Casa d’altri e scritti nostri: alla Panizzi la mostra sul più importante scrittore reggiano del ‘900, Silvio D’Arzo

Fino all’8 aprile alla Biblioteca Panizzi la mostra “Il D’arzo ritrovato”, esposizione curata da Alberto Ferraboschi, responsabile degli Archivi contemporanei della biblioteca, e che attinge al ricco patrimonio del Fondo D’Arzo-Macchioni Jodi acquisito nel 2016, a corredo del vasto corpus documentale già posseduto in precedenza. Oltre ai documenti sulla vita di Ezio Comparoni, la mostra offre un’ampia testimonianza dei testi narrativi, critici e poetici della produzione darziana. La suddivisione proposta trova una corrispondenza nella varietà dei generi letterari con cui si è misurato l’autore, a partire dai manoscritti autografi e dattiloscritti: da Casa d’altri all’ampia prefazione del romanzo incompiuto Nostro lunedì. Di ignoto del XX secolo.

Nelle altre sezioni si trovano i racconti pubblicati su riviste e periodici, a partire dal 1940-41, e una selezione di poesie. Un altro capitolo testimonia l’intensa attività di Silvio D’Arzo nella letteratura per l’infanzia, sfociata nei testi – pubblicati postumi – Il pinguino senza frac, Penny Wirton e sua madre, Tobby in prigione e Una storia così.

Saggi e interventi di critica letteraria occupano un’altra parte dell’esposizione, conducendo il visitatore alla sezione conclusiva che presenta, per la prima volta, manoscritti inediti di opere incompiute (Androgeo Zurbaran, Adamo Kerps, Gec dell’avventura), testi preparatori di alcuni racconti ed esercitazioni letterarie dedicate alla Colonna infame del Manzoni e alla poetica di Tommaseo e Leopardi. 

 

         

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