Bandiera bianca
Pochi giorni al Tricolore…

Ancora pochi giorni al 221° anniversario del Primo tricolore.
Una festa che rischia di essere ancor più grigia del passato, tra transenne, scorte e autorità senza autorevolezza, peraltro ancora non note, un aspetto emblematico dell’imbarazzo in cui pare versare questa amministrazione.

I presupposti per un altro 7 gennaio vissuto nell’indifferenza di reggiane e reggiani ci sono davvero tutti.

Eppure, non mancavano le idee per trasformare l’anniversario del primo Tricolore in un’occasione di cambiamento e non nel solito stanco rito autoreferenziale del potere.

Reggio città aperta, da anni ormai, propone di festeggiarlo tra la gente, rimuovendo dalla piazza ogni transenna, metafora della distanza tra politica e cittadini, evitando i soliti e banali sermoni delle “autorità”, anche militari e religiose, rinunciando a pass e accessi riservati.

Invitare esponenti politici porta infatti inevitabilmente a invocare motivi di sicurezza: la Piazza dovrebbe invece essere aperta a cittadine e cittadini e alle realtà del volontariato e della solidarietà reggiana e non solo, cui consegnare il Primo Tricolore.

Sarebbe anche auspicabile leggere articoli della Costituzione salvata lo scorso anno dalla grande risposta popolare referendaria: un modo per conoscerla meglio e apprezzarla, assieme.

Inoltre, il primo tricolore può diventare un’icona da esporre in tutti i negozi del centro storico in via permanente, non solo il 7 gennaio, assieme a un opuscolo informativo che riassuma e promuova, finalmente, le nostre eccellenze turistiche e culturali.
L’opuscolo dovrebbe essere reperibile anche presso le due stazioni per indirizzare e offrire opportunità a chi arriva nella nostra città.

Ecco dunque le proposte, cui il nostro Comune non ha dato alcun ascolto.

Ecco perché, purtroppo, ancora una volta perderemo questa occasione: il primo Tricolore rischia di trasformarsi, tristemente, nella bandiera della resa.

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