Paolo Gandolfi: “sciopero della fame anch’io per lo Ius Soli”, questione di civiltà…

“Farò lo sciopero della fame per lo Ius Soli. È necessario perché le battaglie sui diritti vanno fatte fino in fondo, proprio per contrastare chi si oppone con l’odio, mostrando che non abbiamo paura di difendere le nostre idee”. Con queste parole il deputato del Pd Paolo Gandolfi annuncia la sua adesione alla battaglia per l’estensione del diritto di cittadinanza. “Lo Ius Soli è un fondamento di una società basata sui diritti  – afferma Gandolfi – e contrapposta ad una comunità tribale: non a caso è presente in tutti i paesi più avanzati e negato in quelli più arretrati. Lo Ius Soli non c’entra nulla con l’immigrazione clandestina: tant’è vero che questo fenomeno colpisce l’Italia che è l’unico paese a non riconoscere questo diritto. Lo Ius Soli può essere approvato, abbiamo il dovere di provarci”.
“Quello che si vuole approvare in Italia – spiega Gandolfi – in realtà non è un diritto di nascita, come negli Usa, dove diventa statunitense chi nasce anche solo se la madre era di passaggio. Quello italiano sarebbe più un diritto di cultura;infatti si chiede al bimbo di avere un ciclo scolastico alle spalle e altri requisiti alla famiglia. Quindi proponiamo uno Ius Soli temperato, cioè una formula che rimarrebbe tra le più restrittive anche solo in Europa”. “Lo Ius Soli c’entra con l’immigrazione, ma non con gli sbarchi. Gli sbarchi degli immigrati clandestini si rivolgono verso l’Italia per ragioni geografiche, non certo per lo Ius Soli, altrimenti non verrebbero da noi visto che siamo gli unici a non avere questo diritto. Lo Ius Soli è uno degli strumenti per gestire bene l’immigrazione, avere cittadini integrati, operosi e che partecipano costruttivamente alla comunità nazionale”. “Lo sciopero della fame – conclude Gandolfi – serve a dimostrare che nella società c’è chi si batte con convinzione per questo diritto, altrimenti la posizione di chi usa la paura prevarrà. Fosse così, la civiltà non conoscerebbe progresso e i diritti regredirebbero”.

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