Caro estinto e “mischiato”

Un risarcimento perché le ossa dei parenti defunti sono state perse e mischiate durante un’estumulazione: è stato il Tribunale civile di Bologna a disporlo, dando ragione in una causa a un cittadino che era contrapposto alla società che ha in appalto i servizi cimiteriali della Certosa. 

Alle spese, il risarcimento supera i 100mila euro, dovrà contribuire anche il Comune perché non avrebbe monitorato adeguatamente l’operato della concessionaria, secondo il giudice Alessandra Arceri, che definisce inoltre “approssimative e disattente” le modalità usate per estumulare le salme, conservate in una cappella storica del cimitero.

La vicenda nasce nel 2013. Le ossa, come accertato da una perizia di un antropologo, sono state spostate in cassette di zinco e 20 su 23 salme conservate nella cappella sarebbero state mischiate tra loro. Dei resti di due gemelli morti neonati si sarebbero perse le tracce.

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