Tuca tuca…

È stata presentata a Bologna nella sede della Regione Emilia-Romagna, la XIII edizione di Fotografia europea, il festival interamente dedicato alla forma d’arte che più di altre comunica e interpreta la complessità della società contemporanea, in programma a Reggio Emilia, dal 20 aprile al 17 giugno 2018. Curata da Walter Guadagnini, promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e alla Regione Emilia Romagna, Fotografia europea 2018 ruota attorno al tema “Rivoluzioni – Ribellioni, cambiamenti, utopie”.

Fotografia Europea – ha detto l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti -, è un appuntamento centrale nel panorama culturale della regione: una vetrina delle ultime tendenze con tematiche di attualità, in questo caso dei grandi momenti di ribellione che dal ‘68 in poi hanno contraddistinto il nostro tempo”.

“Fotografia Europea 2018 – ha aggiunto Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia – cresce ancora, riconfermando Reggio Emilia capitale italiana con gli Stati Generali della fotografia che, per il secondo anno consecutivo, si celebreranno nella città del Tricolore. Sarà un momento di cultura alta ma anche di socialità e di incontro, di confronto sui diversi significati di cosa si intenda con il termine ‘rivoluzioni’”.

Davide Zanichelli, presidente della Fondazione Palazzo Magnani, ha evidenziato come “quest’anno sia stata particolarmente perseguita la coerenza al tema, in modo da offrire al visitatore spunti, suggestioni e riflessioni sull’idea di Rivoluzione, declinandola necessariamente al plurale. In questa fase della vita delle società occidentali, dove le parole subiscono un logoramento sempre più intenso e finalizzato ad un consumo indistinto, portare rigore semantico soprattutto grazie all’immagine e ai filtri dell’autore e del curatore sembra impresa ardita. Quest’anno Fotografia Europea ci prova, offrendo una declinazione estesa e, insieme, precisa di tutto ciò che si è proposto e si propone come ribellione, cambiamento, utopia, in tanti aspetti della vita culturale, sociale e artistica del nostro tempo”.

“Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi – si è chiesto Walter Guadagnini, direttore artistico del Festival – insieme e al di là del tradizionale reportage? E soprattutto, che significato può avere oggi il termine rivoluzione, in un mondo complesso, segnato da squilibri sociali sempre più marcati e dalle grandi migrazioni, fattori che minano la stabilità di intere aree geografiche e culturali? Chi è il rivoluzionario, oggi ? Difficile figurarsi l’epica di Che Guevara riportata nell’attualità, nel momento in cui il mito rivoluzionario è diventato icona funzionale ad ogni uso: forse anche in questo caso è necessario ripensare non solo le immagini, ma l’immaginario collettivo del mondo odierno”.

Il programma di Fotografia europea si estenderà in luoghi inediti, difficilmente aperti al pubblico in occasioni espositive, come quelli dell’imponente Banca d’Italia, del Battistero e del Palazzo del Vescovado, della liberty Villa Zironi e dell’edificio ad uso commerciale in via San Rocco. Un modo per riscoprire spazi solitamente chiusi e poter apprezzare il valore del patrimonio storico e architettonico della città. E’ inoltre confermata la presenza di Nina Zilli ad animare la serata inaugurale del 20 aprile.

Palazzo Magnani
Un ideale percorso attraverso il programma di Fotografia europea 2018, prende avvio da Palazzo Magnani. Qui si tiene la mostra “Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)”, curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo – docente di sociologia all’Università di Torino – che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. Un percorso che presenta materiali poliedrici e alcuni scatti di importanti fotografi tra cui Angelo Frontoni e Paola Mattioli, compiendo, in cinque ricche sezioni, una puntuale analisi socio-culturale di un pezzo di storia dirompente e rivoluzionaria: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?

Palazzo da Mosto
Palazzo da Mosto propone una molteplice offerta, con tre progetti espositivi. Il primo è un omaggio a Joel Meyerowitz, grande maestro della fotografia contemporanea, che ha un legame particolare con il nostro Paese, al punto da viverci buona parte dell’anno. L’esposizione, dal titolo Transitions, 1962-1981, curata da Francesco Zanot, presenta oltre 120 opere che ripercorrono i principali passaggi del lavoro e della vita del fotografo americano, nell’arco del decisivo ventennio iniziale della sua carriera. La mostra intende evidenziare e approfondire il suo ruolo rivoluzionario in campo fotografico: tra i primi a fare del colore un elemento essenziale del suo linguaggio artistico negli anni Sessanta e Settanta, Meyerowitz è anche uno dei massimi protagonisti della street photograpy. Il secondo progetto Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Piero Cavagna e Laura Gasparini, rilegge alcuni dei momenti cruciali della storia del Novecento attraverso una serie di volumi fotografici tra i più importanti mai realizzati, appartenenti alla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Si potranno ammirare alcuni dei photobook più significativi in relazione ai temi della rivoluzione, della protesta e delle utopie sociali e religiose che hanno caratterizzato il secolo scorso. Tra questi, gli straordinari volumi prodotti dai regimi totalitari del Novecento, come il Comunismo, il Fascismo e il Nazismo.

