Maretta nei servizi educativi pubblici: documento al vicesindaco dopo partecipato sit-in

C’è agitazione nel mondo dei servizi educativi a gestione pubblica: lo dimostra il buon successo delle iniziative organizzate dai movimenti di base dei lavoratori come Adl Cobas e collettivo Eduki, che lunedì, dopo un sit in precedente molto partecipato in piazza Prampolini, hanno presentato un documento al vicesindaco Matteo Sassi con diverse richieste piuttosto precise sulle garanzie per i lavoratori del settore. Al primo punto del documento c’è il tema della clausola di salvaguardia che dovrebbe scattare in caso di cambio di società o cooperativa che gestisce il servizio educativo messo a gara. La clausola di salvaguardia è quella che agisce nel caso di cambio di gestione del servizio: in pratica obbliga il nuovo gestore ad assumere il personale che lavorava in quel servizio precedentemente. Per gli addetti dei servizi educativi e alla persona è una garanzia fondamentale di continuità nel percepire un reddito: Adl Cobas vorrebbe che la clausola fosse inserita nei bandi, in modo da vincolare chi partecipa al suo riconoscimento.

Queste le altre richieste avanzate da Adl Cobas e collettivo Eduki: nessun tipo di ribasso sulle nuove gare d’appalto; la proposta economica non può superate il 5% del punteggio di assegnazione totale dell’appalto; l’estromissione dai bandi delle offerte aggiuntive che incidono direttamente o indirettamente nell’aggiudicazione dell’appalto e nel reale costo del lavoro; il punteggio di assegnazione deve dare centralità alle competenze del personale e alla qualità effettiva del servizio; regolamentare e monitorare l’uso del lavoro gratuito (alternanza scuola lavoro, stage, tirocini) per evitare forme di dumping salarial; la società che si aggiudica la gara d’appalto non può utilizzare lavoratori e lavoratrici in somministrazione da “Agenzie interinali”; non esternalizzare ulteriori servizi ad oggi a suo carico”.

“Tale piattaforma – spiegano Adl Cobas e Eduki – nasce da diversi incontri pubblici, nati sulla disdetta del contratto integrativo da parte di Legacoop e Confcooperative. A questi incontri , a cui hanno partecipato lavoratori e lavoratrici di diversi livelli delle coop sociali e cittadini, oltre l’ulteriore peggioramento economico dovuto alla disdetta dell’integrativo, è emersa la condivisa preoccupazione per l’andamento delle gare d’appalto che in questi anni con la progressiva esternalizzazione dei servizi, hanno ridotto le risorse in ambiti educativi e assistenziali”. Secondo i promotori del documento “i progressivi ribassi economici (…) hanno avuto ricadute negative sui lavoratori, sulla qualità dei servizi forniti alla cittadinanza e sulle società che mantengono un’etica del lavoro e del servizio”.

Sinistra italiana presenta mozione in consiglio comunale:”In queste ultime settimane abbiamo ascoltato e ci siamo confrontati con ADL Cobas Emilia Romagna ed Eduki Reggio per capire come fare fronte comune davanti all’impoverimento degli educatori che si è venuto a creare con continue esternalizzazioni dei servizi alla persona.  Per questo abbiamo condiviso la piattaforma che decine di lavoratori di cooperative hanno elaborato, ottenendo un tavolo di discussione con l’amministrazione. Una buona notizia. In accordo con i lavoratori del settore, Sinistra Italiana ha depositato una mozione per inserire la clausola di salvaguardia, l’utilizzo dei contratti nazionali e reale inquadramento lavorativo, il mantenimento livelli e art.18… Siamo dalla parte degli educatori e degli operatori in questa battaglia. Non solo per loro ma per migliorare il fondamentale lavoro che svolgono nella nostra comunità”.

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2 Responses to Maretta nei servizi educativi pubblici: documento al vicesindaco dopo partecipato sit-in

  1. Raina 9 novembre 2017 at 14:39

    La vergogna e’ che le Amministrazioni esternalizzando il lavoro hanno tutte contribuito a scaricare i costi sulla pelle dei lavoratori. E’ da metà anni 90 che ci sono insegnanti educatrici che lavorano ai nidi ed all’asilo, sono assunti a settembre e lasciati a casa a giugno. Vi sembra normale e giusto questo? E tutti gli anni per molti di loro e’ così da almeno 20 anni………

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  2. Eppi Dàis 10 novembre 2017 at 10:08

    A me sembra che gli insegnanti italiani, per le ore che fanno e per il numero incredibile di ferie che fanno, siano sovrapagati.

    Certamente per ogni ora effettiva guadagnano almeno il 25% di pari grado (intendo laureati e super laureati) nel privato.

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