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Quer pasticciaccio brutto de via Turri…un’anomala situazione immobiliare

Gente che abita nelle cantine, affittuari morosi per migliaia e migliaia di euro, sgabuzzini trasformati in monolocali abusivi ma dotati di regolare certificato di abitabilità: se si va a spulciare le carte delle vendite all’asta degli appartamenti in zona Turri – Paradisi, si trova ancora oggi di tutto e di più. Basta farsi un giro sul sito delle vendite giudiziarie per avere un quadro delle ombre che aleggiano ancora su quella parte di città.
In via Turri 43 si trova in vendita un appartamento in cui si sono accumulati debiti verso la gestione condominiali pari a 14.820 euro. Nella vicina via Turri 45 uno degli appartamenti in vendita ha una serie di difformità rispetto a quanto disposto dalla legge, tanto che secondo la perizia non c’è al conformità edilizia: ma la cosa che sorprende è che la casa è attualmente occupata e abitata nonostante non vi sia un impianto di riscaldamento funzionante. Infatti la struttura è staccata dalla rete del teleriscaldamento: possiamo immaginare che chi vi abita utilizzi altri sistemi (bombole a gas?), non proprio in linea con le misure di sicurezza. Inoltre Iren ha sospeso il servizio di acqua cada sanitaria per tutto il condominio: immaginiamo anche in questo caso quale possa essere la condizione in cui vivono gli inquilini.
In via Turri 41 troviamo un caso limite: è in vendita un appartamento che non può essere… un appartamento. “Si rilevano – si legge nella perizia – gravi difformità rispetto ai titoli abitativi, tali da costituire abusi sostanziali che privano l’immobile dei requisiti minimi igienico sanitari previsti dalle normative vigenti”. In pratica i proprietari, in barba alle leggi, hanno trasformato dei locali di servizio in un monolocale: ma è impossibile vivere in uno sgabuzzino riadattato alla bene e meglio, tanto che la perizia rileva che “l’immobile non può essere sanato come alloggio autonomo”. Ciliegina sulla torta? Il perito trova l’immobile, di appena 29 metri quadri, occupato da inquilini senza alcun titolo: affittato quindi in nero. Non osiamo pensare a cosa potrebbe accadere, in un contesto simile, in caso di incendio o di altri problemi seri. Ma non è finita qui, perché le ciliegine sulla torta sono due: questo evidente abuso edilizio, almeno così lo definisce la perizia, risulta essere dotato di certificato di abitabilità / agibilità rilasciato il 24 luglio 1978.
Un altro capolavoro al contrario si trova in un appartamento di via Paradisi 10. Al quarto piano c’è un appartamento sottoposto ad esecuzione forzata. Che fine abbiano fatto i proprietari non si sa. All’agenzia delle entrate non risulta che l’appartamento sia stato dato in affitto, anche se la ricerca è stata limitata ad uno solo dei due esecutati e non sul nome della moglie. In ogni caso, l’appartamento, che dovrebbe essere a rigor di logica vuoto, non lo è affatto. “Il bene oggetto della perizia – si legge nel documento – al momento del sopralluogo è risultato occupato da una persona adulta di origine cinese che si è qualificata come inquilino, la cui identità non è stata possibile accertare poiché non capisce l’italiano e lo parla pochissimo”. Ma non è tutto: “Per quanto è stato possibile riscontrare durante il sopralluogo (numero di letti, abbigliamento, scarpe) l’appartamento sembrerebbe essere occupato da diverse persone adulte con presenza anche di minori”. Chi sono questi fantasmi? Che lavoro fanno? Come vivono? Mistero.

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3 Responses to Quer pasticciaccio brutto de via Turri…un’anomala situazione immobiliare

  1. RICCARDA 20 gennaio 2018 at 17:49

    Mi si spieghi perché si é arrivati a questi scempio??
    Mi si spieghi perché la legalità è riservata solo agli italiani onesti??
    Mi si spieghi di chi sono le responsabilità??
    Risposte che non avrò mai perché troppo scontate!!

  2. duilio cangiari 21 gennaio 2018 at 11:33

    Si può dire che la strategia del Comune (Vicesindaco Matteo Sassi sostenuta anche dal precedente Sindaco Vicario Ugo Ferrari) di considerare il tema via Turri un fatto tra privati, ha portato la situazione ad un punto di degrado estremo? I problemi c’erano anche prima certamente ma vi era ancora una debole capacità di reazione di molti residenti definitivamente crollata dopo il distacco delle utenze. E’ mancato il sostegno ai cittadini non rassegnati e questo è intollerabile

  3. maura simonazzi 25 gennaio 2018 at 01:08

    ma chiedere i danni al Comune secondo voi? per chi ha dovuto svendere appartamenti in regola ma deprezzatissimi?