Terzomondiali
Grazie Svezia

Parlare male in questo momento della Nazionale e del calcio italiano è troppo facile, non c’è gusto, è deontologicamente sbagliato, eticamente riprovevole, è come sparare sulla Croce Rossa. Ma a noi piace vincere facile, quindi eccoci qui. Due sole parole: grazie Svezia.

Grazie Svezia per averci dato l’opportunità di rifondare dalle scuole (calcio e non) uno sport nazionale morto ormai da diversi anni. Ora che pure il Papa si è pronunciato contro l’accanimento terapeutico, sarà tutto più semplice. Finalmente avrà un senso la parola progetto, metteranno un tetto all’invasione straniera nei nostri campionati, visto che i dirigenti non sanno resistere al fascino dell’esotico a prescindere dalla (non) qualità, metteranno dei paletti nelle formazioni giovanili, punteranno a una qualificazione maggiore dei tecnici. Vabbé, scusate, fantascienza. Come non detto.

Perciò grazie Svezia per averci dato un’opportunità che tanto non sfrutteremo, convinti di essere sfortunati, non scarsi da far piangere, di essere perseguitati dagli arbitri, convinti che un Insigne in campo o un Darmian spostato mezzo metro più in là avrebbero fatto la differenza.

Grazie Svezia per averci fatto apprezzare le doti di un commissario tecnico (Ventura chi?) capace di incendiare le già incendiarie velleità allenatrici di milioni di italiani, e incapace di fare l’unica mossa doverosa due minuti dopo la fine di Italia-Svezia: dimettersi.

E grazie Svezia per averci dato l’opportunità di smascherare un calcio noioso, pedante, mediaticamente sovraesposto, appesantito – casomai ce ne fosse bisogno – da trasmissioni e canali tematici su mercato (chissenefrega) e moduli tattici (chissenestrafrega), mortificato da campionati a 80 squadre e da una qualità ai minimi storici.

Infine grazie Svezia per aver portato alla ribalta il presidente federale, il nostro, per le mancate dimissioni, fermo restando che puntare il dito contro Carlo Tavecchio sarebbe un grave errore. Non si è insediato con un golpe o con una marcia sulla Figc, se non ricordiamo male, ergo sarebbe il caso di chiedersi chi l’ha votato. E soprattutto perché.

In attesa di risposte che non arriveranno mai, grazie Svezia per averci regalato l’opportunità di scoprire che anche senza l’Italia ai mondiali sarà una splendida estate. Persino migliore del previsto, garantito.

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