Spirito Steineriano: da Kandinsky a Cage

A Palazzo Magnani di Reggio Emilia la mostra Kandinsky->Cage indaga la dimensione spirituale dell’arte e il suo legame con la musica. Citando nel titolo due autori ‘popolari’, l’evento coniuga in realtà diversi artisti che, nel lasso temporale che separa Kandinsky da Cage intrattengono un intimo legame con la musica. Alla fine dell’ottocento, una diffusa esigenza di spiritualità ha rilevato l’importanza della componente interiore nel processo artistico.

Wassily Kandinsky fu autore di un saggio: Lo Spirituale nell’Arte, espressione della filosofia e della cultura che trova radici nella teosofia, che elogia l’importanza dell’assoluto nel lavoro dell’artista. In mostra opere figurative, grafiche e astratte tra le quali “Risonanza multicolore” dalle sfumature di colori che oscillano tra il giallo e il viola attraversate da geometrie sospese nello spazio d’aria colorata. Geometrie che tenderanno a svanire nelle ultime opere dipinte da Kandinsky, nelle quali le forme diventano liquide, perdono l’angolo e la linea retta quasi a simboleggiare il collasso di ogni forma di ordine. Marianne Werefkin (già protagonista di una mostra memorabile a Palazzo Magnani nel 2001) parlava del pensiero artistico come “rivelazione della vita in termini di colore”. La mente davanti alle sue opere supera il soggetto e si cala in una dimensione emozionale intensa, in empatia con l’inconscio dell’artista. Paul Klee definisce la condizione umana “la tragedia della spiritualità”, consapevole della dicotomia dell’essere umano, terreno e spirituale e per questo tragicamente incompleto. I colori stesi sulla juta lasciano respirare la tela, i loro confini sono passaggi labili, teneri che stimolano l’immaginazione irrazionale.

Oskar Fischinger fu il precursore del cinema d’animazione sperimentale per un cortometraggio che anticipò Fantasia di Walt Disney, nel quale le figure si muovono al ritmo del suono. La musica poi è ordine e caos nelle sculture di Fausto Melotti:opere leggere nelle quali l’autore trova la sintesi tra melodia e silenzio servendosi di partiture emozionali di linee, trame, aria. Giulio Turcato si contrappone a Melotti per il legame con la materia (la pittura). Il processo di Turcato ha a che fare con la smaterializzazione dell’opera e con il tentativo di liberare la pittura dalla sua forma perché diventi dimensione psicologica e trovi analogie con l’essenza della musica. Il jazz accompagna le pitture di Nicolas De Staël , nelle quali il colore non perde la sua matericità ma si stende sulla tela come se fosse musica, come se la geometria e il colore superassero la materia aprendo allo spirituale: sono opere che “non si sa dove vadano né da dove vengano”.

Sintesi del percorso è John Cage, autore di 4’33’’, opera nella quale i momenti di silenzio sono attesa, accoglimento di quello che deve accadere e che non si conosce. Le musiche e le immagini di Cage, affascinato dalla filosofia orientale, pongono lo spettatore in una dimensione di interiorità e silenzio, di intimo legame con la natura e la sua essenza. La sua è poetica infinita di surrealismo e rigore, di piccole cose e grandi significati.

Conosciamo gli spazi di Palazzo Magnani, e siamo consapevoli del potere dato alla mostra dal nome di Kandinsky. Non sottovalutiamo la possibilità di “fare suonare” le opere di ogni autore per scoprire che alcune sono davvero melodia, spirito ed esperienza di libertà per chi le guarda e si mette in ascolto.

Anna Vittoria Zuliani

Kandinsky->Cage

Musica e Spirituale nell’Arte

11 nov 2017-25 feb 2018

Palazzo Magnani

Reggio Emilia

www.palazzomagnani.it

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