Un Pd bruciagrassi: appello degli “smilzi” Delrio e Fassino per l’unità del centrosinistra

Delrio, Fassino, due acque minerali (gassata e no) come massima concessione e il direttore di Telereggio Mattia Mariani

In queste ore gli appelli all’unità della sinistra in vista delle elezioni politiche si moltiplicano. Anche da Reggio, alla vigilia della direzione del Partito democratico, parte l’invito a lavorare a un’alleanza ampia di centrosinistra, basata sui “contenuti”, cioè sui punti programmatici che uniscono, mettendo da parte divisioni e rivalità.

A lanciarlo sono il ministro reggiano alle Infrastrutture Graziano Delrio e l’ex segretario dei Ds Piero Fassino, in città per presentare il suo libro “Pd davvero”, dedicato ai dieci anni di vita del Partito democratico. In sala ci sono tanti volti noti della politica reggiana, del presente e del passato. Ci sono, naturalmente, i vertici dem col segretario Andrea Costa e il suo vice Andrea Tagliavini; i parlamentari Maino Marchi e Vanna Iori. E poi il segretario organizzativo del Pd Andrea Rossi e l’assessore Valeria Montanari. Si vedono gli ex parlamentari Fausto Giovanelli e Alessandro Carri, ed ex esponenti della giunta Delrio come Ugo Ferrari e Iuna Sassi.

“Come sostiene anche Renzi, non abbiamo alternativa al campo largo di centrosinistra”, dice il ministro Delrio facendo notare che con Pisapia e con chi ha lasciato il Pd sono più i punti che “uniscono che quelli chi ci dividono”. Lo stanno a dimostrare le alleanze, su scala locale, tra Pd e Mdp. “Dobbiamo smettere di affliggere i nostri elettori con le divisioni”, chiosa il ministro. Sulla stessa lunghezza d’onda Piero Fassino che lancia anche un appello all’unità interna ai democrat: “Se dobbiamo lavorare con altri per unire, dobbiamo essere uniti noi”.

Inevitabile un commento sulle elezioni siciliane, dove la sfida si è giocata tra il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Delrio non ci sta a sentir parlare di sconfitta storica: “Davvero qualcuno si aspettava che la sinistra si affermasse in Sicilia?”. Fassino, invece, invita a guardare allo scenario mondiale: “Negli Stati Uniti ha vinto Trump, in Inghilterra ha vinto il referendum chi voleva portare la Gran Bretagna fuori dall’Europa… Il Pd vive la condizione del movimento progressista su scala mondiale”.

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