La proposta di Palazzo da Mosto si chiude con In/Finito. Un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici, promosso in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Compagnia Aterballetto, che presenterà alcuni scatti inediti del grande fotografo di moda Toni Thorimbert. L’idea progettuale si fonda sul mettere a confronto la dimensione – effimera per definizione – della performatività del corpo con la sua rappresentazione fotografica, che fissa per sempre un singolo istante. Due diversi modi di pensare il corpo, di metterlo in dialogo non solo con lo spazio e il tempo, ma anche con l’occhio dello spettatore.

L’Iran ai chiostri di San Domenico
Ai Chiostri di San Domenico, la mostra “A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision”, curata da Reza Sheikh col coordinamento di Germana Rivi, presenta le immagini di 9 autori iraniani, tra cui Ahmad Aali, Shadi Ghadirian, Gohar Dashti, che testimoniano l’evoluzione della fotografia iraniana, da una documentazione sociale a un approccio concettuale. L’omaggio al paese mediorientale, continua con una serie di scatti di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) realizzati in Iran tra il 2005 e il 2008 che indagano un territorio dalla storia millenaria in cui coesistono tracce dell’antica Persia e dell’industrializzazione, dell’influenza occidentale e della rivoluzione islamica.

Banca d’Italia
In Banca d’Italia troveranno spazio le committenze che caratterizzano, come ogni anno, il Festival reggiano: progetti inediti, pensati e commissionati specificamente per il Festival, in relazione al tema “Rivoluzioni” che quest’anno ne connota i contenuti. Il Direttore artistico Walter Guadagnini ha coinvolto due importanti artisti: Mishka Henner e Francesco Jodice.

Mishka Henner, fotografo belga/inglese, insignito nel 2013 dell’ICP Infinity Award for Art in New York, ha ideato un progetto/installazione di grande impatto visivo ed emozionale: il visitatore si troverà immerso in una dimensione inaspettata, tra le onde di mari e oceani, senza comprendere fino in fondo a cosa sta assistendo. Lo spazio espositivo sarà trasformato in una finestra verso il mondo, in perenne “allerta” in quanto attraverso di esso si scruteranno i mari per intercettare segnali di pericolo imminente.

Francesco Jodice invece si inserisce in un percorso innovativo. Da questa edizione, una delle tradizionali committenze seguirà una nuova modalità, capace di mantenere viva l’attenzione sul Festival anche oltre le sue date di svolgimento. A Jodice è stato chiesto di sviluppare, sul concept “Rivoluzioni”, un progetto articolato nel corso di un anno intero, presentando per step, attraverso workshop e incontri, il suo lavoro “in fieri” e coinvolgendo in modo più ampio la città e gli appassionati. Il lavoro sarà esposto nell’edizione successiva di Fotografia Europea e come quello di Henner entrerà a far parte del patrimonio fotografico della città nella Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Spazio San Rocco
Allo Spazio San Rocco, Clément Cogitore presenta Braguino o la comunità impossibile, un progetto artistico che unisce cinema, fotografia e video arte, a cura di Diane Dufour e Léa Bismuth. L’artista francese si è recato nel 2016 a Braguino, dal nome della famiglia che vive in alcune capanne di legno disperse nella profonda taiga siberiana a 700 km da qualsiasi presenza umana. Cogitore ha voluto scoprire il mistero della scelta di un uomo, Sacha Bragin, che decise di risiedere in quel luogo con la sua famiglia per più trenta anni, sperando di vivere in pace, nell’autarchia più completa, e di costruire un modello di vita autosufficiente. Molto rapidamente, tuttavia, questo paradiso diviene la scena di un conflitto aperto tra due famiglie – una arrivata successivamente – incapaci di vivere insieme.

La Sinagoga
La Sinagoga – sede espositiva di grande fascino e valore storico – ospita Iconic China il lavoro più recente di Luca Campigotto: un racconto del suo lungo viaggio in Cina che inizia con la ricerca di un passato mitico e arriva al presente caotico delle megalopoli. Le fotografie sono l’immagine dell’anima di un paese in cui straordinari orizzonti futuristici di città, proiettati nel futuro, si fondono con tradizioni e atmosfere che si estendono indietro migliaia di anni.

