Carceri reggiane: situazione esplosiva, la senatrice Maria Mussini “interroga”

In una situazione già difficile per le carceri emiliane, a Reggio potrebbero aumentare i detenuti affetti da malattia mentale. E’ una situazione preoccupante, visto che gli organici degli addetti al settore risultano già al 31 dicembre scorso molto inferiori alla pianta organica prevista. Proprio per affrontare il problema, la senatrice Maria Mussini ha presentato, come prima firmataria assieme da altri colleghi, una interrogazione parlamentare ad hoc.

I numeri che descrivono la situazione sono impressionanti, anche nel caso di Reggio Emilia: “Il sistema penitenziario dell’Emilia-Romagna – si legge nell’interrogazione – è, ormai da tempo, al collasso, in primo luogo a causa delle severe carenze nell’organico della Polizia penitenziaria e degli educatori in servizio presso le locali case circondariali, pur a fronte di un tasso di sovraffollamento che, al 31 dicembre 2016, ammontava al 122 per cento (…); secondo i dati pubblicati dal Ministero della giustizia, al 31 gennaio 2017 gli agenti di Polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale “Rocco Damato” di Bologna rano solo 403 rispetto ai 552 previsti (…); la stessa situazione, alla medesima data, si registrava anche negli istituti di Parma (308 agenti effettivi a fronte dei 461 previsti, 6 educatori su 9 e 594 detenuti rispetto ai 468 posti regolamentari) e Reggio Emilia (129 agenti effettivi rispetto ai 245 previsti, 5 educatori su 10 e 354 detenuti su 304 posti regolamentari)”.

La situazione aumenta la tensione interna alle carceri: “Proprio a causa delle insostenibili condizioni di vita intramuraria, nel 2017 sono raddoppiati i casi di suicidio nelle carceri emiliane rispetto al 2016, ed al loro interno si sono registrati gravissimi episodi di violenza, come la sommossa nell’istituto di Reggio Emilia del 24 luglio, quando 5 detenuti hanno dapprima devastato i bagni di un’area comune, minacciando gli agenti di custodia in servizio con le macerie dei locali distrutti”.

La già rilevante “carenza nel personale penitenziario e sanitario operante all’interno delle strutture detentive emiliane – si legge nell’interrogazione – ha subito un ulteriore peggioramento sia a seguito della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari in favore delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza in attuazione della cosiddetta legge Marino (…) posto che le Regioni, piuttosto che aumentare il numero degli operatori del settore, si sono limitate a dislocare il personale già in servizio nelle strutture di nuova costruzione, aggravando il deficit preesistente”.

Su Reggio c’è una situazione di particolare gravità: “A seguito della definitiva chiusura dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia e della conseguente unione al plesso della locale casa circondariale, la capacità dei ‘nuovi’ istituti penali di Reggio Emilia verrà ampliata di 134 posti regolamentari; in una parte della struttura che ospitava l’ex OPG di Reggio Emilia sono state realizzate due sezioni destinate all’articolazione per la tutela della salute mentale, istituita con decreto ministeriale 28 maggio 2015, già attive per 50 posti, e nelle quali, a quanto risulta, sarebbero destinati detenuti con disturbi mentali provenienti da tutta Italia, così da divenire la prima articolazione sanitaria interregionale, con ulteriore aggravio del numero dei detenuti sul territorio emiliano”.

Sono quattro le domande principali che emergono dall’analisi della situazione: “Quale sia, ad oggi, la destinazione di servizio di tutti quegli agenti di Polizia penitenziaria di cui gli organici regolamentari di ogni singolo istituto detentivo emiliano risultano carenti; quale sarà, in concreto, la destinazione dei nuovi posti creati a seguito dell’ampliamento della casa circondariale di Reggio Emilia, al netto di quelli già destinati all’articolazione per la tutela della salute mentale; se sia vero che in quest’ultima confluiranno detenuti provenienti da tutta Italia, con conseguente aumento della popolazione carceraria emiliana; quanti agenti di Polizia penitenziaria, tra gli 887 nuovi assunti, verranno destinati in servizio negli istituti dell’Emilia-Romagna”.

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