Vini (Campegine – Reggio Emilia).

Domenica 15 luglio, sempre alle ore 21.30, il Teatro dell’Elfo presenta “LA MOGLIE. VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UN SEGRETO” di e con Cinzia Spanò, regia di Rosario Tedesco.

Lo spettacolo si ispira alla vita di Laura, la moglie del fisico Enrico Fermi, nel periodo da lei trascorso a Los Angeles durante la seconda guerra mondiale dove era stata costretta a scappare per le leggi razziali. Proprio in quegli anni, il ‘Progetto Manhattan’ coinvolge suo marito Enrico neĺla messa a punto della bomba atomica. La lacerazione dell’uomo di scienza diviso fra conoscenza e potere è restituita dal punto di vista della moglie, che si deve misurare con il lato oscuro del marito e con eventi che cambieranno la storia.

Al termine dello spettacolo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Lorenzo Belardinelli, curatore di rassegne teatrali. Degustazione dei prodotti dell’Azienda Agricola “I Sapori delle Vacche Rosse” (Reggio Emilia).

Lunedì 16 luglio ore 21.30 va in scena il quinto spettacolo in concorso “L’ESTRANEA DI CASA” della compagnia Kuziba Teatro, regia e drammaturgia di Raffaella Giancipoli, con Raffaella Giancipoli.

È la storia di Luminitja, insegnante rumena che parte per l’Italia, suo malgrado, per fare la badante. Intorno alla sua vicenda si intrecciano anche le storie dell’anziana signora da badare, di sua figlia e del marito di Luminitja, rimasto in Romania. Lo spettacolo interroga e si interroga sul ruolo delle badanti, sulle loro storie, sulle aspettative che hanno nel futuro, dicendoci anche che il loro non è solo un lavoro, ma una modalità dell’esistenza attraversata dalla sospensione.

Al termine dello spettacolo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Adriano Engelbrecht, attore, musicista, curatore della rassegna Ermo Colle. Degustazione dei prodotti dell’Azienda Latteria Sociale “La Grande” (Castelnovo di Sotto, Reggio Emilia).

Giovedì 19 luglio ore 21.30 “CHI AMA BRUCIA. DISCORSI AI LIMITI DELLA FRONTIERA” di Ortika – Gruppo Teatrale Nomade, con Alice Conti. Ideazione e regia di Alice Conti. Testo di Chiara Zingariello.

“Chi ama brucia” è uno spettacolo sui ‘campi di accoglienza’ per migranti stranieri, che nasce come sviluppo delle interviste originali a lavoratori ed ex reclusi di un C.I.E. italiano (Centro di identificazione ed espulsione per stranieri). È anche uno spettacolo su come il teatro sia in grado di comunicare ad un ‘vero’ pubblico i risultati di una ricerca scientifica, e di come esso si nutra ‘di ciò che realmente accade nel mondo, della contemporaneità’, e del dovere che si assume di illuminare ‘gli angoli oscuri’ della vita e del mondo facendosi carico di questioni destinate spesso all’indifferenza.

Al termine dello spettacolo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Vincenza Pellegrino, sociologa dei processi culturali, Università di Parma. Degustazione dei prodotti dell’Azienda“La Valle del Miele” (Gattatico, Re).

Sabato 21 luglio ore 21.30 Alessandro Blasioli porta in scena l’ultimo spettacolo in concorso: “QUESTA È CASA MIA. DOLOR HIC TIBI PRODERIT OLIM” scritto, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli.

“Questa è casa mia” è il racconto del terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 9 aprile 2009 dal punto di vista di una famiglia aquilana. Ma è soprattutto il racconto dell’amicizia che nasce fra due vittime della potenza della natura, Paolo e Marco, che ci restituiscono la cronaca del dopo terremoto, con gli hotel della costa e le tendopoli. L’ineluttabilità degli eventi naturali viene riletta da un punto di vista nuovo, che non risparmia le responsabilità dell’uomo, delle scelte politiche, amministrative e di gestione dell’ambiente.

Al termine dello spettacolo “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Tullio Masoni, critico. Degustazione dei prodotti dell’Azienda Vitivinicola Ferretti Vini (Campegine, Reggio Emilia).

La serata conclusiva del Festival di Resistenza si svolgerà mercoledì 25 luglio alle ore 20,00, durante la serata della Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi. Alle ore 21 la cerimonia di premiazione del Festival, con l’assegnazione del Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria alla compagnia vincitrice, l’assegnazione del Secondo Premio alla Compagnia seconda classificata e l’assegnazione del Premio del Pubblico, che promuove un maggior coinvolgimento del pubblico nelle serate del Festival, sottolineando quell’aspetto di aggregazione che ne costituisce una delle caratteristiche fondanti.

