Il Comune scopre il magico potere del riordino (degli enti collegati): cura dimagrante per le partecipate

Ti fondo o ti accorpo, ti vendo o ti liquido, ovvero: evviva il decreto Madia che tanta roba porta via! Il Comune di Reggio scopre il magico potere del riordino e così le partecipate scendono da 15 a 9. Ci saranno anche meno poltrone da assegnare (se ne tagliano un terzo e gli amministratori passano da 28 a 20). E’ iniziato l’autunno, stagione delle forbici (ahiaaaaa!)

Approderà lunedì, in Consiglio comunale, il piano straordinario di revisione delle società partecipate del Comune. Si tratta di un adempimento richiesto dal decreto Madia, che segue il processo di razionalizzazione già avviato negli anni scorsi.

Nel piano predisposto dal Comune vengono cedute quote di partecipazione di tre società: Piacenza Infrastrutture, Cepim e Banca Etica. Vengono confermate le liquidazioni di Reggio Emilia Fiere e Reggio Emilia Innovazione. E si procede a una fusione per incorporazione tra Campus e Mapre. Con il piano di revisione le partecipate scenderanno da 15 a 9, con un taglio di un terzo delle poltrone degli amministratori. Il risparmio? Nell’ordine di poche migliaia di euro perché, spiega l’assessore Daniele Marchi, “si tratta più di una semplificazione organizzativa che di un’operazione di risparmio in quanto in passato non ci sono stati sprechi”.

Verranno cedute, dicevamo, le quote in Piacenza Infrastrutture, ereditata dal Comune nelle more del processo di fusione delle municipalizzate di Parma, Reggio e Piacenza che portò alla nascita di Enìa. Una partecipazione, questa, pari al 22,13%, non più in linea con le finalità dell’ente. Il valore nominale delle quote si aggira sui 5 milioni di euro, ma chiarisce Marchi, “non è un valore reale”. E la loro cessione verrà negoziata col Comune di Piacenza.

Sotto la lente d’ingrandimento sono finite le società controllate Campus srl e Mapre srl. Piccole per fatturato, pochi o zero dipendenti nel caso di campus, anche queste realtà non rispondono ai criteri del decreto Madia. In questo caso l’ipotesi opzionata dal Comune è quella di una fusione per incorporazione delle due società.

“E’ un altro passo nell’attuazione della riforma Madia voluta dal governo Renzi, che ha l’obiettivo primario di semplificare e razionalizzare le partecipazioni societarie dei Comuni per evitare sprechi e inefficienze, oltre che di semplificare e rendere più efficiente la Pubblica amministrazione. Le azioni di efficientamento poste in essere dal Comune si integrano con questa importante riforma nazionale: dopo le recenti modifiche statutarie, approviamo ora la revisione straordinaria delle società partecipate.

Il nostro Comune passerà da 15 a 9 partecipazioni, riducendo di un terzo le ‘poltrone’, che comunque sono state occupate da persone competenti e certo non beneficiarie di ‘compensi d’oro’: gli amministratori, quasi totalmente amministratori unici, passano da 28 a 20”, spiega Marchi, affiancato dalla dirigente del servizio Pianificazione, Programmazione e Controllo del Comune, Lorenza Benedetti.

L’assessore – a proposito della liquidazione di Reggio Emilia Innovazione, di cui si parlerà lunedì in Consiglio – ha annunciato l’orientamento del Comune di non entrare nella compagine della Fondazione Rei.

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One Response to Il Comune scopre il magico potere del riordino (degli enti collegati): cura dimagrante per le partecipate

  1. Stritolato 22 settembre 2017 at 15:12

    E’ certamente una buona cosa, ma non basta.

    Il vero problema è fare ANCHE una profonda spending review: cioè tagliare tutte le spese inutili