I nomi della rosa: il Pd "licenzia" i 10 papabili in corsa per il Parlamento. Con qualche sorpresa... - 7per24 | 7per24

I nomi della rosa: il Pd “licenzia” i 10 papabili in corsa per il Parlamento. Con qualche sorpresa…

Una rosa di dieci nomi da sottoporre prima agli iscritti e poi, dopo il via libera provinciale, alla direzione nazionale. E quella che è stata licenziata, l’altra sera, dalla direzione reggiana del Pd per la scelta dei candidati in vista delle elezioni del 4 marzo. Nella rosa dem ci sono i nomi del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, dei parlamentari uscenti Paolo Gandolfi, Antonella Incerti e Vanna Iori, cui si aggiungono il sottosegretario alla presidenza della Regione Andrea Rossi, la consigliera regionale Roberta Mori, i sindaci di Quattro Castella e Vezzano sul Crostolo, Andrea Tagliavini e Mauro Bigi, l’assessore di Sant’Ilario Licia Ferrari e il segretario del Pd di Carpineti Dario Bottazzi.

Nei giorni scorsi il Partito democratico aveva anticipato che si sarebbe trattato “di una lista composta da un numero di candidati più numeroso di quello realmente eleggibile e anche probabilmente di quello complessivamente candidabile, a disposizione della direzione nazionale”.

Sono in programma nove assemblee su “tutto il territorio provinciale, aperte non solo agli iscritti ma alla più vasta platea degli elettori del Pd. Un percorso di consultazioni su una rosa di candidati ma anche su proposte e idee per il Paese e per Reggio Emilia”, si legge in una nota dei democrat.

Di traverso si mette in consigliere comunale del Partito democratico, Dario De Lucia che, di recente, aveva paventato una sua corsa in caso di primarie. Che, com’era nell’aria, non si faranno. Anche per una questione di tempi. “Non ci sono le primarie ma una azione pilotata di nomi per definire chi sarà candidato per il Pd al Parlamento – scrive su Facebook De Lucia -. Tutta l’operazione di ‘consultazione’ degli iscritti per tutta la Provincia (siamo quasi 6.000 iscritti a Reggio Emilia) si svolgerà tra mercoledì, giovedì e venerdì, per dire quanto sia profonda la riflessione”.

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