Espianto multiplo al Santa Maria Nuova salva la vita a sette persone

Un espianto multiplo di organi che ha permesso di salvare la vita e ridare la salute a 7 persone: da due donatori deceduti contemporaneamente sono stati prelevati e trapiantati d’attesa un cuore, due fegati e quattro reni. Le cornee e la cute dei donatori, inoltre, sono state trasferite nelle rispettive Banche della nostra Regione in attesa di essere destinate.
Al Santa Maria Nuova è stato raggiunto un risultato straordinario grazie al grande lavoro delle équipe di prelievo organi. Il multi espianto è avvenuto a seguito della quasi contemporanea morte cerebrale, avvenuta il 4 ottobre scorso, di due pazienti ricoverati.

La Rianimazione e l’Ospedale tutto si sono preparati ad affrontare una situazione rara ed estremamente impegnativa. Sono stato impegnati circa 50 professionisti ospedalieri tra rianimatori, anestesisti, cardiologi, medici di direzione sanitaria e di laboratorio, personale di sala operatoria, pneumologi, neurologi, oculisti, chirurghi vascolari, tecnici di elettrofisiologia, il centro trasfusionale, diversi infermieri e operatori sanitari.
“A questi professionisti vanno senz’altro aggiunti coloro i quali hanno operato al di fuori del nostro Ospedale nell’organizzazione delle donazioni” spiega Laura Favilli, medico anestesista del Santa Maria Nuova e coordinatore locale per i prelievi e trapianti di organi “mi riferisco al Centro Riferimento Trapianti di Bologna, ai Chirurghi di Bologna, Modena, Udine, Cesena, agli autisti e al personale tecnico”.

“A tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato va il mio ringraziamento e la mia stima. Siamo stimolati a proseguire su questa strada” conclude Favilli “Il percorso della donazione non è facile ma l’impegno professionale e umano è sicuramente ricompensato dalla certezza di avere contribuito a restituire salute a diverse persone. Un pensiero particolare va alle famiglie dei donatori che, pur in un momento di grande dolore, hanno saputo compiere un gesto di generosità e alto valore sociale”.

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