Villa Zironi
Nella liberty Villa Zironi si rende omaggio a Lorenzo Tricoli, artista milanese recentemente scomparso, con The Archive you Deserve, il suo lavoro più complesso. Si tratta di un archivio composto da ritagli di giornale, libri, stampe fotografiche e riviste, raccolti lungo un periodo di svariati anni, cui occasionalmente venivano aggiunte anche immagini provenienti dal web. Il processo consisteva nell’accumulare, catalogare, fare un inventario delle immagini e dei ritagli e quindi archiviare. The Archive you Deserve rappresenta una versione delirante e mutevole, basata su documenti reali, della recente Storia d’Italia. La mostra è a cura di Federica Chiocchetti – The Photocaptionist.

Battistero e Palazzo del Vescovado
Elio Ciol, uno dei grandi maestri della fotografia italiana, è il protagonista, nelle sedi del Battistero e del Palazzo del Vescovado, della mostra Il soffio della storia. Per la prima volta la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla entra nel programma del Festival con una proposta fotografica di grande qualità, in luoghi carichi di suggestione che divengono temporaneamente espositivi. L’artista friulano presenta alcune delle sue serie più famose, tra cui quelle sulle rovine delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Lapis Magna, quelle dense di poesia dei suoi paesaggi lirici ed evocativi e, infine, quella straordinaria sul conterraneo Pier Paolo Pasolini.

Spazio Gerra
La storia, tutta italiana, del Fotoromanzo sarà al centro dell’approfondimento proposto allo Spazio Gerra. La mostra, curata da ICS – Innovazione Cultura Società, ripercorrerà oltre trent’anni di questo fenomeno culturale di massa, una delle tante piccole “rivoluzioni” silenziose che, per la frivolezza e apparente ingenuità sentimentale che esprimeva, è stata generalmente sottovalutata dagli storici della cultura e dal mondo intellettuale. Oltre a fotografie e materiali provenienti da diversi archivi pubblici e privati, sono in mostra cineromanzi e materiali del Fondo Zavattini della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. E’ infatti proprio da un soggetto di Cesare Zavattini, tra i pochi autori a intuire le potenzialità di questo genere a cavallo tra fotografia, cinema e fumetto, che trae ispirazione la produzione di un nuovo fotoromanzo contemporaneo ambientato nel presente e pensato per i social network, in particolare per Instagram, dove verrà diffuso quotidianamente per un intero mese a partire dall’apertura della mostra, come un moderno feuilleton.

Piazza Scapinelli
Il nuovo Spazio U30CINQUE (di Piazza Scapinelli) ospita tre mostre, a cura di Daniele De Luigi, dedicate alla fotografia emergente, promosse dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito delle politiche di sostegno della creatività giovanile, in collaborazione con GAI – Associazione per il circuito dei Giovani Artisti Italiani, Circulation(s), Festival de la Jeune Photographie Européenne di Parigi e Photobiennal di Brighton e con BJCEM – Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, cofinanziate da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e da Anci. Activism è la open call di Giovane Fotografia Italiana giunta alla sesta edizione che presenta le ricerche di sette artisti, selezionate tra i 136 progetti candidati, da una giuria internazionale composta da Carine Dolek, Shoair Mavlian e Daniele De Luigi, per un’indagine sui modi di usare l’immagine fotografica come forma di attivismo, creando dispositivi di visione alternativi e stimolando la nostra coscienza critica, civile, politica.

La mostra è realizzata con il contributo di Reire Srl. Saggio sulla cecità è una riflessione a tre voci, prodotta in occasione della 16^ Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, attraverso il lavoro di Federica Landi, Emeric Lhuisset, Ana Catarina Pinho, sul fenomeno migratorio. Energia Potenziale è la ricerca, frutto della residenza artistica svolta a Reggio Emilia, dedicata dal duo Calori & Maillard alle ex Officine Reggiane e ai ponti di Calatrava in cui le artiste, attraverso la performance, la scultura e la fotografia, costruiscono un’ironica allegoria delle forze del potere politico ed economico che attraversano le rivoluzioni sociali, culturali e tecnologiche della storia.

Spazio ex Aci in via Secchi
Lo Spazio ex Aci di via Secchi 11, accoglie cinque di questi sei progetti: Umberto Coa, Nicolò Panzeri, Simone Sapienza, Andrea e Magda, Danila Tkachenko. Con Non dite che siamo pochi, Umberto Coa costruisce una storia di finzione, che fa riferimento a eventi reali e che si sviluppa all’interno dell’insurrezionalismo anarchico. La storia si basa sulle fotografie e sui documenti prodotti e raccolti da tale MB, un personaggio d’invenzione, durante 15 anni di militanza all’interno dell’ala dura del movimento.