SPETTACOLI in collaborazione con il Comune di Castelnovo di Sotto

Martedì 17 luglio alle ore 21.00, va in scena al Parco Rocca Castelnovo Sotto (Reggio Emilia): “MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI” – tratto dal libro di Giacomo Mazzariol “Mio fratello rincorre i dinosauri” (Ed. Einaudi, 2010) – di Christian Di Domenico e Carlo Turati. Con Christian Di Domenico. La regia è a cura di Andrea Brunello.

La diversità rieduca lo sguardo, aiuta a ripercorrere le relazioni, a “vedere tutta la bellezza e l’amore che ogni essere vivente è in grado di ricevere e di dare. Senza pregiudizi e senza aspettative. Vedere e scegliere di amare”. La lettura del libro di Mazzariol è per il personaggio in scena l’occasione per cominciare un nuovo cammino, di riscoperta di se stesso e degli altri, della sincerità dei rapporti e del valore delle relazioni. Un cammino che si intraprende quando si è disposti a mettere in discussione i punti di vista che guidano le nostre vite e le nostre scelte, e a rispettare le cosiddette diversità in un mondo che non di rado le sbeffeggia con crudeltà, spesso – quando si tratta di ragazzini disabili – attraverso l’anonimato del web.

Martedì 31 luglio ore 21,00 (presso Parco Rocca Castelnovo Sotto, Reggio Emilia), il secondo e ultimo spettacolo fuori concorso in collaborazione con il Comune di Castelnovo di Sotto: LEI: LA SERVA PARLA di e con Magda Saba e Patrizio Pistonesi. Regia di Magda Saba.

La serva è Francesca, ed è la serva di casa Deledda. Da un’ambigua relazione con Andrea, fratello della celebre scrittrice Grazia Deledda, la serva rimane incinta. Ma le regole sociali la costringono, per tenere il bambino, ad emigrare. Lo spettacolo porta in luce la condizione della donna come amante, madre e artista. “LEI” è infatti contemporaneamente la serva e la padrona: la donna che difende la propria maternità e la donna che ha piena fiducia nel suo ruolo di scrittrice. Due volti del femminile, che cercano il riconoscimento negato dalla violenza di molti secoli. Un incontro immaginato rivela come alla fine le due donne siano unite da una stessa forza, che riporta alla Madre Terra, mentre la poesia si fonde con la storia e la scena si anima con danze, filastrocche e canti popolari.

Il territorio e i suoi prodotti

Anche in questa 17^ edizione al termine degli spettacoli vi saranno momenti di incontro del pubblico con le compagnie, con l’intervento le degustazioni allestite nell’aia del Museo dopo la rappresentazione degli spettacoli. Il Festival ripropone anche così il ruolo di socializzazione che ha sempre caratterizzato il teatro, mettendosi in relazione con la storia e soprattutto con la tradizione del teatro di stalla, che rappresentava nelle campagne un’occasione di festa, ma anche di conoscenza e di socializzazione. Saranno importanti aziende attive sul territorio e nell’enogastronomia a proporre i loro prodotti tipici alla degustazione del pubblico, promuovendo così la conoscenza del territorio, le sue ricchezze e quanto vi si produce. Grazie a: Azienda Agricola “Baiocchi” (Praticello di Gattatico, RE), Azienda “La Valle del Miele” (Gattatico), Cooperativa “Cantine Riunite” (Campegine), Azienda Latteria Sociale “La Grande” (Castelnovo Sotto), Azienda Vitivinicola “Ferretti Vini” (Campegine), Azienda Agricola “I Sapori delle Vacche Rosse” (Reggio Emilia), Fattoria “Nonno Contadino” (Reggio Emilia).

L’ingresso è a offerta libera. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al chiuso.

Durante le serate di spettacolo il Museo Cervi rimane aperto ai visitatori.

Dalle ore 19 alle ore 24, è disponibile il servizio di caffetteria e ristoro presso la nostra Osteria Campirossi, con specialità del territorio su prenotazione. Per prenotare: 347 3743765 oppure ristorazione@museocervi.it

La giuria del Festival è composta da: Lorenzo Belardinelli, Maurizio Bercini, Stefano Campani, Gigi Dall’Aglio, Tullio Masoni, Vincenza Pellegrino, Giuseppe Romanetti.

Per tutta la durata del Festival sarà possibile seguire sul sito dell’Istituto Cervi la rubrica di approfondimento ““Sotto la Grande Quercia. Appunti dal Festival, riflessioni, interviste, approfondimenti” a cura di Raffaella Ilari.

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