Parma (e un po’ Reggio) capitale della cultura 2020. La palma resta comunque in Emilia…

Sarà Parma la capitale italiana della cultura nel 2020. La città è stata scelta tra dieci candidate: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. L’annuncio della designazione è stato dato oggi – al termine dei lavori della giuria di selezione – dal Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, con una cerimonia pubblica nella sede del Mibact a Roma. Eravamo partiti con un po’ di scetticismo, ma questo è diventato un appuntamento importante, che ha reso possibile tante cose, soprattutto un percorso di crescita per la città che vince. E non solo per il milione che viene consegnato ma anche per tutti i progetti che gravitano intorno. In questo caso, la giuria ha scelto all’unanimità.

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha affermato: Sono più emozionato oggi delle elezioni. Mi avete lasciato senza parole. Il primo cittadino ha ricordato le altre finaliste emiliane – Piacenza e Reggio Emilia – a cui Parma è legata dall’associazione Destinazione turistica Emilia e con cui i progetti continueranno. Parma ci aveva già provato nel 2016 ma il titolo allora era andato a Pistoia.

Nella presentazione della candidatura l’Amminitrazione comunale, guidata dall’assessore comunale alla Cultura Michele Guerra, e il comitato scientifico (di cui hanno fatto parte anche Bernardo Bertolucci, Franco Maria Ricci che ha disegnato il logo e Giacomo Rizzolatti) ha puntato sui sette distretti socio-culturali, dislocati in diverse aree della città, che diventano spazi di creatività, riflessione, rigenerazione e innovazione. Nello specifico, trentadue progetti stretti attorno al claim ‘musicale’ della candidatura – La cultura batte tempo – e ad un ambizioso progetto pilota. Quattro i pilastri (cantieri, produzioni, rassegne ed esposizioni) per allargare la produzione culturale.

La motivazione per la vittoria parla di esempio virtuoso e di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale. I punti di forza sono in particolare la capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa. Il progetto, infatti, enfatizza un forte, attivo, coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare. Ma anche la presenza di un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana, integrazione sociale e produzioni cultuali con riferimento esplicito all’attivazione di distretti; un sistema di offerta culturale di ottimo livello realizzato con una esplicita attenzione ai giovani, all’integrazione tra discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale; e una forte capacità di infrastrutturazione culturale e di gestione dei sistemi di accoglienza e gestione della attrattività in vista della sostenibilità complessiva.

La città viene scelta ogni anno da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero che, per dodici mesi, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Nata nel 2014 a seguito del ‘Decreto Cultura’ e della proclamazione della città di Matera a capitale europea della cultura 2019, l’iniziativa ha, tra gli obiettivi, quello di valorizzare i beni culturali e paesaggistici e di migliorare i servizi rivolti ai turisti.

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