Si cresce…indagine unindustriale sui primi tre mesi produttivi reggiani del 2018: +1,8%

Secondo i risultati dell’Indagine trimestrale di Unindustria Reggio Emilia, gennaio-marzo 2018, la produzione industriale ha registrato +1,8% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Si confermano gli spunti di miglioramento dei mesi precedenti, anche se la dinamica complessiva rimane più debole di quella delle ultime rilevazioni. Le dichiarazioni degli intervistati segnalano comunque il permanere di un’intonazione positiva.

In aumento l’attività commerciale nel primo trimestre 2018. L’andamento delle vendite ha registrato una crescita del +4,8% nel confronto annuo.

Si conferma positiva la dinamica del fatturato interno (+2,6 su base annua), che segnala un risveglio della domanda domestica, soprattutto di beni d’investimento, si rafforza anche il contributo del canale estero +9,7%.

L’occupazione industriale nel primo trimestre 2018 segna una crescita dell’1,5%.Le prospettive per l’immediato sono favorevoli: gli ordinativi aumentano stabilmente (+11,3%9, sia dal mercato interno che dall’estero), il livello delle scorte di magazzino è basso e le aspettative delle imprese reggiane sono orientate in senso positivo.

“I dati confermano la fase espansiva avviata nel 2017 – commenta Mauro Severi, Presidente di Unindustria Reggio Emilia – Confortano i buoni segnali sul versante dell’occupazione, coerente con i tassi di utilizzo più elevati degli impianti e con investimenti in accelerazione da alcuni trimestri. In uno scenario indubbiamente positivo, occorre tuttavia richiamare qualche cautela. Non possiamo dare per scontato che nei prossimi mesi siano garantite le condizioni eccezionalmente favorevoli che ci hanno permesso di uscire dalla crisi: cresciamo meno della maggior parte dei paesi europei e siamo esposti a maggiori rischi a causa dell’alto debito. Le misure protezionistiche degli USA rischiano di danneggiare l’industria reggiana, fortemente vocata all’export e con una bilancia commerciale ampiamente positiva. A livello politico, sul fronte interno, c’è bisogno di un’iniezione di realtà e verità: le riforme che stanno funzionando come Industria 4.0, che premia le aziende che investono in innovazione, e il Jobs Act, che contribuisce ad avviare i giovani al mondo del lavoro, vanno preservate e portate avanti. Inoltre dobbiamo offrire all’Europa contenuti e idee per crescere. I fondi di coesione, parliamo di centinaia di miliardi di euro, devono servire per realizzare infrastrutture ed aumentare la competitività delle nostre imprese ”.

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