Non solo medicine: il ruolo delle Fcr nella campagna di vaccinazione e il progetto “Reggio, città senza barriere”

Peppone, don Camillo… e il farmacista. Sindaco, parroco e “guaritore” (versione urbana e statica del dottore di campagna perlopiù su due ruote) sono stati i punti di riferimenti per decenni delle medio-piccole comunità padane della nostra provincia. Se per i primi due le cose non sono poi cambiate di molto (potere temporale e spirituale continuano a contendersi la gestione delle vicende umane), per il terzo invece, parente stretto di Ippocrate, ci sono state grosse trasformazioni, alle prese quotidiane com’è col settore più delicato della vita, ovvero la salute. Colpa della complessità bellezza, chiamala concorrenza o mercato che sia.

Egidio Campari, Direttore generale delle FCR

Egidio Campari, reggiano 69enne, Direttore generale delle FCR (le Farmacie Comunali Riunite, azienda speciale poliservizi del Comune di Reggio nate storicamente, non nella forma attuale, nel 1900) dal ’94 da quando cioè venne nominato dal cda e confermato per i successivi 8 mandati, non rimpiange certo gli scenari guareschiani ma sottolinea come la “situazione della Farmacia municipalizzata sia molto cambiata negli ultimi 20 anni. Oggi le Farmacie comunali affrontano gli stessi rischi economici delle Parafarmacie (le private, ndr), con le spese di gestione, del personale e degli immobili e non vivono più in regime di quasi monopolio come un tempo. Pensi che il rapporto anni fa era di 1/3 a nostro favore numericamente parlando, ed oggi non esiste certo. Dopo la legge Monti del 2012 infatti (che ha abbassato la soglia percentuale di cittadini entro la quale è possibile aprire un punto vendita farmaceutico, ndr), siamo ora alla pari. E ci contendiamo la clientela fifty-fifty. Alle prese, com’è giusto che sia, con la distribuzione diretta del farmaco da parte delle Asl considerando che l’Emilia Romagna è la regione italiana dove la distribuzione per conto (distribuzione del farmaco attraverso specifici accordi con le farmacie territoriali, pubbliche e private, ndr) è la più bassa d’Italia anche perché dalle nostre parti la Sanità pubblica funziona meglio che altrove”.

Le Farmacie comunali reggiane, con 270 dipendenti, sono ora 27 nel comune capoluogo Reggio Emilia, 11 in provincia ed una 30ina fuori provincia attraverso diversi tipi di gestione; Campari, le cose saranno anche cambiate ma voi, essendoci di mezzo anche la gestione pubblica, non potete certo chiudere i battenti: “Tutti i nostri conti sono sull’omonimo sito delle FCR (si chiamano così dal 1998, ndr) e l’ultimo pubblicato, quello del 2016 parla tutto sommato di alcune migliaia di euro di attivo. Consideri infatti che il nostro statuto e le tante convenzioni in atto prevedono non solo la distribuzione all’ingrosso attraverso il Magazzino di via Doberdò ma anche una serie di servizi socio-assistenziali agli adulti con disabilità ed agli anziani, anche domiciliare”.

La Presidente di FCR Annalisa Rabitti con il sindaco Luca Vecchi

Le FCR danno vita anche ad un bollettino-periodico “indipendente” dalla pubblicità ma sono soprattutto fondamentali nelle campagne di sensibilizzazione sanitarie in accordo con gli Enti locali ed il Ministero specifico: “Certo – continua Campari – svolgiamo un ruolo fondamentale nel campo della prevenzione e della corretta informazione sanitaria. Pensiamo al problema di chi diffonde assurde notizie sulla dannosità dei vaccini o su non meglio precisati complotti delle Multinazionali farmaceutiche ai danni dei cittadini. Eravamo riusciti negli anni a raggiungere un altissimo livello di debellamento di alcune malattie, grazie ad adeguate campagne di sensibilizzazione poi le trasformazioni multiculturali della società, la diffusione dei social-media con l’equiparazione di ogni contenuto e di ogni fonte ci hanno costretto a rialzare la guardia specie nel campo delle vaccinazioni. Ma, per esempio siamo al 70% di copertura delle vaccinazioni antinfluenzali delle categorie più a rischio e tra i primi nella Regione più vaccinata d’Italia, l’Emilia Romagna, per quelle obbligatorie”.

L’attuale Presidente delle Farmacie, Annalisa Rabitti, è anche la titolare del progetto “Reggio Emilia, città senza barriere”, che vuole contribuire al superamento delle barriere architettoniche (tutto ciò che ostacola alla mobilità ed all’accessibilità di ogni persona con disabilità: fisica, sensoriale, mentale) e mentali (cioè gli ostacoli di natura comportamentale e culturale, spesso prima causa di emarginazione e stigmatizzazione sociale) realizzando, attraverso una serie di iniziative che coinvolgono enti, associazioni e scuole nei campi della formazione, del lavoro, della mobilità e dell’accoglienza, un nuovo modo di pensare la città “per” e “con” la disabilità.

Come le dicevo – conclude Campari – le FCR che sono partner principale del Comune in questo progetto, negli anni hanno maturato una vocazione molto più complessiva, anche adeguandosi alle nuove esigenze della comunità, rispetto a quella originaria quando, nel secolo scorso, ci si limitava a somministrare i medicinali anche per conto delle Opere Pie educative e dei Brefotrofio  o della Congregazione di Carità. Per questo il nostro ruolo oggi è più attuale che mai”.

Share This Post

GoogleRedditBloggerRSS

One Response to Non solo medicine: il ruolo delle Fcr nella campagna di vaccinazione e il progetto “Reggio, città senza barriere”

  1. Fausto Poli 2 marzo 2018 at 00:15

    No VAX .