Nicolò Panzeri riflette nel suo lavoro Feed us sul tema dell’alimentazione e su come l’uomo abbia plasmato l’industria alimentare a sua immagine e somiglianza. Partendo da una fase di ricerca sul piano storico, economico e sociale, Charlie surfs on Lotus Flower di Simone Sapienza è una riflessione personale, attraverso metafore e simboli, sulla società vietnamita, circa quarant’anni dopo la storica vittoria dei Vietcong contro gli Stati Uniti.

Il duo Andrea e Magda documenta, con Birth of Utopia, la nascita di Rawabi, il primo insediamento della Cisgiordania, appositamente costruito per i Palestinesi e costruito a 9 chilometri da Ramallah e a venti da Gerusalemme. Rawabi è nata da un’idea dell’imprenditore palestinese-americano Bashar Masri è una città utopica e, al tempo stesso, un progetto immobiliare privato.

Il progetto Motherland di Danila Tkachenko è stato realizzato in alcuni villaggi abbandonati nelle campagne della Russia, in cui gli oggetti e le strutture non sono più funzionali e non possono essere restaurate. Il lavoro dell’artista russa analizza lo stato di abbandono delle comunità rurali russe, iniziato con il processo di collettivizzazione del 1928-1937.

Galleria Parmeggiani
Alla Galleria Parmeggiani, Francesca Catellani propone Memories in Super8, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, una serie fotografica che si focalizza sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti in Italia e in Europa nel decennio tra 1970 e 1980, ovvero quello degli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla rinascita degli anni ’80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa.

Biblioteca Panizzi
Lo straordinario patrimonio conservato dalla Biblioteca Panizzi si apre per mostrare, nella sede della Biblioteca, l’archivio fotografico con l’esposizione dal titolo di Stanislao Farri, l’utopia dell’archivio a cura di Laura Gasparini e Monica Leoni. Archivio acquisito dall’istituzione reggiana dal 1995 in più lotti fino al 2007, costituito da 170.000 pezzi tra negativi e positivi, in grado di illustrare l’attività professionale e di ricerca in ogni campo della storia locale, di uno dei maggiori esponenti della scuola reggiana di fotografia.

Circuito Off
Anche per la sua XIII edizione Fotografia Europea sarà arricchita dal Circuito Off, un grande evento collettivo, una vetrina creativa per professionisti, semplici appassionati ed emergenti che con un programma di oltre 300 esposizioni ed eventi indipendenti e autogestiti, promossi da gallerie, associazioni, soggetti pubblici e privati, disseminati nel territorio cittadino e provinciale animeranno le giornate di apertura del festival e i fine settimana successivi, in una proposta ricca e articolata.

Incontri, conferenze, workshop, visite guidate e spettacoli
Animeranno anche quest’anno le giornate di apertura del festival e i fine settimana successivi fino al 17 giugno, in una proposta ricca e articolata per scoprire il mondo della fotografia e approfondirne vari e interessanti aspetti. Tanti i relatori, fotografi e non, che si alterneranno sul palco di Fotografia Europea. Tra gli incontri, molto atteso l’appuntamento con il sociologo e giornalista bielorusso Evgenij Morozov, esperto di nuovi media e dei loro effetti sulla società, per una visione rivoluzionaria della tecnologia.

Due poi gli spettacoli in programma con produzioni originali e site specific dedicate alla magica unione tra fotografia e musica, che animeranno le serate di venerdì e sabato. Tra gli eventi in programma tornano anche le Letture Portfolio alla Biblioteca Panizzi, organizzate quest’anno in collaborazione con Cortona On The Move nell’ambito del “Sistema Festival Fotografia”, la rete nata tra i festival di fotografia italiani di cui Fotografia Europea e Cortona On The Move fanno entrambi parte.

Photo editor ed esperti del settore a livello nazionale e internazionale il 21 e 22 aprile saranno a disposizione di fotografi, professionisti e non, già noti o emergenti, per visionare il loro lavoro e dispensare consigli e suggerimenti. I lettori di quest’anno sono Monica Allende (GetxoPhoto), Fabio Castelli (Mia Photo Fair, Milano), Giovanna Calvenzi (Donna Moderna), Lucy Conticello (Le Monde), Carine Dolek (Festival Circulation(s), Parigi), Renata Ferri (Io Donna, AMICA), Elisa Medde (Foam Magazine), Maysa Moroni (Internazionale), Marina Paulenka (Organ Vida), Arianna Rinaldo (Cortona On The Move), Enrico Stefanelli (Photolux, Lucca).

Al termine delle letture la giuria, presieduta da Fabio Castelli e composta dai lettori presenti, decreterà i 3 migliori portfolio, che verranno pubblicati sul sito di Fotografia Europea. Inoltre il primo classificato potrà vedere il proprio progetto esposto durante l’edizione 2019 di MIA Photo Fair di Milano.

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